Febbraio 28, 2003

Festa delle camelie: Locarno 26 - 30 marzo 2003

La camelia arriva dal Giappone, ma a Locarno ha trovato clima ideale e terreno dove metter radici. Tanto che nel parco botanico Eisenhut ne crescono 600 varietà diverse e una è stata registrata con un nome ticinese, Camelia japonica Ascona.
Proprio da questo giardino provengono molte delle 300 specie presentate in piazza Grande dal 26 al 30 marzo.

E' un'occasione per acquistare piante, ascoltare i consigli degli esperti e avvicinarsi alla cultura della patria delle camelie.
Si potrà assistere a conferenze sul feng shui, concerti di musica giapponese, lezioni di ikebana.
Da non perdere la cerimonia del tè, che ha un legame stretto con la regina della festa: la bevanda più amata dai giapponesi e dagli inglesi si ricava infatti da una varietà di camelia.

Quando: dal 26 al 30 marzo 2003
Dove: in piazza Grande, Locarno
Contact: tel. 0041.917.910.091; www.camellia.ch
Orari: 10-19; mer. 15-19;gio 10-21
Ingresso: 8 franchi svizzeri

Posted by Valentina Ambrosini at 02:08 PM

Febbraio 27, 2003

Pipasener e zabaglione

Il pipasener è un dolce semplice della tradizione. Dopo essere stato preparato, veniva messo in una teglia con il coperchio e fatto cuocere lentamente nella brace del camino. Il dolce pipava sotto le ceneri fino al mattino, quando era pronto per essere consumato.
Io l'ho provato, cuocendolo in forno, ed ho constatato che la cottura a bassa temperatura (160°) e l'assenza di burro, sostituito dalla ricotta, lo rendono davvero soffice e leggero :-)





Ingredienti (per 4 persone)

Per la torta
- 200 gr farina bianca 00
- 200 gr ricotta
- 200 gr zucchero
- 3 uova
- 50 gr uva sultanina
- 40 gr cioccolato fondente
- 2 cucchiai di rum
- 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
- 1 bustina di lievito per dolci

Per lo zabaglione
- 5 tuorli d’uovo
- 5 cucchiai di zucchero
- 3 cucchiai di Marsala secco
- 3 cucchiai di vino bianco secco

Pipasener
In una terrina amalgamate le uova con lo zucchero e successivamente unite la ricotta e la farina. Aggiungete l’uvetta rinvenuta in acqua tiepida, il cioccolato fondente a pezzetti, il rhum e l’olio.
Impastate velocemente e aggiungete la bustina di lievito.
Imburrate e spolverizzate di farina una teglia e disponetevi l’impasto.
Mettete in forno a 160° per 50 minuti circa.

Zabaglione
Battete con il frustino i tuorli e lo zucchero, in modo da ottenere una crema soffice e di colore paglierino; aggiungete poco alla volta, sempre battendo, il vino bianco e il Marsala secco.
Cuocete lo zabaglione a bagnomaria per 10 minuti circa, sempre battendo. Sarà perfetto quando vicino ai bordi del tegame tenderà ad essere ben sodo.
Servite caldo con il pipasener.

Posted by Valentina Ambrosini at 11:45 AM

Febbraio 26, 2003

La spongata di Sarzana

Sarzana, contende a Brescello e Reggio Emilia la primogenitura della spongata (o spungata, all'uso ligure). Il nome deriva dall'aspetto spugnoso dello zucchero superficiale ("spongato è lo zucchero che ha subito una particolare lavorazione).

La versione di Silvano Gemmi, l'arguto pasticciere che ha bottega nella centralissima via Mazzini e che conserva ancora gli antichissimi stampi in legno, è famosissima.

Il mercato dell'antiquariato, "la soffitta nella strada" - che si svolgono nel centro storico di Sarzana durante il mese di agosto - e le altre numerose iniziative che richiamano in città moltissimi turisti hanno contribuito al successo della spongata, piacevolissimo simbolo della capitale della vallata.

Fondata in epoca napoleonica da pasticceri svizzeri e guidata dal 1934 dalla stessa famiglia, è depositaria della storica arte dolciaria di Sarzana, con il tipico buccellato, gli ossi di morto e gli amaretti, di cui conserva ancora preziose forme in legno.

Via Mazzini, 21
19038 Sarzana (La Spezia)
Tel 0187 620165
Fax 0187 627356

Ricetta della Spongata di Sarzana

Ingredienti

PER LA PASTA FROLLA
400 g di farina / 180 g di burro / 150 g di zucchero / 1 uovo intero e un tuorlo / vino bianco q.b.

PER IL RIPIENO
50 g di nocciole / 100 g di mandorle in polvere / 30 g di cedro candito / 50 g di arancia candita / 60 g di noci / 50 g di pinoli / 70 g di uvetta / 30 g di pane biscottato / 300 g di miele / una tazzina di vino bianco / 3 cucchiai di Cognac / noce moscata / cannella in polvere / 2 cucchiaiate di marmellata di mele cotogne.

- Tritare grossolanamente noci, nocciole e canditi. Mettere l'uvetta a bagno nel Cognac. Scaldare il miele e, quando inizierà a bollire, aggiungervi tutta la frutta secca, le mandorle in polvere, il pane biscottato grattugiato, l'uvetta con il Cognac, un pizzico abbondante di cannella, uno di noce moscata e il vino.
- Amalgamare bene e lasciare riposare, ben coperto, per 24 ore.
Con poco più di metá pasta frolla, preparata nel modo consueto, rivestire una teglia di trenta centimetri di diametro, spalmare il fondo con la marmellata di mele cotogne, poi versarvi il ripieno preparato. Livellare e ricoprire con la restante pasta frolla, chiudere bene il bordo, bucherellare la superficie e cuocere in forno caldo a 180 °C per circa quaranta minuti.
- Servire la spongata fredda, spolverizzata di zucchero a velo e accompagnata da un buon bicchiere di Sciacchetrà delle cinque Terre.

Qui sotto potete vedere le fasi di lavorazione della Spongata.

Prima fase

Seconda fase

Terza fase

Quarta fase


Posted by Valentina Ambrosini at 11:14 AM

Febbraio 25, 2003

Pantelleria - viaggio nell'isola del gusto

Il tour operator Nexum, con la supervisione di Slow Food, organizza un viaggio alla scoperta del patrimonio enogastronomico di Pantelleria.
Nei sette giorni del tour (la partenza è prevista ogni sabato e domenica, dal prossimo 19 aprile, con volo charter dai principali aeroporti del Nord Italia) si potrà entrare direttamente in contatto con il patrimonio enogastronomico dell’isola più meridionale d’Italia accompagnati dai protagonisti di questa cultura.

