Novembre 18, 2003

TERRITORI E CITTA’ DELLA CARNE

Il prossimo 22 novembre, dalle ore 10,00, si terrà nella corte Ospitale di Rubiera (RE), il convegno “TERRITORI E CITTA’ DELLA CARNE – Qualità alimentare e biodiversità nella cultura zootecnica italiana.

Il progetto nasce per promuovere e incentivare studi sulle qualità delle carni, sull’impatto ambientale dell’allevamento, la biodiversità, la zootecnica, la cultura gastronomica e l’arte di trasportare e conservare le carni.

Al convegno interverranno Autorità, ricercatori ed esperti gastronomici che confronteranno le diverse realtà territoriali, produttive e ambientali per siglare una associazione nel "segno della carne", orientata ad incentivare studi sulla qualità e promuovere la biodiversità, l'arte culinaria, la nutrizione, la storia e la cultura della zootecnia dei territori.

Il progetto, che ha già visto Reggio Emilia e Fossano siglare un patto di associazione il 14 giugno scorso a Fossano, è patrocinato e sostenuto dalla Provincia di Reggio Emilia, la Provincia di Cuneo, il Comune di Fossano, la Camera di Commercio di Reggio Emilia e la Confcommercio di Reggio Emilia.

Contact:
Laura Amadei
MOOD Eventi & Comunicazione
Via Bezzecca 4 - 43100 PARMA
Via S. Marco 25 - 2910 PIACENZA
tel 0521 250493 fax 0521 924032
amadei@studiomood.it


Dettagli dell’evento


Alle ore10 introdurrà l'incontro Giovanni Andrea Ferrari, Assessore alla Promozione del Territorio della Provincia di Reggio Emilia.

Verranno poi illustrate le relazioni di

Sergio Capaldo, veterinario e presidente dell'associazione La Granda
"Agricoltura, zootecnia, uomo: tre elementi imprescindibili"

e Dolores Boretti, ricercatrice ed esperta di cultura gastronomica "Ecogastronomia, dalla terra alla tavola".

Seguiranno un intervento di Mauro Bigi, titolare dell'azienda Allevamento Chianina di Canossa, e il dibattito a cui sono invitati

Giovanni Quaglia, Presidente Provincia di Cuneo
Luigi Leonardo Restagno, Sindaco di Carrù
Ferruccio Dardanello, Presidente Camera di Commercio di Cuneo
Aldo Ferrari, Presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia
Giuseppe Tecco, Assessore all’Agricoltura del Comune di Cuneo
Francesco Balocco, rappresentante del Comune di Fossano
Gianni Vercellotti, Presidente dell'Azienda Turistica Locale di Cuneo
Paolo Ferraboschi, Presidente Confcommercio di Reggio Emilia
Giuseppe Ballauri, Presidente Consorzio Salumi Tipici di Cuneo
Giorgio Bergesio, Presidente M.I.A.C.

Alle ore 13, dopo le conclusioni di Giovanni Andrea Ferrari, ai presenti sarà offerta una degustazione

La Corte Ospitale si trova alla periferia settentrionale di Rubiera in via Fontana 2. Risalente alla metà del XVI secolo è costituita da una vasta corte porticata, un tempo adibita a ospitale per pellegrini e ora sede di associazioni culturali e della Riserva Naturale Orientata delle Casse di Espansione del Secchia.
Rubiera è servita da una ricettività alberghiera ampia e qualificata.

Organizzazione e segreteria del convegno: Odisseo, piazza XXIV Maggio 15, tel.0522 260622 - Rubiera (RE).

Posted by Valentina Ambrosini at 11:54 PM

Novembre 07, 2003

C'è qualcosa da mettere nel piatto a quei bambini

Dalla favela Roçinha di Rio de Janeiro "a cidade maravilhosa ".

Gentile Valentina, scusa se scrivo dopo una settimana, ma puoi immaginare cosa non é successo, decine e decine di messaggi meravigliosi.
Onestamente non so cosa ho fatto per meritare tutti i complimenti che sto ricevendo in conseguenza al bel articolo del Corriere (lo potete leggere all'articolo che ho riportato in data 5 novembre)l
In realtá la mia scelta é sempre stata per me cosí normale e spontanea che mi stupisco del clamore che puó suscitare. Amo i miei bimbi e la mia vita cosí come é, quindi come puoi vedere é molto semplice.

Dalla favela Roçinha di Rio de Janeiro "a cidade maravilhosa ".

