Luglio 13, 2004

Le torte di Pompeo: il lato dolce di Tangentopoli

La ricetta Foresta Nera è dedicata al dottor Antonio Di Pietro: «senza rancore», e anche agli amici dei tempi duri: «non dimentico delle frittelle di mele cucinate in cella». Quella della Torta di pere e frangipane viene ribattezzata La sublime in onore dell'amico Silvano Larini che così la definì al primo assaggio. Libro curioso quello di Pompeo Locatelli, I dolci e gli amari di Pompeo (Baldini Castoldi Dalai, 364 pp., 17,60 ) oggi sessantaquattrenne: trent'anni da consulente d'affari scanditi da quindici ricette di dolci.

Gli anni dell'infanzia trascorsa nella pasticceria paterna in via Piero della Francesca, le prime pratiche da dottore commercialista a fine anni Sessanta, il decollo e la scalata dei due decenni successivi, il coinvolgimento in Tangentopoli. Locatelli si racconta con scrittura naive e prolissa caratterizzata da una dose massiccia di fierezza da «esponente della classe dirigente», e non importa se ci sarà qualcuno che lo accuserà di presunzione e di egocentrismo («Non escludo che possa avere ragione») - in un vortice di operazioni finanziarie, di incontri con imprenditori, politici, faccendieri vari, di riflessioni.
L'avvocato Corso Bovio firma la prefazione del libro (i cui incassi saranno devoluti in beneficenza) definendolo un «manuale di vita e di saggezza professionale» e consigliandone la lettura ai praticanti commercialisti. Ma più che il racconto, irresistibili sono le annotazioni alle ricette. Ecco la Brisée con crema di cioccolato Vittoria dedicata al «Cavaliere e all'Ingegnere irriducibili protagonisti della nostra più recente storia patria», la Frolla con crema al limone tutta per Marina di Savoia con la quale si sfida in cucina «ogni estate, in quel di Cavallo». La Crostata con marmellata di fragole è eletta da Locatelli a simbolo di «com'è arduo non finire con le dita nella marmellata» mentre è la Meringata a dare corpo ai suoi «sogni imprenditoriali e gli anni dell'euforia e della sbronza: quando la panna, forse troppo disinvoltamente montata, m'è schizzata in faccia».

Gloria Pozzi - Corriere della Sera

Posted by Valentina Ambrosini at Luglio 13, 2004 06:39 AM