Si potrà cenare ed effettuare degustazioni in compagnia dei produttori di vino, accolti direttamente nelle loro foresterie e nei loro dammusi, scoprire come nasce il passito, sapere perché solo i capperi panteschi hanno quell’inimitabile gusto che li contraddistingue nel mondo, vivere serate fra piatti serviti nella cornice di giardini arabi o cullati dal suono delle onde del mare. Nel pacchetto di viaggio non mancano inoltre momenti di relax e più spiccatamente naturalistici, che prevedono la conoscenza delle bellezze pantesche, fra cui le saune naturali, i fanghi termali del celebre “specchio di Venere”, un giro in barca lungo l’intero periplo dell’isola e una gita archeologica alla scoperta dell’antichissima civiltà dei Sesi.

Il riferimento per le prenotazioni o per ricevere informazioni è la sede centrale Nexum (tel. 030 2808863 – e-mail: info@nexumblu.it - http://www.nexumblu.com).

QUALCHE CONSIGLIO PRATICO

Il mezzo migliore per visitare l’isola è la macchina. La potete affittare direttamente all’aeroporto. Si tratta di piccole utilitarie con le quali potrete raggiungere tutte le calette dell’isola.
Oltre all’abbigliamento da mare è utile portare delle scarpe comode per affrontare delle piccole escursioni che vi permetteranno di visitare tratti incontaminati di costa.

Per una sistemazione davvero speciale rivolgetevi al Club Levante. I dammusi del club sono situati a Cala Levante, uno dei luoghi più noti dell'isola dove il maestoso Arco dell'Elefante fa bella mostra di sé. I 12 dammusi che ospitano le camere sono sparsi sulla collina che degrada dolcemente fino al mare e circondati da una meravigliosa vegetazione mediterranea e dai verdissimi vigneti di zibibbo. Dalla panoramica piscina si possono ammirare le bianche cupole dei dammusi ed una vista mare impareggiabile.

Club Levante - Contrada Cala Levante, 11 - Pantelleria (tp)
Tel. +39 0923 915582 - Fax +39 02 8690912

Dammuso del Club Levante
Piscina del Club Levante

Per far felici anche le vostre papille gustative cenate dalla Cicci. E’ un piccolissimo ristorante a conduzione sua (della Cicci) dove verrete deliziati dalla grazia, quasi da ballerina, che la Cicci userà per presentarvi i suoi piatti. Semplici ma gustosi e unici.
Chiedete nel centro di Pantelleria dove si trova la Cicci e tutti vi sapranno indicare il locale appena sopra la scalinata.
Non dimenticatevi di prenotare … io non ho il numero di telefono perchè lasciavo dei bigliettini nella porta di ingresso del locale per ricordarle che la sera saremmo stati da lei :-)

L'INTERO PROGRAMMA DEL TOUR VIAGGIO NELL’ISOLA DEL GUSTO
1° giorno
Partenza nel primo pomeriggio, dai principali aeroporti del Nord Italia con volo charter ITC. Trasferimento dall’aeroporto all’hotel, assegnalazione delle camere e conoscenza dello staff degli accompagnatori durante un aperitivo pantesco di benvenuto. Trasferimento in pulmino nella località Khamma per la cena presso la foresteria di Salvatore Murana. Si cenerà in compagnia del famoso produttore di Passito di Pantelleria, che ha ricevuto i “tre bicchieri”. Un primo approccio alla cultura pantesca e a quella enologica dell’isola guidati da un personaggio d’eccezione.

2°giorno
Giro completo dell’isola con Tonino, da oltre vent’anni “raccontatore”della cultura pantesca. Il giro sarà effettuato con pulmini e prevederà varie tappe alla scoperta della storia e delle bellezze naturali dell’isola. La Gita dura l’intera giornata e prevede il pranzo presso la foresteria di Tonino, accolti direttamente dalla sua famiglia, che provvede a cucinare secondo le tradizioni tipiche pantesche.

3°giorno
Mattinata a disposizione per attività individuali libere. Nel pomeriggio trasferimento in località Monastero per la visita all’azienda agricola Valenza, una delle più rinomate dell’isola,anche per la posizione in cui è situata: un cratere spento dedicato alla coltivazione dell’uva. Con la guida di Salvatore Valenza si conoscerà l’intero percorso produttivo del passito. Si visiterà la cantina e si effettuerà anche un approfondimento sulla cultura del passito, con degustazioni. Alla sera cena nella corte della foresteria.

4°giorno
Mattina e primo pomeriggio a disposizione. Nel tardo pomeriggio trasferimento nella località Scauri per la cena nel noto ristorante sul mare “La Vela”, con menu di pesce, incluso il famoso “cous cous” realizzato secondo la tipica ricetta pantesca.

5°giorno
Gita in mare con imbarcazione riservata, guidati nuovamente da Tonino. Possibilità di effettuare bagni in acque cristalline e calette raggiungibili solo via mare (la gita in barca è sempre soggetta alle condizioni atmosferiche, il giorno indicato potrebbe variare). Nel tardo pomeriggio rientro in albergo e quindi trasferimento in località Cittadella per la cena nel ristorante “La Favarotta”, dove si potranno gustare specialità tipiche come “il coniglio alla pantesca”.

6°giorno
Mattinata a disposizione. Pomeriggio trasferimento in località La Chiesa per la visita guidata alla cantina “La Nuova Agricoltura” secondo momento d’approfondimento enologico del tour dedicato ad alcuni del più importanti aspetti produttivi e che prevede degustazioni a tema. In serata cena pantesca al ristorante “La Pergola”.

7°giorno
In mattinata visita e degustazioni nel caseificio dove si produce la tipica ”tumma” tipico formaggio pantesco. Ci si trasferirà poi al famoso forno “Terremoto” per conoscere la cultura del pane di Pantelleria. Quindi si visiterà il laboratorio gastronomico “La Nicchia” con la presentazione dei metodi di coltivazione, raccolta e lavorazione del cappero di Pantelleria. Trasferimento in Hotel. In serata trasferimento al noto ristorante “La Nicchia”, dove il patron Gianni Busta guiderà i partecipanti in un percorso enogastronomico ricco di gustose sorprese. La cena si svolgerà nel meraviglioso “giardino arabo” all’interno del ristorante.

