Nikolai Vavilov (1887-1943) fondatore dell’omonimo istituto aveva viaggiato in oltre 64 paesi raccogliendo una imponente collezione di semi.
Oggi la collezione è una delle più consistenti banche genetiche esistenti al mondo. Comprende 350 mila campioni appartenenti a oltre 2500 specie diverse. Un quarto di esse proviene da piante che sono considerate ormai estinte.
I semi vengono conservati in celle frigorifere che devono essere sempre mantenute a temperatura e umidità costante. Le poche immagini dell’istituto disponibili mostrano intere pareti di classificatori contenenti semi, erbari con svariatissime diversità di vegetali, insomma la summa del creato vegetale.
Nei primi anni ’90 una particolare specie di avena tra le 14.000 conservate nell’istituto fu inviata in Corno d’Africa per consentirne la produzione in un clima particolarmente difficile a causa della siccità.