Il fantasmagorico Bruss è l'inconfutabile prova dell'ingegno e della fantasia umana. Lo schiacciante riscontro della volontà di sopravvivenza.
Quando l'uomo viveva con un poco di polenta, qualche tozzo di pane di segala ed erbe a volontà, per insaporire la misera cena, per rinvigorire le stanche membra, in varie parti delle Alpi era uso condire la polenta, magari quella avanzata dal giorno prima, con un poco di bruss.
Questo formaggio altro non è che la rifermentazione di tutti gli scarti caseari, ivi comprese le croste, le parti avariate messe in un vaso di coccio e fatte macerare al caldo del camino.
Ne esce dopo un lungo periodo di maturazione e trasformazione una pasta grigiastra dall'inconfondibile gusto pregno, forte, aulentissimo e gradevolissimo.
Su questa mantecazione che i poveri avevano inventato per saziare i morsi della fame, esistono decine di aneddoti. Vi voglio raccontare quello forse più attendibile per riferimenti storici.
Nell'anno del Signore 1744 gli eserciti franco-ispanici, forti di 45.000 uomini e con un possente apparato di bocche da fuoco, assalirono per l'ennesima volta la città di Cuneo, protetta da una modesta guarnigione di soli 4.000 uomini al comando del barone Federico Guglielmo di Leutron.
Questi, soprannominato dai suoi soldati barun litrun per la spiccata familiarità con il nettare di Bacco, dopo un'aspra resistenza decise una audace sortita. Fece spalmare armi, baionette ed ogni altro arnese contundente dei suoi archibugeri di un buon strato di bruss. Quando fu dato l'attacco, gli eroici cuneesi si buttarono sugli assediati che, storditi dal forte odore del formaggio arretrarono e furono facili prede dei gloriosi attaccanti, così da rompere l'assedio costringendo i franco-ispanici a rinunciare all'impresa.
Morale. Si può affermare senza ombra di dubbio che per la prima volta venne usata un'arma batteriologica e si può anche affermare che il bruss può essere considerato l'unico cacio bellico!
Posted by Valentina Ambrosini at Marzo 17, 2003 01:29 PM