8° giorno
Dopo la prima colazione in Hotel, trasferimento in aeroporto, operazioni d’imbarco e viaggio di ritorno.

Calendario partenze:
19 aprile € 1.390.-
26 aprile € 1.390.-
03 maggio € 1.390.-
10 maggio € 1.390.-
17 maggio € 1.390.-
24 maggio € 1.390.-
31 maggio € 1.390.-
07 giugno € 1.490.-
14 giugno € 1.490.-
21 giugno € 1.490.-
28 giugno € 1.490.-
05 luglio € 1.490.-
12 luglio € 1.490.-
06 settembre € 1.490.-
13 settembre € 1.390.-
20 settembre € 1.390.-
27 settembre € 1.390.-
04 ottobre € 1.390.-
11 ottobre € 1.390.-
18 ottobre € 1.390.-

Le quote comprendono viaggio aereo A/R, soggiorno in Hotel cat. 3*, in camera doppia con bagno o doccia e servizi privati, con trattamento di pernottamento e prima collazione, trasferimenti e visite come indicato, degustazione e cene.
Le quote non comprendono gli extra personali e tutto quanto non indicato alla voce “comprendono”.


Posted by Valentina Ambrosini at 11:42 AM

Febbraio 24, 2003

La Girolle e il Tête de Moine

La Girolle è un utensile per raschiare il Tête de Moine dandogli la forma di gradevoli fiori detti «Girolle».
E’ stato inventato nel 1982 da Nicolas Crevoisier, il quale, avendo una famiglia numerosa, era alla ricerca di un modo più efficace per raschiare tale formaggio.
Il Tête de Moine è un formaggio dal gusto aromatico e intenso. Prodotto nel Giura svizzero è noto sin da 800 anni.

Singolare come il paesaggio del Giura stesso, il Tête de Moine ha un’elegante forma cilindrica che lo rende inconfondibile. Cosi come è inconfondibile la sua eccellente qualità ed il modo in cui viene consumato. Contrariamente ad altre qualità di formaggio, il Tête de Moine non deve essere tagliato, ma va raschiato con sentimento perché solo così rivela tutta la pienezza del suo aroma armonioso.
Si taglia il bordo superiore della forma, che servirà poi da "coperchio". Si procede quindi togliendo la crosta dall'orlo della forma, fin dove è necessario, mentre con una lama di coltello si raschiano delicatamente della rosette di paste, strato per strato.

Origine del nome
L´antico convento di Bellelay, nel Giura svizzero
Regione di produzione
I tre distretti amministrativi del Giura svizzero: Franches Montagnes, Moutier e Courtelary
Materia prima
Latte fresco non pastorizzato proveniente da mucche allevate al pascolo e quindi nutrite con foraggio fresco. E’ proibito l’uso di additivi nella produzione di questo formaggio
Forma, dimensioni e peso
Forme cilindriche slanciate, da 10 a 15 cm di diametro: l’altezza è almeno pari al 70 % del diametro, ma mai superiore a quest’ultimo; peso da 0,7 - 2 kg
Caratteristiche
Le forme sono completamente avvolte in fogli sottili. Il formaggio deve essere raschiato e non tagliato
Contenuto di grassi
Min. 51% di materia grassa in s.s.
Crosta
Naturale, dura, di colore variabile da bruno a bruno rossastro
Pasta
Semidura; secondo la stagione, da color avorio a giallo chiaro intenso
Occhiatura
Ha occhi piuttosto rari, da 1 a 8 mm di diametro; presenta talvolta piccole fessure
Gusto
Aromatico e intenso, più pronunciato invecchiando
Maturazione
Da 3 a 4 mesi

Posted by Valentina Ambrosini at 11:03 AM

Febbraio 22, 2003

"L'animale più generoso, l'unico che dà veramente tutto di sè alle gioie del palato, è anche, da sempre, il più calunniato e incompreso."

(da: Le delizie del divin porcello, di Riccardo Di Corato (Milano, ideaLibri, 1984)

Posted by Valentina Ambrosini at 05:03 PM

Febbraio 21, 2003

Le arbanelle

arbanelle.gif

Le "arbanelle" sono barattoli di vetro chiusi con un sottile sasso di ardesia, usati in Liguria per conservare le acciughe.

Le acciughe migliori sono quelle di Monterosso, infatti da metà giugno a fine luglio i pesci attraversano questo tratto di mare – caratterizzato da una particolare salinità – e le carni raggiungono il massimo valore per consistenza, sapore, gusto e contenuto di grassi.

Un’attenta lavorazione che integra sapere artigiano e tecnologia trasforma l’acciuga fresca in conserva mantenendone vivo il delicato e particolare sapore.
Le acciughe vengono pulite e sistemate in barili contenenti una soluzione salina, coperte e pressate da un peso, che diminuisce man mano che la stagionatura procede. Ci vogliono circa 3, 4 mesi – periodo in cui è necessario monitorare costantemente la concentrazione della salamoia, la temperatura e l’umidità dei locali – perché il prodotto sia pronto.

Le acciughe salate di Monterosso sono pronte per essere assaporate come antipasto semplicemente con una spruzzata di prezzemolo ed aglio tritati o per essere utilizzate nella preparazione di sughi o "condiggion", ricche insalate di verdure.

Il ristorante adatto dove farsi inebriare da queste prelibatezze è "Il Ciliegio", in località Beo (tel. 0187/817829), che peraltro offre pure interessanti primi piatti, come le trofiette al pesce spada o gli spaghetti con i muscoli, e secondi, dominati ovviamente dalle acciughe, ripiene e profumate al timo o sublimemente fritte nell’olio locale.

Se invece volete gustarle direttamente a casa vostra, si possono richiedere alla Cooperativa Acquacoltura Punta Mesco 5 Terre (Tel. 329.2126080).

A proposito di contenitori di Onesti Piaceri, le “arbanelle” si utilizzano anche per conservare la Robiola di Roccaverano stagionata con l’aggiunta di olio d’oliva e di alcune erbe aromatiche: rosmarino, lauro, pepe, origano oppure peperoncino.

