Ottobre 24, 2005

L'amore goloso


Un libro, anzi due, per sedurre e gustare insieme i più prelibati piaceri della vita. Due manuali di cucina e di alchimia amorosa, che mescolano al meglio i due più grandi bisogni primari: cibo ed eros.
Il volume è a due facce: una destinata a lei (per sedurre lui), l'altra destinata a lui (per sedurre lei). Ma non tutti i lui e le lei sono uguali, perciò sono state individuate diverse tipologie. Per le lei: l'Etnica, la Sportiva, la Pseudo, la Materna, la Competente. Per i lui: il Coatto, il Bello e Dannato, l'Intellettuale di Sinistra, il Mammone, il Principe Azzurro. Sedurre è un'arte e le affinità elettive ero-gastronomiche raccontate dall'Autrice emergono dall'avventura e dal piacere intellettuale e fisico di ideare un menu, scegliere gli ospiti e saperli incantare.
Un libro di ricette d’amore e di cucina, rivoluzionario, beffardo, divertente, ironico, irriverente.
In 34 menu personalizzati, questo libro vi guida attraverso percorsi culinari e attraversamenti dal mondo femminile e maschile.

Roberta Schira
L`AMORE GOLOSO
Ponte alle Grazie

"Due parole sulla seduzione, dando per scontato che non se ne può più di questo termine abusato e inflazionato. I seduttori, se lo sono veramente, manifestano questo modo di essere non solo con la preda selezionata ma sempre e ovunque, con la vecchietta ottantenne, con il cucciolo dei vicini o con un neonato. Loro sono così. I seduttori si riconoscono a pelle, annusandosi e sfiorandosi come i tossici nelle stazioni o i cleptomani al supermercato. Sedurre è un'arte che non ha niente a che vedere con l'aspetto fisico o con l'età. È un modo di essere, un gioco, un incantesimo che lascia sempre a bocca aperta.
Il cibo è il mio secondo grande amore. IL piacere intellettuale e fisico di ideare un menu e individuare gli ospiti, che si concretizza nella manipolazione delle materie, è per me straordinario. li tutto, nel luogo sacro e fumoso della cucina, territorio femminile dove cucinare diventa atto alchemico."

"Torta di cipolle tiepida" tratta dalle ricette per conquistare “La Pseudo”.

Sapete cosa penso riguardo ai cibi afrodisiaci: non esistono. Ma io adoro questo piatto e cosa c’è che ti predispone di più alle effusioni che una commovente, lacrimevole torta di cipolle? Si presenta in due versioni: più veloce e più tradizionale.
Quella tradizionale è di una vecchia nonna del savonese, ed è assolutamente da provare. Naturalmente si può realizzare con la pasta sfoglia. Ma io preferisco questa pasta, che va benissimo anche per la mitica torta Pasqualina.
Preparate un impasto con 400 farina, 2 cucchiai d’olio e acqua quanta serve per ottenere una pasta soda. Lavoratela per 10’ e poi tagliatela in tanti pezzi quanti sono le sfoglie che volete usare (almeno 10, altrimenti non cimentatevi neppure!); avvolgetele in una salvietta e lasciatele riposare.
Tagliate a fette 1 kg di cipolle bianche e fatele rosolare in 80 g di burro, con 30 g di funghi secchi ammollati e tritati.
Cuocete per almeno 30’. Intanto, in una terrina, stemperare 2 cucchiai di farina in 1 bicchiere di panna, mescolare ed unire 500 g di ricotta freschissima (se siete a Genova, comprate la prescinseua).
Ritirate le cipolle dal fuoco e unite 100 g di Parmigiano grattugiato e regolate di sale e pepe. Stendete 10 sfoglie con il matterello oppure con la macchina per tirare la sfoglia.
Mettetene 7 una sopra l’altra, spennellandole di olio.
Versate le cipolle e il formaggio e finite con le altre 3 sfoglie, anche loro pennellate. Arrotolare verso l’interno i bordi eccedenti, formando un cordone di cornice alla torta.
Cuocere in forno a 180° per circa 40’. Da mangiare rigorosamente con le mani ed in silenzio.

Posted by Valentina Ambrosini at Ottobre 24, 2005 11:53 PM