Da qualche anno la campagna e soprattutto il cibo stanno diventando protagonisti fissi sui nostri palcoscenici. Ne è una dimostrazione lo spettacolo Teatro da mangiare? messo in scena dal Teatro delle Ariette. Gli spettatori (mai più di una trentina) sono seduti a tavola; gli attori impastano, tagliano, cuociono, raccontano. Le trasformazioni del cibo, cui si assiste dal momento in cui Stefano comincia a impastare uova e farina sul tagliere di legno appoggiato sul tavolo, intonano un inno ai cambiamenti, profondi e no, avvenuti in ognuno di noi.
Il Teatro delle Ariette, associazione culturale che produce, studia, organizza e promuove teatro nasce nel 1996 ed ha portato il teatro nelle case, nei forni, negli ospedali, nelle scuole, per le strade, nelle piazze, persino nei campi e in mezzo alle campagne. Due dei suoi soci fondatori dal 1989 sono coltivatori diretti: Paola Berselli e Stefano Pasquini. Il nome dell'associazione deriva dal nome del podere dove ha sede: Le Ariette (Castello di Serravalle in provincia di Bologna).
Gli ultimi due spettacoli prodotti dal Teatro delle Ariette, Teatro da mangiare? e Teatro di terra, affrontano i temi autobiografici del rapporto dell'uomo con gli alimenti, con gli animali, con gli altri uomini e con la terra, ne accettano le contraddizioni, interrogano il passato e il futuro cercando nell'attimo presente una condivisione profonda tra attori e spettatori, cittadini e contadini, uomini, bestie, fiori, frutti e foglie.
In questi spettacoli, oltre ai pensieri e ai sentimenti, si maneggiano mattarelli, farina, acqua, coltelli e piatti, formaggi, carote, uova, galline, musica, suoni di attrezzi, si parla di amore, di gioia, di vita e di morte e intanto si mangia e si parla di 35 grammi di seme, di 14.000 carote, di un'azienda agricola grande come quattro campi da calcio, di produttività del frumento tenero e del suo prezzo sul mercato, del percorso del grano da chicco - seme a farina-pane. Questi spettacoli hanno girato l'Italia, sono stati in Germania e in Francia. Piccoli spettacoli per pochi spettatori alla volta, fatti e impastati di cose semplici, elementari, quelle cose semplici che sono la vita di tutti i giorni, come l'acqua, come il pane.
Le ricette di Teatro da mangiare?
Tagliatelle al pesto di noci, nocciole e rosmarino.
Per 6 persone. Per le tagliatelle: 600 g di farina (eventualmente semintegrale), 6 uova.
Per il pesto: 40 g di noci, 40 g di nocciole (o mandorle), sale integrale di Trapani, 1 spicchio di aglio pelato e tritato fine, 1 cucchiaio di rosmarino secco tritato leggermente, 70 g di olio extravergine di oliva, 30 g di Parmigiano Reggiano grattugiato, acqua di cottura della pasta.
Le mode gastronomiche ci hanno imposto via via negli anni petti d'anatra al balsamico, rucola come se piovesse, taglieri di formaggi. Quando nell'89 Paola e Stefano aprirono l'agriturismo delle Ariette, era il momento del pesto. Orgogliosamente autarchici, i due studiarono un pesto fattibile con i prodotti dell'orto e del frutteto. Per brevità, noci e nocciole si possono ridurre in polvere nel food processor; ma pestandole a mano nel mortaio si ottiene un risultato più piacevolmente oleoso. Il tutto si amalgama (manualmente o con il food processor) con un pizzico di sale, l'aglio tritato, il rosmarino secco. Paola avverte: non usate quello fresco, dà un retrogusto amaro sgradevole. Basta lasciar essiccare in casa il rosmarino per qualche giorno. A questo punto avete un amalgama piuttosto compatto; diluite con l'olio e il Parmigiano, otterrete una crema densa da allungare, giusto un attimo prima di servire, con 2-3 mestolini dell'acqua di cottura delle tagliatelle. Mentre Paola prepara il pesto, Stefano impasta. Setaccia leggermente il tritello assieme alla semola, ottenendo una farina semintegrale che dà alle tagliatelle una superficie ruvida, cui il pesto aderisce con più gusto. Tra parentesi, Stefano è uno dei pochi a conoscere la differenza (leggi progressiva raffinazione) tra crusca, tritello, semola e fior di farina - cose che succedono se in seguito a una crisi professional-esistenziale ti metti a coltivare il grano, e lo porti al mulino a macinare. Le proporzioni della pasta sono immutabili, per una come per cento persone: si calcolano 100 g di farina e 1 uovo a testa, e si moltiplica per il numero dei commensali. Niente acqua, dice Stefano. Il che presuppone olio di gomito. All'inizio l'uovo si attacca alla forchetta, e poi alle mani, finché a furia di impastare glutine e proteine si fondono in una massa elastica, morbida. Le tagliatelle si lavorano sul tagliere di legno, e non sul piano di marmo, per una questione di temperatura. Ad avere olio di gomito, e Stefano ce l'ha, si tira la pasta con il matterello in un rettangolo sottile, senza bisogno della macchina per tirare i fogli. Si arrotola la pasta, la si taglia con un coltellino affilato, e si scompigliano le tagliatelle, gesto che Stefano, compiaciuto della risoluzione inferta alla dicotomia iniziale di farina e uova, compie con somma soddisfazione. Le tagliatelle, cotte in acqua bollente salata in un batter d'occhio e condite con il pesto a crudo, si servono subito, e segnano il momento più bello dello spettacolo come della cena. Non c'è niente che impressioni gli invitati come pasta e pane fatti in casa. Errori da evitare: distrarsi durante la cottura (la pasta fresca ha tempi brevi) e non tenere da parte l'acqua di cottura necessaria per allungare il pesto.
Dove potrete vedere gli spettacoli:
Febbraio: dal 18 al 27 Festival Escena Oberta di Valencia, Spagna
Marzo: 11-12-13 Castiglioncello
4-5-6-18-19-20 Castello di Serravalle (BO)
www.teatrodelleariette.it
Le Ariette
via Rio Marzatore n°.2781
40050 Castello di Serravalle
Bologna Italia
telefono/fax +390516704373
e.mail info@teatrodelleariette.it