Lo scultore Arturo Martini ebbe un’infanzia poverissima. Studiò cinque anni: due anni ripeté la prima elementare e tre la seconda.
Figlio di un cuoco, ha detto sulla cucina una cosa giustissima: “La cucina si fa per istinto. Un altro deve assaggiare la minestra, io, alla vista, avverto se ha il sale. C’è l’Artusi e poi c’è anche l’inafferrabile”.
E’ così. Il vero cuoco non assaggia, è un po’ come il pianista che suona senza guardare la tastiera.
Aldo Buzzi - L’uovo alla Kok