Maggio 15, 2003

La mattanza, le tonnare, il rais: una pesca antica e un rito che quest’anno non si è ripetuto

Questa volta non sono passati.
Lo facevano da migliaia di anni, sempre nello stesso mese e sempre negli stessi giorni seguendo misteriosi richiami.
In branchi lasciavano l’Atlantico e si spingevano nel mare siciliano dopo aver attraversato Gibilterra. I tonni che si aspettavano non ci sono, i tonni questa volta non sono arrivati.

Niente mattanza in Sicilia in questa primavera di scirocco che non sta portando buone nuove per la gente di mare.
La tonnara è un deserto, almeno per ora.

A Bonagia, che è appena a qualche chilometro da Trapani e che ha nelle sue insenature l’altra tonnara della Sicilia dopo quella dell’isola di Favignana, i pescatori scrutano il mare sbalorditi. Il rais, il capo pesca Salvatore Spataro aspetta che arrivi il maestrale e intanto prega.
Non era mai accaduto nulla di simile da queste parti.
Non c’è mattanza in Sicilia e neppure in Sardegna. Perchè i tonni non vengono?
Tutti toccano il mare che è ancora troppo freddo e sperano nelle correnti più calde.
Tutti maledicono quelle “macellerie volanti”, le navi giapponesi che dragano il nostro mare cacciando piccoli e grandi tonni con i sonar per lavorarli poi a bordo.

A Favignana e in Sicilia la gente ricorda ancora la pesca più miracolosa mai avvenuta. Era il 1848 e lo ricorda la lapide scolpita sulla Tonnara di Favignana: si uccisero 4353 tonni superando la memorabile pesca del 1771.

In Sicilia due secoli fa c’erano 80 tonnare; ne sono rimaste solo due: a Favignana e Bonagia.

Auguriamoci che il tonno possa ritornare nei nostri mari, che si tratti solo di un ritardo, che non si debba dimenticare un mestiere affascinante come quello del rais, fatto di esperienza, emozioni e premonizioni.

Posted by Valentina Ambrosini at Maggio 15, 2003 02:36 PM