
Le "arbanelle" sono barattoli di vetro chiusi con un sottile sasso di ardesia, usati in Liguria per conservare le acciughe.
Le acciughe migliori sono quelle di Monterosso, infatti da metà giugno a fine luglio i pesci attraversano questo tratto di mare – caratterizzato da una particolare salinità – e le carni raggiungono il massimo valore per consistenza, sapore, gusto e contenuto di grassi.
Un’attenta lavorazione che integra sapere artigiano e tecnologia trasforma l’acciuga fresca in conserva mantenendone vivo il delicato e particolare sapore.
Le acciughe vengono pulite e sistemate in barili contenenti una soluzione salina, coperte e pressate da un peso, che diminuisce man mano che la stagionatura procede. Ci vogliono circa 3, 4 mesi – periodo in cui è necessario monitorare costantemente la concentrazione della salamoia, la temperatura e l’umidità dei locali – perché il prodotto sia pronto.
Le acciughe salate di Monterosso sono pronte per essere assaporate come antipasto semplicemente con una spruzzata di prezzemolo ed aglio tritati o per essere utilizzate nella preparazione di sughi o "condiggion", ricche insalate di verdure.
Il ristorante adatto dove farsi inebriare da queste prelibatezze è "Il Ciliegio", in località Beo (tel. 0187/817829), che peraltro offre pure interessanti primi piatti, come le trofiette al pesce spada o gli spaghetti con i muscoli, e secondi, dominati ovviamente dalle acciughe, ripiene e profumate al timo o sublimemente fritte nell’olio locale.
Se invece volete gustarle direttamente a casa vostra, si possono richiedere alla Cooperativa Acquacoltura Punta Mesco 5 Terre (Tel. 329.2126080).
A proposito di contenitori di Onesti Piaceri, le “arbanelle” si utilizzano anche per conservare la Robiola di Roccaverano stagionata con l’aggiunta di olio d’oliva e di alcune erbe aromatiche: rosmarino, lauro, pepe, origano oppure peperoncino.