Dicembre 15, 2004

Fagioli e champagne per un gourmet chiamato Hitchcock

Cinema e cibo, accoppiata vincente. Se sono già in libreria volumi coi piatti preferiti di Don Camillo e le ricette sudiste di Rossella O’Hara di Via col vento , ecco tre volumi per le tavolate natalizie cinefile. Ricette da fiaba di Ira L. Meyer (Disney Libri, pagine 240, 18) sono 101 ricette di un grande chef, uno dei più famosi d’America, ispirate ai film cult di casa Disney, a cura di Marcello Garofalo che introduce la materia, dai piatti indiani di Pocahontas alla tempura della Sirenetta. A tavola con Fellini (Idea Libri, pagine 144, 18), scritto dalla sorella Maddalena, recentemente scomparsa, è un album di ricordi e ricette romagnole, parte dell’amarcord del maestro, che a tavola amava assaggiare un po’ tutto, senza esagerare.

E ricordate Hitchcock, il re del thriller? Era un maniaco del cibo: «L’uomo non ha bisogno solo di delitti ma anche di pasti abbondanti». Figlio di un padre droghiere, amava la tavola come i film, spesso li mescolava: per cinquant’anni si fece spedire a Hollywood le sogliole di Dover, il sidro da Saint Moritz, il soufflé d’aragosta da Parigi, contrattava i cuochi nei contratti. Salvatore Gelsi, di Ciak , cine sociologo esperto del ramo, offre A tavola con Hitchcock . Film e ricette di un grande gourmet (edizioni Tre Lune, pagine 144, 14) divertimento intelligente sull’autore gourmet col problema di dimagrire 50 chili per volta, avendo superato i 130: in Prigionieri dell’oceano si mostra in foto prima e dopo la dieta. L’analisi comparata di film e ricette - usate e suggerite - aiuta a calcolare il peso specifico del cibo nei suoi intrighi e spiega che la paura magari è legata alla carne fredda. Nella «cibografia» calcoliamo i piatti più gettonati nei suoi capolavori: vincono bistecche, champagne, whisky, cioccolato e brandy. Con le dovute eccezioni: Stewart e Doris Day mangiano con le mani a Marrakech, Cary Grant porta a Joan Fontaine un luminoso bicchiere di latte forse avvelenato in Sospetto , Janet Leigh si fa l’ultima cena con un sandwich in Psycho . Patologia: in Frenzy il cibo fu vera ossessione, memorabile la cenetta a casa dell’ispettore. Del resto il grande Hitch aveva confidato a Truffaut che gli sarebbe piaciuto fare un intero film sul cibo, dalla nascita alla morte come rifiuto. Nei suoi film si mangia molto in treno, si recapitano cene chic a chi guarda dalla Finestra sul cortile , si beve champagne in Notorius e un esame dello stomaco della vittima mette in forse l’alibi di Io confesso . Ma odiava le uova, sir Alfred: in Caccia al ladro , la mamma di Grace Kelly spegne nel tuorlo una sigaretta. Ma come si mangiava in casa Hitchcock? Lo ricorda Alida Valli che recitò nel Caso Paradine : «Cucinava lui stesso il roast beef e il pudding, ma ci usava anche da pazienti assaggiatori di invenzioni immangiabili, spaghetti scotti annegati nella tomato sauce, fagioli messicani, piatti esotici». Ma guai a rifiutare o a lasciare nel piatto: i menù erano scritti su fogli a forma di bara.


Fonte: Corriere della Sera

Posted by Valentina Ambrosini at 09:00 PM