Posted by Valentina Ambrosini at 11:13 AM

Febbraio 20, 2003

Le tele stampate a mano della bottega Pascucci

Esiste in Romagna una tipica forma di artigianato: quella delle tele stampate a mano.
A Gambettola, capitale di questa originale produzione, la bottega dei Pascucci – la più antica e suggestiva della zona – riapre ogni mattina i battenti per continuare da generazione in generazione un mestiere le cui origini si fanno risalire al 1700, quando i contadini già ricoprivano il bestiame con drappi recanti il medaglione stampato raffigurante S. Antonio Abate.

La tecnica di lavorazione come gli arnesi adoperati sono gli stessi da sempre. Sugli stampi, tutti intagliati a mano e disposti negli scaffali ricolmi, viene applicata una pasta colorante a base minerale: dal blu al verde, fino all’inconfondibile ruggine che si ricava facendo precipitare in soluzione di ossido di ferro che viene impastato con farina bianca e aceto di vino – ne sentirete l’odore acre entrando nella bottega – il tutto secondo pesi e proporzioni gelosamente custodite dai capifamiglia.

Segue la stampatura che esprime l’estro dell’artigiano nel comporre sulle tele i disegni richiesti. Dopo l’asciugatura, preferibilmente al sole, si passa al viraggio e fissaggio dei colori, in grandi mastelli di legno con soluzioni a base di acido solforico e di soda caustica: le tinte acquistano così il loro caratteristico aspetto cromatico e una garantita indelebilità al bucato (anche alla candeggina!).

Ultimo atto, la stiratura che avveniva una volta per mezzo del mangano, una sorta di primitiva pressa del XVIII sec. Mossa manualmente e che correva su rulli sui quali era stata avvolta precedentemente la tela.

Le tele sono oggi prodotte anche su misura per essere destinate a tovaglie, copriletti, tende, biancheria da cucina e . . . contenitori di teglie per la piada :-)

E’ bello scoprire che la tradizione è capace di evolversi nel rispetto del ricordo. E’ bello scoprire come Dario Fo e Tonino Guerra interpretano la loro arte con le tele stampate, è bello scoprire le bavagliette salva goccia da apporre sulle bottiglie del vino . . . tutto da Pascucci.


SUGGERIMENTI PRATICI PER VISITARE LA BOTTEGA

Se volete fare una visita alla bottega ricordatevi però di pranzare prima … a Gambettola c’è un solo ristorante (e il sabato a mezzogiorno è chiuso!) … oppure ricordatevi di portare farina, crusca, strutto, acqua, sale e bicarbonato per farvi una piada sulla stufa a legna dei Pascucci. Le teglie ce le metteranno loro e i tavoli non mancano:-)
Chiedete anche di visitare il laboratorio e vedrete le tele appena stampate tese ad asciugare … non dimenticate poi di dare un’occhiata alle fotografie appese sulle porte interne del laboratorio … c’è un Lucio Dalla con capelli (e non cappelli) in visita dai Pascucci!

Posted by Valentina Ambrosini at 11:23 AM

Febbraio 19, 2003

Le teglie di Montetiffi e la piada

teglia.jpg

In Romagna c'è un pane soffice e sottile, caldo e profumato: è la piada.
Questo alimento da sempre viene cotto su un piatto di terracotta: la teglia.
La storia di questo utensile si perde nelle pieghe del tempo, probabilmente anche i Romani la conoscevano.
I segreti che sono alla base della creazione di una teglia sono stati per secoli tramandati di generazione in generazione e sono ancora oggi conservati a Montetiffi (Sogliano al Rubicone) e nelle località vicine.

"Prema u s'fa e' pianèl, pu dop u s'fa l'arvel pu dop u s'fa l'avrecia .. ech fat la tégia".

Questo motto locale sintetizza tutto il lavoro che c'è dietro la nascita di una teglia. In realtà la pratica è lunga ed il procedimento laborioso.

Oltre che per la cottura della piada la teglia è usata in altre occasioni: per abbrustolire e cuocere ceci e sementine, castagne, per ripassare la polenta, per cuocere tortelli alla lastra, cantarelle ed anche carne e pesce.

Mi è stato regalato un bellissimo set realizzato con le tele stampate a mano di Pascucci, contenente una teglia di Montetiffi, con uno scopetto di saggina e le istruzioni per l'uso.

Prima di essere messa in funzione la teglia va temprata. Il fuoco sotto la teglia (anche quello del gas) deve essere acceso prima a calore basso per circa 10 minuti, poi si alza la fiamma, si cosparge la teglia con una manciata di crusca che viene fatta cuocere rigirandola con lo scopetto di saggina fino ad abbrustolirla bene, in modo che si senta un buon profumo di caffè.
Si spazzola via la crusca e la teglia è pronta.

Le volte successive i tempi di riscaldamento si possono ridurre e la crusca non serve più.
Quando la teglia è fredda va posta in piedi e appoggiata obliquamente in un luogo caldo e asciutto.

RICETTA DELLA PIADA TRADIZIONALE IN ROMAGNA

Ingredienti:
farina gr. 500 (circa 100 gr. a testa) - 100 gr. di strutto di maiale - un pizzico di bicarbonato - acqua tiepida - sale.

Sulla spianatoia fare un mucchietto con la farina, formare un cratere al centro e aggiungere tutti gli ingredienti: lavorare il tutto ottenendo un impasto consistente ed omogeneo. Dividere l'impasto in porzioni della dimensione all'incirca di una grossa arancia. Quindi spianare le pallottole così ottenute fino ad arrivare ad una piada tonda spessa circa 4-5 mm.
Adagiare la piada sulla teglia ben calda e foracchiarla con una forchetta.
La piada comincia presto ad assumere un colore dorato con bollicine marroni; girarla 3-4 volte con un largo coltello fino a completa cottura.

Posted by Valentina Ambrosini at 04:24 PM

Febbraio 18, 2003

I primi dieci formaggi italiani

formaggi.jpg

Giulio Signorelli, titolare di Ol Formager (Bergamo), cofondatore di Slow food e pellegrino devoto di malghe e alpeggi, ha stilato la classifica dei 10 migliori formaggi italiani.

Ho avuto modo di conoscere Signorelli in un corso Onaf (organizzazione nazionale assaggiatori formaggi) e di apprezzarne l'umiltà della conoscenza del mondo dei formaggi.

Ho ritrovato in lui il coraggio di chi sa semplicemente dire "buono" o "non buono" di un formaggio, senza il bisogno di aggiungere troppi orpelli relativi alla occhiatura, agli odori dominanti e alla lunghezza retrogustativa, che lui ben conosce.

