Febbraio 24, 2005

Un tocco di zenzero


É una fiaba. Un lungo ricettario di cucina. Un trattato dei difficili rapporti tra Greci e Turchi negli anni Sessanta. Un film che fa ridere e piangere e un'esperienza che coinvolge tutti i sensi.
A Touch of Spice, in originale e più significativamente Politiki Kouzina, è un raro caso di perfetto equilibrio di ingredienti, permeato di poesia, nostalgia e amore. L'arte culinaria la fa da padrona, in un'apoteosi di pietanze, e la pellicola è suddivisa in tre parti, i tre momenti di un pasto greco, gli antipasti, il piatto principale e i dessert, che non sono altro che tre periodi della vita.

C'è la magia e c'è la storia: lo spettatore si inebria di suoni, colori e sapori e gli pare di poter immergere anche lui le dita nei sacchi delle spezie o, come Fanis, recuperarne i grani e le polveri nella bottega dismessa e soffiare via il tutto, in una polverosità gioiosa e dorata.
Dopo i titoli di testa, in cui un aggraziato ombrello rosso naviga nel firmamento, ci appare il personaggio di Fanis Iakovidis (Georges Corraface da adulto, Markos Osse da bambino), un astrofisico di Atene, che torna a Instanbul, sua città natale, a trovare il nonno in fin di vita. Mentre una lettiga si avvia veloce in sala rianimazione, la voce di Fanis ripercorre la sua esistenza e le immagini sfilano in una veduta aerea sui tetti e le cupole da Mille e una notte di quella città magica che si chiama Instanbul. Due persone hanno segnato Fanis bambino: l'adorato nonno Vassilis (Tassos Bandis), un filosofo, proprietario di una bottega di spezie, uomo di forti principi e di grande saggezza, che insegnava al nipote i segreti della cucina, gli effetti delle spezie sull'animo umano e lo introduceva all'astronomia che è pur sempre una 'gastronomia'; e l'amica coetanea Saime, unico amore della sua vita, che ballava per lui, strappandogli segreti di cucina. Un'infanzia felice quella di Fanis, fino alla tragedia dell'espulsione della famiglia dalla Turchia, dato che il padre era un greco ortodosso. Fanis adulto si troverà a fare i conti con il proprio passato e ritornerà in Turchia, sulle tracce del nonno e di Saime.
Gli occhi di Fanis bambino, che seguono i movimenti del nonno, il suo cospargere di spezie una cartina geografica e filosofeggiare su pepe, cannella, vaniglia e cumino, non si dimenticano: così come non si dimenticano i suoi occhi di adulto, quando stringe la mano al nonno morente o incontra Saime (Basak Köklükaya da adulta), donna e madre, ex ragazzina dall'ombrellino rosso che fluttua per sempre nella galassia, come una promessa perduta.
La pellicola, in parte autobiografica del regista Tassos Boulmetis, è stata scelta per rappresentare nel 2005 la Grecia agli Oscar come Miglior Film Straniero.
In Italia sarà nelle sale dal l’11 marzo 2005.

Posted by Valentina Ambrosini at Febbraio 24, 2005 11:26 PM