Gentile Valentina, scusa se scrivo dopo una settimana, ma puoi immaginare cosa non é successo, decine e decine di messaggi meravigliosi.
Onestamente non so cosa ho fatto per meritare tutti i complimenti che sto ricevendo in conseguenza al bel articolo del Corriere.
In realtá la mia scelta é sempre stata per me cosí normale e spontanea che mi stupisco del clamore che puó suscitare. Amo i miei bimbi e la mia vita cosí come é, quindi come puoi vedere é molto semplice.
Non riesco purtroppo a scrivere molto perché é un momento speciale. Ma forse basta sapere che mi state regalando delle giornate molto emozionanti e che ho pianto molte volte, insieme a qualcuno di voi, leggendo tutti i messaggi. Sto raccontando ai bimbi quello che sta succedendo e sto giá pensando che il prossimo Natale sará una bella festa per loro.
Con Beppe Severgnini abbiamo visitato l´asilo e poi siamo andati a trovare Cheyenne che ha la varicella e quindi era rimasta a casa. L´abbiamo trovata nella sua baracca di legno costruita a palafitta, senza bagno né acqua, seduta sul vasino, tutta vergognosa. Cheyenne é bellissima, ha due anni ed una faccia da furbetta. Non parla mai, ma quando lo fa é per raccontare le botte che prende la sua giovane mamma dal babbo...... la vostra amicizia é preziosa per questi bambini che soffrono non tanto la fame, ma l´abbandono affettivo; la mancanza di educazione; la violenza quotidiana.
Il giorno dopo, con l´aiuto economico di Beppe S. , tra le altre cose, ho portato una cesta basica (cioé alimenti basilari, nutrienti e non deperibili) ed articoli di igiene, alla mamma di Cheyenne e la sua gioia é la ricompensa migliore a qualsiasi sforzo che possiamo fare.
Ho un asilo molto povero con 30 bambini carenti che ospitiamo gratuitamente per potergli dare quanto a casa non ricevono: cibo; una doccia; giochi; un ambiente pulito; ci prendiamo cura delle tante infezioni che hanno, per mancanza di igiene e di cura da parte dei genitori; ma soprattutto ricevono coccole; amore; abbracci e strapazzi affettuosi per come sono belli. E saranno ancora piú sani e belli con l´aiuto che riusciró ad organizzare con il tuo aiuto e di altri amici.
Ho anche una scuola materna con 45 bambini dai 2 ai 6 anni, ai quali cerchiamo di trasmettere l´amore per la cultura attraverso sinergie di attivitá ludiche, sportive, artistiche, affinché lo studio diventi una passione ed un diritto e non una cosa imposta. E´ l´unica speranza che hanno per un futuro migliore, ma noi cerchiamo di aiutarli a costruirla.
Se pensi ancora di volergli fare un regalo di Natale, ti mando i dati del nostro conto corrente.
Un grazie di cuore ed un forte abbraccio. Barbara Olivi ed i suoi pulcini.
Associazione "Il sorriso dei miei bimbi"
COOPERBANCA - Ag. A - REGGIO EMILIA -
c/c 16646 / 82
ABI 05024
CAB 12803

Posted by Valentina Ambrosini at 06:36 AM

Novembre 05, 2003

Cosa metto nel piatto a questi bambini?

Gli italiani nel mondo fanno tante cose. Cose buone e meno buone, utili e inutili, razionali e surreali. Accomunate, quasi sempre, da una caratteristica: sono cose sorprendenti. E' come se ci fosse, nel profondo del carattere nazionale, un deposito di eccentricità pronto a uscire. E quando avviene l'eruzione, è uno spettacolo. Può sembrare un esordio insolito, vista la storia che intendo raccontare.