Mi fido della sua classifica per proporre un tagliere (o meglio una alzatina) di formaggi in una mia prossima cena :-)
Trovate qui sotto la lista dei top ten e degli emergenti.

I TOP TEN
1. Parmigiano Reggiano stravecchio "Vacche rosse"
2. Gorgonzola a fermentazione naturale
3. Fontina della Val d'Aosta
4. Mozzarella di bufala
5. Castelmagno
6. Caciocavallo Ragusano
7. Bagoss
8. Asiago
9. Taleggio a crosta lavata
10. Pecorino sardo "Gavoi"

GLI EMERGENTI
1. Pecorino di fossa
2. Strachitunt
3. Burrata pugliese
4. Raschera
5. Grana sardo di pecora

IL GRANDE DI FRANCIA
Cantal

L'INTROVABILE
Il Granone Lodigiano


Ed ora i consigli di Giulio Signorelli per gustare al meglio i formaggi:

- ricordarsi di non conservare troppo il formaggio in frigo (non si può fare la spesa una volta al mese!);
- dare dignità di piatto principale al formaggio, non relegarlo a fine pasto;
- evitare abbinamenti troppo fantasiosi;
- il formaggio va tolto almeno un'ora prima dal frigo per essere consumato;
- consiglio per la polenta taragna: evitare il miscuglio di formaggi. Ci vuole il Bitto, possibilmente quello di Alfio Sassella.

Posted by Valentina Ambrosini at 11:47 AM

Febbraio 16, 2003

Neve a New York


In una Sesta strada imbiancata, con i grattacieli come pareti rocciose, alla ricerca di un taxi, a New York.

Una grande ondata di freddo ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti proprio in questi giorni!

Ma quanto è bella NY :-)


Posted by Valentina Ambrosini at 01:04 PM

Febbraio 15, 2003

Palatabilità, retrolfazione, sapidità: le parole del formaggio

le parole del formaggio.jpg

La degustazione del formaggio passa attraverso l'analisi visiva, quella olfattiva per finire con l'analisi gustativa.

Di seguito una breve guida alla degustazione ed il vocabolario del degustatore.

LA DEGUSTAZIONE

Esame Visivo
Tralasciando le note sull'aspetto complessivo - la forma geometrica, le facce, lo scalzo, - si valuterà la crosta:
- per aspetto (sottile, spessa, liscia, netta, a buccia d'arancia, a corteccia, rugosa, secca, umida, chiazzata, fessurata, ammuffita)
- per colore (bianco, bianco gesso, bianco latte, bianco panna, avorio, paglierino, giallo cera, dorato, ocra, nocciola, rossiccio, grigio, nero);
e si valuterà la pasta:
- per colore (bianco latte, bianco gesso, bianco porcellana, bianco panna, avorio, bianco paglierino, giallo cera, giallo arancio, nocciola, ocra, erborinato con prevalenza verde grigia blu)
- per consistenza (liscia, burrosa, pastosa, gessosa, gessoso-friabile, granulosa, granitica, granitico-scagliosa, spugnosa, secca, colante sotto crosta, con occhiatura accennata/fine/grande).


Esame Olfattivo
Si valuterà l'intensità e la qualità delle sensazioni odorose, tenendo presente che non bisogna limitarsi al riconoscimento degli odori "di testa", dominanti. Dopo un po' verranno fuori le note odorose complementari, che sono alla base dell'originalità di alcuni formaggi. A questo punto si può procedere alla descrizione delle sensazioni odorose percepite, utilizzando il vocabolario del vino, o vocaboli specificatamente individuati per il formaggio. Se si avverte come odore dominante l'ammoniaca, il formaggio ha superato la soglia di maturazione. Altri indicatori di una situazione critica sono il rancido e l'acetone, ma possono ancora rientrare in un certo quadro organolettico di maturazione avanzata; l'ammoniaca assolutamente no. Laddove è possibile abbiamo evidenziato delle famiglie di odori che vanno dal più netto al più pesante, a quello cioè al limite del difetto. Si possono dunque rintracciare odori di: panna, latticello, acetone, burro, grasso, rancido, fiori bianchi, erbe, fieno, miele, nocciola, mandorla, vaniglia, spezie, amarognolo, amaro, lieviti, terra, lana, stalla, caprone, acidulo, agro, brusco, viticcio, legno, cantina, cotto, fumo, bruciato, muffe nobili, fungo, tartufo bianco, cavolo, cipolla, aglio. Ognuno può integrare la lista o modificarla a seconda delle sue soglie olfattive e delle sue competenze.

Esame Gustativo
Per quanto riguarda le sensazioni gustative, dopo una descrizione delle sensazioni generali (dolce, sapido, salato, fresco, vivo, bruciante, duro, rotondo, grasso) e dell'intensità e qualità del carattere aromatico (debole, intenso, potente, elegante, netto, particolare, lattico, amaro) si procede ad una definizione dei sentori gustativo- aromatici percepiti, riconoscendo ad esempio note di: burroso, butirrico in evoluzione, acidulo, latticello, agro o yogurt, fermenti dolci o dolciastri, amarognolo/ammandorlato, castagna, nocciola, miele, cotto, tostato, fieno, aglio, cipolla, lana, viticcio secco, piccante o pungente, muffa o fungo, rancido. Occorrerà poi valutare se i sentori percepiti sono in equilibrio tra di loro e quale sensazione armonica il formaggio suscita. Se cioè lo percepiamo: magro, fondente, setoso, burroso, cristallizzato, destrutturato. Infine occorre considerare due caratteristiche molto importanti ai fini della valutazione qualitativa di un formaggio: la lunghezza retrogustativa e la suadenza. Per definire la lunghezza (corta, lunga, molto lunga) occorre prescindere dalle sensazioni di salato o piccante, caratteristiche modificabili in sede di caseificazione che non esprimono la complessità di un formaggio. Invece la suadenza, caratteristica per certi versi affine alla palatabilità si rileva verificando quanto di bocca o lingua quel formaggio occupi. La suadenza trova il suo contrario nella pungenza, che esprime un gusto netto, forte, ma limitato, mentre la suadenza evidenzia una ricchezza aromatico-gustativa molto ampia e pervasiva.

