Giovedì è il mio gatto, ha quasi un anno. E' un gatto europeo di colore nero. In questo momento porta un collare color giallo.
Minù è una gattina più giovane di Giovedì, con gli occhi verdi e il pelo arruffato.
Il loro primo incontro risale a circa sei mesi fa, quando Fabio (il mio vicino di cinque anni) aveva deciso che anche lui voleva un gatto. All'inizio si era innamorato di Giovedì a tal punto da comprare un pupazzo molto simile al mio gatto.
Quando ha realizzato che Giovedì non era del tutto il suo gatto, perchè mi veniva incontro e lo abbandonava quando arrivavo, ha deciso che lui doveva avere un gatto tutto suo. Aveva anche deciso che io non ero più meritevole di un saluto o di un sorriso.
Poi è arrivata Minù.
La gattina di Fabio, la gattina che lo ha rifatto avvicinare a me.
Tutto è andato bene finchè, circa due mesi fa, trovo Fabio sul pianerottolo. Con i lacrimoni agli occhi mi chiedeva se avevo visto Minù, perchè da una settimana non la trovava più. E invece, Giovedì, accidenti, era sempre in giro. Questa volta un pò triste e con l'ennesimo collarino nuovo (di solito ne perde uno ogni mese).
Dopo due mesi, quando di Minù ci si augurava solo che avesse fatto una buona fine, il campanello di casa mia suona ininterrottamente per cinque volte. Non rispondo, perchè non ero di buon umore.
Poi sento la voce di Fabio che dice ... ma no, è in casa. C'è la luce accesa ... e il campanello di casa mia suona di nuovo ininterrottamente come le sirene che annunciano un allarme.
Sono costretta ad apire la porta e trovo Fabio con un dito premuto sul campanello e con in braccio Minù.
Mi dice subito ... Minù è tornata.
Gli dico ... incredibile, ma sei sicuro che sia proprio lei?
Lui la prende con tutte e due le mani, le avvicina il musetto al suo volto e mi dice ... gli occhi sono proprio quelli.
Nel frattempo Minù è cresciuta, ma non ha perso il vizio di salire sul mio divano. Quando Fabio l'ha appoggiata in terra si è diretta immediatamente in casa mia, sul divano. Giovedì l'ha inseguita, un pò preoccupato per quella presenza.
Hanno ricominciato a dividere gli spazi, a grattare sul vetro della porta quando vogliono entrare, a buttarsi dal divano per attaccarsi.
Ho visto i genitori di Fabio. Dopo aver ipotizzato cosa fosse successo in quei due mesi, chi potesse averla accudita così bene, abbiamo convenuto che nella vita ci si può aspettare proprio di tutto.
Posted by Valentina Ambrosini at Maggio 6, 2003 01:51 PM