Sto viaggiando in Brasile, e lunedì ho trascorso la mattina nella favela della Roçinha, la più grande tra le ottocento di Rio de Janeiro. Nulla di particolarmente esotico, né coraggioso. Le favelas sono ormai materiale letterario e cinematografico: andate a vedervi "Cidade de Deus", ambientato qui vicino. E gli stranieri costituiscono una polizza di assicurazione: i narcotrafficanti che le controllano sanno che, finché siamo in giro, la polizia non spara (be', non dovrebbe). Con queste certezze in testa ho chiesto a un taxista perplesso di portarmi da Ipanema fino all'imbocco della Roçinha, che passa per essere la più vasta favela del Sudamerica: un'immensa colata di casupole e baracche, che scende dalla montagna verso il mare, e ospita duecentomila persone. Avevo appuntamento con un numero di cellulare, perché con Barbara Olivi non avevo parlato. L'aveva chiamata Rocco Cotroneo, corrispondente del "Corriere" in Sudamerica, chiedendo se poteva dedicarmi una mattina. Barbara ha detto sì. E non l'ha detto come l'avrei detto io se fossi stato al suo posto: con sufficienza sospettosa. No: ha accettato con gioia. E questo, devo dire, ha cominciato a preoccuparmi. Barbara Olivi è un'energica bionda reggiana, e di mestiere faceva l'agente immobiliare a San Donato Milanese. Un giorno s'è stancata, ed è venuta in Brasile: fin qui, tutto regolare. Da queste parti gli stranieri cercano svolte, catarsi, rifugio, oblio, ripartenze. Il luogo è morbido e magico, e offre familiarità esotica (la lingua e i ricordi sono europei, le novità americane), insieme a "una gestione teutonica del piacere" (cito Cotroneo). Se questo Paese dovesse tassare le crisi esistenziali dei nuovi arrivati, risolverebbe il problema del debito estero. La cosa strana è accaduta più avanti. Barbara Olivi ha conosciuto la favela ed ha deciso di restarci. Ha imparato a scalare le strade invase dai rifiuti, dove i gatti fuggono davanti ai topi. Ha evitato di far domande sui narcogovernanti locali, e sui loro deliri a base di armi donne samba e cocaina. Ha preferito aiutare le giovani mamme con sette figli e nessun marito, e per farlo ha messo in piedi un asilo schiacciato contro la montagna. I suoi bambini hanno due sole ricchezze: la vita e l'Atlantico sullo sfondo. Ci arrampichiamo verso quella povera umanità perpendicolare dentro un fetore che Barbara ormai non sente più. Parla della violenza sulle donne, del "vicolo degli sconvolti", dove la droga si compra e si consuma sul posto, come la pizza. Racconta di ragazzi morti per overdose di trielina e mi presenta adolescenti che hanno negli occhi la data di scadenza. Parla senza disperazione: anzi, sorridendo. Matta? Non credo: serena, come tutti gli uomini e le donne che sanno di non cambiare il mondo, ma credono di poterlo migliorare. Magari pochissimo. Ma è meglio di niente. E' curioso: il territorio delle favelas, dove i cattolici battono in ritirata di fronte alle aggressive chiese evangeliche, riconquistato da un'immobiliarista nata a Reggio Emilia. Un tipo di cui la gente si fida, forse perché non è un ministro, non è una delegazione, non è un'organizzazione non governativa. E' solo un'italiana bionda con un cellulare vecchio modello e un indirizzo email (barbaraolivi@hotmail.com). Una donna che ogni giorno deve pensare, prima che allo stato del mondo o al futuro del Brasile: cosa metto nel piatto a questi bambini? Come li lavo, li vesto e cerco di fargli dimenticare quello che vedono in casa? Morale? Nessuna. Dico solo questo. E' possibile, considerata la bellezza di questo Paese, che "Deus é Brasileiro", come dice il titolo d'un altro film. E' probabile, pensando alla Roçinha, che il diavolo abbia la stessa nazionalità. Ma è sicuro che sul posto s'aggirano angeli italiani. Uno faceva l'agente immobiliare a San Donato Milanese, e non molla.
Corriere della Sera - 30 ottobre 2003
Quell'angelo italiano nei vicoli della favela. Beppe Severgnini


Vi sto scrivendo dalla mia favelina stranamente silenziosa

E’ un tranquillo lunedì sera e vi sto scrivendo dalla mia favelina stranamente silenziosa. Da quando giovedì 30 ottobre è apparso l'articolo sulla mia attività a Roçinha, ho avuto a che fare con quell´Italia che tutti vorrebbero conoscere. L´Italia che non ha dimenticato la povertà di una volta, ancora presente nei ricordi dei nostri genitori; l´Italia generosa e attenta verso le sofferenze dei bambini; un'Italia solidale che sa ancora commuoversi. Con i vostri messaggi mi avete addossato ancora più responsabilitá, quella di non deludervi. E ce la metterò tutta, perché adesso capisco che non rappresento solo me stessa e la realizzazione dei miei desideri; ma porto con me le gioie e i dolori; sogni repressi e frustazioni; la voglia di esserci di tante, tante persone che mi assomigliano. Non sono ancora in grado di rispondere a tutti coloro che mi hanno scritto, ma ogni parola che ho ricevuto mi si è stampata nel cuore che ho cercato di dilatare al massimo per accogliere e rispettare ogni essere umano che immagino dietro a ogni singolo messaggio. Risponderò personalmente a tutti, questa è la mia promessa.
Ma ancora più grande è l´impegno che rinnovo con questi bimbi che allietano la mia esistenza e soddisfano il mio amore. E aspettano che una «tia» bionda o verde, aliena che sia, li prenda in braccio per dargli quella carezza che non hanno mai ricevuto; o li accolga in un asilo che per povero che sia è per me l'asilo più bello del mondo. Amo l´Italia e la mia incredibile famiglia; ma amo questo Brasile tormentato e la mia vita in favela, dove vedo sorgere ogni giorno, da una vita fatta di violenza e di mancanze, il sorriso dei miei/nostri bellissimi bambini. Come vorrei che li conosceste anche voi! Me ne prenderò cura ancora di più, se possibile, e vi scriverò le loro storie, così come voi mi avete scritto le vostre. Mi avete fatto pensare ancora di più alla fortuna incredibile che ho di essere qua; di essere viva; di essere felice; di essere appassionata per quello che faccio, giorno dopo giorno: se solo avessi giornate di 48 ore quante altre cose potrei fare.
Come il nostro bellissimo Cristo che domina Rio dall´alto del Corcovado, anch´io vi accolgo a braccia aperte e vi mando il canto di allegria che questa meravigliosa avventura chiamata vita risveglia in me in ogni momento.

Barbara Olivi, barbaraolivi@hotmail.com

Posted by Valentina Ambrosini at 11:33 PM