PAROLE PER DEGUSTARE
Analisi sensoriale
Indagine conoscitiva di un prodotto alimentare attraverso i cinque sensi o organi del corpo umano (vista, olfatto, gusto, udito e tatto).
Aroma
Insieme dei principi odorosi e dei profumi di una sostanza, percepibili attraverso la retrolfazione: le molecole odorose invece della via nasale diretta seguono la via retronasale. Aroma animate, di latte, vegetale, ecc.
Colore
Della pasta di un formaggio e della crosta. Dipende dal latte (capra e bufala non hanno il pigmento giallo betacarotene) e dalla stagionatura. Per la pasta, il colore può variare dal bianco latte al bruno. Per la crosta, il colore è variabile in conseguenza anche dei trattamenti subiti.
Complessità olfattiva
Dopo aver accertato la purezza odorosa, ovvero l'assenza di anomalie olfattive, e individuato i caratteri dominanti e l'intensità odorosa del formaggio, si può tracciare un giudizio complessivo sulla qualità odorosa dello stesso, che appunto si definisce complessità olfattiva.
Consistenza
Insieme delle sensazioni che emergono dalla masticazione del formaggio, dalla sua aderenza al palato e alla lingua. Si determina in tal modo la struttura della pasta (già evidenziata preliminarmente al tatto, quando ciò è possibile): friabile, elastica, consistente, fondente, asciutta, gommosa, slegata.
Deformabilità
Facilità che presenta il formaggio, una volta nella cavità orale, a deformarsi in maniera progressiva o a ritirarsi prima di rompersi.
Durezza
Resistenza che presenta il formaggio a un piccolo spostamento delle mascelle.
Elasticità
Attitudine di un campione di formaggio a ricuperare il suo spessore iniziale dopo essere stato compresso e deformato.
Equilibrio
L'equilibrio di un formaggio esprime il rapporto più o meno bilanciato tra le varie sensazioni organolettiche percepite all'assaggio: più questo rapporto sarà armonico, più il formaggio sarà organoletticamente equilibrato.
Forma
Aspetto esteriore di un formaggio riconducibile a una figura geometrica solida, dalla piccola (grammi) alla grande (chilogrammi) dimensione. Forma circolare, quadrata, a tronco di cono, parallelepipeda, a mandarino, a salame, a pera.
Friabilità
Attitudine del formaggio a sgretolarsi in minuti frammenti.
Granulosità
Percezione delle particelle di tipo granulare durante la masticazione di un campione di formaggio.
Lunghezza
Definisce la durata della sensazione retrolfattiva. Nel valutarla occorre sapere prescindere dalle sensazioni di salato e di piccante, in quanto salato e piccante sono caratteristiche modificabili all'atto della caseificazione e non esprimono la complessità intrinseca del formaggio.
Odore
Carattere sensoriale legato all'odorato, ricavato mediante annusa mento. L'odorato definisce le sensazioni percepite dall'epitelio olfattivo stimolato dalle molecole che seguono la via nasale diretta.
Palatabilità
Un insieme delle sensazioni tattili percepite all'interno della cavità orale che definiscono la quantità di cellule sensoriali impegnate dal campione degustato e la qualità della sensazione stessa. In genere la palatabilità è determinata quantitativamente dalle sensazioni grasse, ma la qualità della sensazione dipende anche dall'equilibrio complessivo che il formaggio esprime.
Retrogusto
Insieme delle impressioni gustative che si registrano in bocca dopo avere inghiottito il formaggio. Si valuta in funzione della qualità e della durata della percezione.
Retrolfazione
Insieme delle impressioni olfattive che si registrano in bocca dopo aver inghiottito il formaggio.
Sapidità
Il carattere di un formaggio saporito, dal gusto pieno e ricco, avvolgente e persistente in bocca.
Sapore
Sensazione offerta dall'apparato gustativo, prodotta a seguito dell'immissione in bocca di una sostanza alimentare. Sapore dolce, amaro, salato, acido, gradevole, disgustoso.
Solubilità
Sensazione che si sviluppa quando il campione di formaggio fonde molto rapidamente nella saliva.

Posted by Valentina Ambrosini at 12:33 PM

Febbraio 13, 2003

Aceto di mele balsamico

bardolino-chiaretto-.jpg

E' l'ultima invenzione di Gianni Piccoli, agricoltore da cinque generazioni, che a Valeggio sul Mincio coltiva mele biologiche e produce vini di qualità tra i quali un reputato Bardolino.
Si tratta di una sorta di aceto di mele balsamico. Lo si produce con tre varietà di mele che vengono prima macinate e poi spremute, fino a ricavare un mosto che non viene fatto fermentare, ma viene cotto fino a che gli zuccheri si sono concentrati e parzialmente caramellizzati.

Si tratta di una sorta di aceto di mele balsamico. Lo si produce con tre varietà di mele che vengono prima macinate e poi spremute, fino a ricavare un mosto che non viene fatto fermentare, ma viene cotto fino a che gli zuccheri si sono concentrati e parzialmente caramellizzati.

Il mosto, cotto come avviene per l'aceto balsamico tradizionale di Modena, viene messo in botti di rovere; per sette anni, ogni anno viene passato in una botta diversa, poi la salsa, filtrata, viene imbottigliata.

Ottima per condire insalate o per dare gusto alle carni.

Corte Gardoni, Valeggio sul Mincio (VR).

Posted by Valentina Ambrosini at 04:28 PM

Febbraio 12, 2003

Ditelo con un pop-up

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Vi ricordate quei bei libri da bambini che, una volta aperti, ci stupiscono con delle immagini tridimensionali?

Si chiamano pop-up.
Con la stessa tecnica si possono creare degli originali cartoncini di auguri.
E allora perchè non cogliere l'occasione di San Valentino per realizzare un simpatico pop-up?

Vi segnalo il sito di Robert Sabuda e il suo Valentine pop-up.

Potrete così stupire il vostro amato o la vostra amata con una originale creazione. Di certo un modo originale per manifestare il vostro sentimento.
Vi consiglio anche di dare una occhiata ai pop-up books creati da Robert Sabuda.
Sono unici e li potete acquistare via Internet.
Un regalo originale per bambini ed adulti :-)

Posted by Valentina Ambrosini at 12:24 PM

Febbraio 11, 2003

Crème brûlèe

creme.jpg

6 tuorli
3 cucchiai di zucchero
la buccia di un limone
600 ml di panna
6 cucchiai di zucchero di canna

Sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema bianca. Portate ora la panna a bollore e fate bollire per circa 30 secondi, poi versate immediatamente la crema sui tuorli montati amalgamando bene il tutto.

