Maggio 19, 2003

Mangiare, bere, uomo, donna

Un antico proverbio cinese sulle necessità della vita dà il titolo al film di Ang Lee (USA 1994).
Storia sul conflitto generazionale, racconto emozionalmente e coinvolgente in cui il cibo svolge un ruolo chiave nell’osservazione dei mutamenti di una cultura cinese in trasformazione.
Il film racconta la storia dei Chu: una famiglia che vive nella moderna Tai Pei.
Il vecchio Chu è uno chef di cucina vedovo che vive insieme alle sue tre figlie grandi. Jia-Jien è una maestra repressa convertita al cristianesimo; Jia-Chien è una dirigente di una compagnia aerea taiwanese; Jia-Ning è una studentessa che lavora in un fast-food. Tutte e tre apprezzano l’elaborato pranzo domenicale preparato dal padre con la tradizionale cura, ma ciascuna entra in conflitto con il vecchio mondo di Chu.

In "Mangiare, bere, uomo, donna" l'anziano genitore, cuoco da generazioni, prepara la cena con meticolosa dedizione. Ogni ingrediente viene trattato con la massima cura. La tavola apparecchiata è gioia per gli occhi oltre che per la bocca e stimola la riflessione. È proprio questo considerare l'atto del mangiare un momento speciale che induce i commensali a rivelare i loro sentimenti.

Le bugie della vita quotidiana hanno la meglio sulla verità e riuscire a trovare una nuova armonia è un percorso difficile e pieno di sofferenze, ma la cucina, come luogo fisico e dell'anima, e il rito del mangiare permetteranno alle persone di parlarsi e capirsi.

Mangiare, bere, nutrirsi per Ang Lee non significano, semplicemente, riempirsi lo stomaco e soddisfare la fame, ma saziare lo spirito e il cuore, avvicinarsi col cibo, che è momento di comunione e sacralità, ai misteri dei sentimenti. Raggiungere attraverso la bocca, l'esofago e lo stomaco la parte più segreta dell'animo umano.

Succede anche a me :-)

Posted by Valentina Ambrosini at Maggio 19, 2003 06:22 PM