Febbraio 11, 2004

Massoni e gastronomia. Cercasi ricette

Leggo in “La massoneria in Italia” di Enrico Nassi che nel 1717 Anthony Sayer costituiva a Londra il primo modello di Grande Loggia. Era il 24 giugno, festa di Giovanni Battista.
Attorno a Sayer, all’Oca e alla graticola, locanda famosa per il menu e la cantina, c’era una gran squadra di nobili, di ricchi imprenditori e di intellettuali, tutti protestanti e variamente iniziati in associazioni segrete.

La lettura mi porta poi a scoprire che l’Antico Rito Noachita, di origine inglese, è rimasto inattivo sino a che, nel 1982, un gruppo di massoni italiani lo svegliarono rendendolo operante sotto il segno dell’arca che naviga nel diluvio.
E sin qui nessuna novità, considerato il fatto che i segni, i riti, le massime sono una delle componenti che contraddistinguono i Figli della Vedova (uno dei nomi con cui si chiamano i massoni).
Quello però che mi ha colpito è apprendere che il rito è seguito da una minoranza che rispetta la tradizione gaudente delle locande dove, agli inizi del Settecento, si riuniva la Loggia-Madre inglese.
Si dice che le Agapi (convivio con particolari pietanze se rituale, con pietanze normali se informale) dei noachisti siano piuttosto gioiose “perché si svolgono in un contesto di raffinata gastronomia”. Da quando ne hanno tenuta una sui sentieri della grappa, dal Piemonte al Friuli, i massoni toscani li chiamano “fratelli grappisti”.

Chissà che qualche partecipante alle Agapi dei noachisti non mi voglia mandare qualche segreta ricetta massone, se ne esiste!
Nel silenzio e nella speranza, con vigilanza e perseveranza, solo così potrò Sapere, Osare, Volare e Tacere.

Posted by Valentina Ambrosini at Febbraio 11, 2004 04:34 PM