Riversate questa crema in una pentola pulita, aggiungete la parte gialla della buccia di limone, fate cuocere (attenzione a non farla bollire), senza mai smettere di mescolare fino a quando la crema si sarà addensata velando il dorso del cucchiaio di legno. Versatela, togliendo il limone, nelle apposite ciotole di coccio o in una pirofila tonda, fate raffreddare per almeno 6 ore.
Due ore prima di servire, spolverizzate con lo zucchero di canna che caramellerete con l'apposito ferro rotondo. In mancanza di questo, mettete la crema quasi a contatto con il grill del forno in modo che lo zucchero si sciolga in pochi secondi. Potrebbe essere necessario girare le ciotole o la pirofila in modo che la caramellatura sia omogenea ma ciò dipende dal grill del vostro forno. Si formerà così la bella crosticina caramellata, da rompere col cucchiao!

Posted by Valentina Ambrosini at 01:23 PM

Febbraio 10, 2003

Marmellata di cipolle

marmellata.jpg

Affettate 400 grammi di cipolle rosse, cuocetele con 30 grammi di burro, 30 grammi di uvetta, sale e pepe.
Dopo 15 minuti, unite 2 rametti di timo, un cucchiaio di zucchero di canna e proseguite la cottura per 20 minuti.
Bagnate con 4 cucchiai di aceto balsamico, 4 di acqua e cuocete ancora per 20 minuti.

Servite la marmellata con formaggi stagionati.

Posted by Valentina Ambrosini at 11:57 AM

Febbraio 09, 2003

25 – 28 febbraio 2003: SAGRA DEL CANNOLO SICILIANO

cannoli.jpg


La Sagra del cannolo siciliano di Piana degli Albanesi ritorna, dopo dieci anni di assenza, per allietare il Carnevale con i golosissimi cannoli.

La cialda, chiamata “shkorca” è semplicemente costituita da farina, marsala, strutto e sale.
Il cuore è costituito di ricotta zuccherata passata al setaccio e arricchita di gocce di cioccolato e canditi.

L’appuntamento è a Piana degli Albanesi (PA), in piazza Vittorio Emanuele, dove assieme a canti e danze potrete degustare (gratuitamente) cannoli e sfinci (piccoli dolci dalla pasta morbida ripieni di ricotta).

SAGRA DEL CANNOLO SICILIANO
25-28 FEBBRAIO 2003-02-09 PIANA DEGLI ALBANESI (PA)
TEL. 3280.242.000

Posted by Valentina Ambrosini at 12:00 PM

Febbraio 08, 2003

La ciambella di Bologna

ciambellabologna.jpg

INGREDIENTI
Ciambella: 370 g di farina - 180 g di zucchero - 100 g di burro - 75 g di tuorli d'uovo - 60 ml di latte - 1/2 bustina di lievito - 1 limone - 1 bustina di essenza di vaniglia - 1 grosso pizzico di sale.
Decorazione: zucchero in granella - 1 uovo per pennellare

PREPARAZIONE
Lavorate il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero, aggiungete poi la vaniglia, la scorza del limone grattugiata, i tuorli, il latte e la farina setacciata con il lievito e un grosso pizzico di sale. Lavorate la pasta fino a renderla omogenea, poi formate un cordone e adagiatelo nello stampo unto e infarinato. Unite le due estremità della ciambella con un poco di latte, quindi pennellatela con l'uovo e spolverizzatela in superficie con zucchero in granella. Ponete la preparazione in forno a 180° per 40/45 minuti.

Posted by Valentina Ambrosini at 12:05 PM

Febbraio 07, 2003

7-17 febbraio 2003: settimana dell'olio

olio.jpg

Un filo d'olio unisce il destino di città lontane e diverse come Siena, Roma, Milano e una regione come la Puglia: saranno infatti loro i teatri della settima edizione della Settimana Nazionale dell'Olio, un evento pensato per promuovere l'olio e i suoi derivati, prodotti di un'eccellenza tutta italiana. La settimana è organizzata dall'Enoteca Italiana e dall'Associazione nazionale Città dell'olio con il contributo del Ministero delle Politiche agricole e forestale.

Decine gli appuntamenti: convegni, degustazioni, tavole rotonde con gli olii del Mediterraneo grandi protagonisti. Da Siena prendono il via venerdì 7 le iniziative ufficiali, ma tanti altri appuntamenti si terranno in tutta la penisola dalla prossima settimana, a partire dalla Puglia, la regione protagonista, fino a Roma (con Degustiolio), e Milano.

In occasione della Settimana verrà poi attribuita l'Ampolla d'oro, premio destinato a personalità che hanno in qualche modo legato il loro nome a quello dell'olio di oliva: in questa seconda edizione il riconoscimento andrà a Rita Levi Montalcini per i suoi meriti scientifici, ed a Osvaldo Bevilacqua, popolare giornalista della tramissione Rai Sereno-Variabile. Una settimana lunga, quella dell'olio: 11 giorni, dal 7 al 17 febbraio, in cui si potrà conoscere ed imparare ad amare, l'olio italiano immersi nei luoghi più belli e profumati della penisola.

VII^ Settimana Nazionale dell'Olio
Organizzata dall'Enoteca Italiana e dall'Associazione nazionale Città dell'Olio
con il contributo del Ministero delle Politiche agricole e forestali
Siena 7-16 Febbraio
Roma 14-15 Febbraio
Milano 16 Febbraio
Informazioni
Segreteria Enoteca Italiana
tel. 0577.228811

CALENDARIO DETTAGLIATO DEGLI EVENTI


Venerdì 7 febbraio
Ore 16.00 – Amministrazione Provinciale di Siena
Palazzo del Governo – Piazza Duomo,9:
Incontro degli Assessori all' Agricoltura delle Regioni italiane
Ore 17.30 Inaugurazione
Palazzo del Governo
Amministrazione Provinciale di Siena – Sala Consiliare
Piazza Duomo,9
Ore 20.00 Cena di Gala – Park Hotel Siena (riservata agli ospiti)
Sole e Terra della Puglia
in collaborazione con Regione Puglia

