Lettera di Barbara Olivi - marzo 2004.
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Cari amici,
il Carnevale é finito, e quest’anno non sará tanto facile dimenticarlo. Molti avvenimenti fanno del 2004 un anno iniziato in modo speciale. Innanzitutto abbiamo un'estate tiepida ed estremamente piovosa, troppo. Piove nel Nord in zone dove non pioveva da 12 anni, le dighe si riempiono e si prevede almeno un anno di buona irrigazione, i contadini sorridono! Altri piangono a causa di inondazioni che stanno distruggendo interi villaggi....
Rio é piena di turisti ed io sto cercando di amministrare il lavoro come guida, in questo periodo molto intenso, con le mie attivitá con i bimbi; e le visite di italiani in vacanza! E´venuta in favela per 10 giorni la mia amica Maria Grazia, madrina di Raissa, una delle nostre bimbe. Abbiamo affittato un appartamentino vicino a me; mi sono messa d´accordo con uno dei miei adolescenti che gli facesse da guida e, cosí organizzati, Maria Grazia ha lavorato una settimana come volontaria nel nostro asilo.
La Roçinha ha una scuola di samba che ha partecipato alla sfilata delle scuole piú piccole la notte di sabato con domenica. Eravamo circa 3.000 persone ed il Carnevale é sempre una bella festa comunitaria dove la gente si rilassa e si diverte e le sfilate sono una opportunitá di dimostrare la cultura e l´arte del popolo. Purtroppo peró mentre la gente era distratta e noi eravamo al Sambodromo, un corpo speciale della polizia antistupefacenti ha invaso la nostra favela alle 3 del mattino ed ha iniziato a sparare. La notizia é arrivata anche a noi al Sambodromo, quindi potete immaginare come ci sentivamo tutti noi, lontani dalle nostre case, famiglie ed amici, sapendo del rischio che stavano passando.
La sfilata é avvenuta alle 5 del mattino, ma l´umore non era il piú indicato e non abbiamo avuto successo, proprio perché chi se la sentiva di danzare e cantare quando l´incertezza degli avvenimenti pesava su di noi in modo cosí drammatico ? I nostri autobus speciali sono stati bloccati per varie ore per evitare che anche noi tornando in favela venissimo coinvolti nella sparatoria tra polizia e trafficanti. Lungo la strada principale vedevamo passare macchine e pulmini della polizia militare che si dirigeva verso casa nostra, provate a pensare alla tensione!!!! In realtá é stata propio questa seconda polizia a proteggerci, in quanto sembra che la prima che ha invaso sia collusa con una banda di trafficanti nemici che vogliono prendere il possesso dello spaccio di cocaina nella nostra comunitá. Abbiamo scoperto poi che l´invasione della favela era stata proibita dalle autoritá, risulta quindi che abbiano agito autonomamente. Noi siamo riusciti a tornare a casa solo alle 9,30 del mattino, e c´erano i cadaveri di 3 ragazzi giovani innocenti ammazzati, sul selciato..........
Uno é il nipote di Marcia, la direttrice del nostro asilo. La giornata é continuata senza dormire; piena di tristezza e di incertezza per il futuro, alla ricerca delle persone amiche e dei ragazzini di cui normalmente mi occupo. Questa é la realtá delle favelas, dove agli abitanti viene negato il diritto della cittadinanza; dove la polizia entra e tratta tutti come banditi; dove ad omicidi commessi normalmente non seguono indagini; dove la discriminazione sociale ti segue e ti schiaccia e ti emargina. Questa é la favela che io amo. Che Maria Grazia ha imparato ad amare. Che i miei amici hanno conosciuto e girato come fosse un quartiere normale della cittá, e provate a chiedere loro se sono mai stati disturbati dalla gente del posto, anche i trafficanti li hanno rispettati. Ed erano invece tra coloro che scappavano impauriti il momento in cui la polizia ha invaso la favela la notte di Carnevale, interrompendo un concerto a cui assistevano tutti giovani, ed ha iniziato a sparare per uccidere.
La tristezza del lutto non ci ha ancora abbandonati. Il Segretario della Sicurezza Pubblica, Antony Garotinho, ha annunciato alla televisione che per 2 mesi la polizia non potrá invadere la favela, tempo in cui dovrebbero esserci delle indagini a riguardo di questo massacro, ma intanto nessuno potrá restituire la vita a 3 ragazzini di 13, 15 e 17 anni, che erano in strada a divertirsi la notte di Carnevale. La vita continua, ancora una volta ci rimbocchiamo le maniche e continuiamo, perché non ho convinzione maggiore che quanto stiamo facendo sia valido, cercare cioé di dare ai nostri piccoli innanzitutto affetto, perché un bimbo che riceve amore adesso sará in grado di dare amore quando grande; e poi dare istruzione, cultura, perché solo con la cultura si puó lottare per la propia libertá.
Il Carnevale é finito, la scuola Beija Flor ha vinto la sfilata delle scuole maggiori, mentre la nostra é arrivata terza nella classifica delle scuole piú piccole. Certo per noi sará un Carnevale che non dimenticheremo facilmente.
Il nostro asilo e la scuolina stanno funzionando a pieno ritmo. Grazie a nuove adozioni a distanza che mi sono state comunicate ultimamente, sto riuscendo ad accogliere nuovi bimbi nelle nostre strutture. Inoltre sto organizzando alcuni micro-progetti. Ma questo sará argomento della mia prossima lettera. Intanto mi auguro che questa mia vi trovi tutti in buona salute, e vi penso in pace. Vi accompagnino i sorrisi dei bimbi dai voi protetti ed il nostro cuore riconoscente.