Sabato 8 febbraio
Sala Convegni Camera di Commercio Piazza Matteotti, 30 - Siena
Ore 9.30 VI GIORNATA INTERNAZIONALE
"La futura OCM e l’armonizzazione della normativa internazionale sull’olio di oliva"
In collaborazione con Consiglio Oleicolo Internazionale e Unione Europea
con il patrocinio della Federazione Euromediterranea delle Municipalità Olivicole
Ore 15.30 Incontro Panel Test
Enoteca Italiana - Fortezza Medicea - Siena
Dalle ore 10.00 alle ore 12.30
Impariamo a degustare l' Olio
Mini corso di degustazione (su prenotazione: tel. 0577/329109)
Dalle ore 15.00 alle ore 19.00
Gli extravergine di Degustolio: degustazione libera
Ore 16.00 – "L’ olivo , luce vegetale di salute e bellezza
Conversazione su miti, leggende e proprietà curative e cosmetiche dell’ olivo,
antico simbolo di rigenerazione fisica e spirituale" A cura della Naturopata Wanda Benati
Ore 20.00 "Il Salotto degli Oli: La Toscana" (riservata agli ospiti)
Enoteca Italiana Dall’ 8 al 16 febbraio
"Amore e Olio"
mostra di disegni a cura di Associazione di Idee Gog & Magog Marche
dedicata alla costituenda Associazione di produttrici di olio extravergine di oliva "Pandolea"

Domenica 9 febbraio
Enoteca Italiana - Fortezza Medicea - Siena
Dalle ore 15.00 alle ore 19.00 -
Gli extravergine di Degustolio: degustazione libera
Dalle ore 15.30 alle ore 18.00
Impariamo a degustare l' Olio
Mini corso di degustazione (su prenotazione: 0577/329109)
Ore 16.00 – "L’olivo , luce vegetale di salute e bellezza"
Conversazione su miti, leggende e proprietà curative e cosmetiche dell’olivo,
antico simbolo di rigenerazione fisica e spirituale" A cura della Naturopata Wanda Benati

Martedì 11 febbraio
Enoteca Italiana- Fortezza Medicea - Siena
Ore 17.00
Presentazione degli oli DOP Terre di Siena
a cura del Consorzio di Tutela
Presentazione degli oli DOP Chianti Classico
a cura del Consorzio di Tutela
Ore 21.30 "Sublimolio": piccoli assaggi e degustazione guidata
In collaborazione con il Ristorante "Gallo Nero" - Siena
(su prenotazione: tel.0577/288497)

Giovedì 13 febbraio
Enoteca Italiana - Fortezza Medicea
Ore 20.30 "Sublimolio" : piccoli assaggi e degustazione guidata
Il Comune di Leivi –(Genova) presenta l’olio extravergine della Riviera di Levante Selezione "Premio Leivi"
(su prenotazione: tel.0577/288497)

Venerdì 14 febbraio
Enoteca Italiana – Fortezza Medicea
Ore 17.30 Presentazione del libro "L’Amore Imperfetto"
di Maria Teresa Santalucia Scibona – prefazione di Neuro Bonifazi – edizioni Helicon
Ore 21.30 "Olio e Musica Innamorati"
Concerto in collaborazione con Siena Jazz (ingresso libero)

Sabato 15 febbraio
Giornata della Regione Puglia
Enoteca Italiana - Fortezza Medicea - Siena
Dalle ore 15.30 alle ore 18.00
Impariamo a degustare l' Olio
Mini corso di degustazione (su prenotazione: tel.0577/329109)
Dalle ore 15.00 alle ore 19.00 -
Gli extravergine di Degustolio: degustazione libera
Ore 21.30 "Sublimolio": Piccoli assaggi e degustazione guidata: oli e sapori di Puglia
(su prenotazione: tel.0577/288497)

Domenica 16 febbraio
Enoteca Italiana – Fortezza Medicea - Siena
Dalle ore 10.00 alle ore 12.30
Impariamo a degustare l' Olio
Mini corso di degustazione (su prenotazione: tel. 0577/329109)
Dalle ore 15.000 alle ore 19.00 -
Gli extravergine di Degustolio: degustazione libera

Posted by Valentina Ambrosini at 06:52 PM

La Viacard

Volete far contento un operatore della Viacard?

Quella che vi sto raccontando non è la solita barzelletta che può andar bene anche per i carabinieri, ma è quello che mi è successo ieri!

Mi sono recata al Punto Blu della mia città per acquistare una Viacard, sofisticato strumento cartaceo che consente di pagare il pedaggio autostradale agli appositi caselli preferenziali.

La Viacard, strumento da me non utilizzato, doveva essere un utile regalo da donare ad una coppia che si apprestava a fare un viaggio.

Dopo aver pazientemente atteso il mio turno dietro il bancone dove si stava esibendo l'operatore della Viacard, impegnato a terrorizzare gli utenti Telepass che volendo cambiare banca di appoggio sono stati gentilmente invitati a compilare 80 moduli cui allegare visure camerali, ho cortesemente chiesto UNA VIACARD.

L'operatore: "Quale?"

Io: "Una Viacard"

L'operatore: "Si, ma quale?. 25, 50 o 75?"

Io (ho immediatamente intuito si trattasse di Euro, ma non certa ho scelto la via di mezzo): 50

L'operatore, muto, ritira il denaro e mi consegna una bustina di carta con all'interno una tesserina.

Io (rimango in attesa . . . forse di un saluto che non arriva. Il dubbio mi assale ... che non sia finito il tutto? Che ci sia bisogno di una attivazione della tessera?): "E' gia attivata o devo ..."

L'operatore mi ritira la bustina di carta che mi ha appena consegnato, straccia il lembo sinistro appositamente segnalato con una forbicina, estrae la Viacard, me la consegna e mi dice ..."Attivata".

Lo ringrazio, lo saluto ed esco consapevole che regalerò una Viacard attivata :-)

Posted by Valentina Ambrosini at 10:32 AM

Febbraio 06, 2003

Il vasetto di marmellata, i sassi, i piselli, la birra

Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm. di diametro. Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di sì. Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi. Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di sì. Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto. Ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di sì, senza dubbio
alcuno.

Allora il Professore tirò fuori, da sotto la scrivania, 2 lattine di birra e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia. Gli studenti risero . "Ora," disse il Professore non appena svanirono le risate, "voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita. I sassi sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri figli - le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena. I piselli sono le altre cose per voi importanti: come il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto. La sabbia è tutto il resto......le piccole cose." "Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia," continuò il Professore "non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita. Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura dei sassi per prima - le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità...il resto è solo sabbia." Una studentessa allora alzò la mano e chiese al Professore cosa rappresentasse la birra. Il Professore sorrise. "Sono contento che me l'abbia chiesto. Era giusto per dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, perché c'è sempre spazio per un paio di birre :-)

Posted by Valentina Ambrosini at 06:57 PM