Gennaio 25, 2005

Cicoria e miele

Cicoria e miele. Sono i capricci gastronomici del boss dei boss che «ordina» agli uomini che si occupano di proteggere la sua latitanza, di procurargli anche i suoi cibi preferiti. Così gli investigatori hanno scoperto che, tra un documento in cui scrive dell’affidamento degli appalti ad imprese amiche e un altro in cui impone tangenti e il pagamento del pizzo, Provenzano scriveva anche bigliettini per chiedere di avere «cicoria e miele».

E come in una caccia al tesoro i capimafia, una volta ricevuto il messaggio, si scatenano alla ricerca della verdura «preferita» da Provenzano e del miele, che il boss vuole originale. Accade, dunque, che Giuseppe Giglia, uno degli arrestati nel blitz contro Cosa Nostra, procuri al boss 46 barattoli di miele, che invia ad Angelo Tolentino, pure lui fermato, per mandarli a Provenzano, così da riempire la sua dispensa.

Posted by Valentina Ambrosini at 11:12 PM

Gennaio 23, 2005

Identità Golose


A MILANO DUE GIORNI DI ALTA CUCINA
Il 24 e il 25 gennaio 2004 a Palazzo Mezzanotte.

Identità Golose è il primo congresso italiano di cucina d’autore, nato dalla volontà del giornalista Paolo Marchi di dare dignità assoluta alla figura del cuoco e di tutti coloro che attorno a lui contribuiscono a fare della cucina una realtà di estrema, ma non sempre compresa, grandezza.
Diciotto chef si alterneranno sul palco a Palazzo Mezzanotte, in Piazza Affari.

La cucina, ai suoi massimi livelli, è una scienza esatta, è fatica e conoscenza. Come non basta uno schizzo per alzare un ponte o una lingua sciolta per diventare avvocati, così non è sufficiente saper combinare graziosamente tre ingredienti per confezionare una cena con i fiocchi.
“In cucina senza idee non si crea, senza cuore non ci si lega professionalmente a fuochi, forni e fornelli e senza tecnica non si va oltre una valida cucina della mamma.”

I 18 RELATORI
Questi gli chef che hanno accettato l’invito di Marchi e che si alterneranno sul palco per parlare di cucina,del suo passato e, soprattutto, del suo futuro.
Tredici italiani, tre spagnoli, un francese e uno statunitense:
Nadia Santini del Pescatore di Canneto sull’Oglio nel Mantovano,
Massimiliano Alajmo delle Calandre di Rubano nel Padovano,
Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto nel Siracusano,
Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore di Senigallia in provincia di Ancona,
Carlo Cracco di Cracco-Peck a Milano, il siciliano Accursio Craparo della Gazza Ladra a Modica in provincia di Ragusa, Enrico Crippa del Ristorante in Piazza Duomo ad Alba cuore delle Langhe, Pietro Leemann di Joia a Milano, Norbert Niederkofler del St. Hubertus a San Cassiano in Alta Badia (Bolzano), Fulvio Pierangelini del Gambero Rosso a San Vincenzo sulla costa maremmana, Davide Scabin del Combal.zero a Rivoli in provincia di Torino, Ciccio Sultano del Duomo a Ragusa Ibla, Gianfranco Vissani del ristorante omonimo a Baschi in Umbria.
Interverranno inoltre gli spagnoli Ferran Adrià de El Bulli a Rosas in Catalogna, Andoni Luis Aduriz del Mugaritz a Erenteria-Renteria nei Paesi Baschi, Enrique Dacosta de El Poblet a Denia nella regione di Alicante, il francese Jean-Luc Fau, chef, pittore e patron di Gouts et Couleurs a Rodez e lo statunitense Wylie Dufresne di wd-50 a New York.


Ideatore e Curatore Coordinamento e Organizzazione Ufficio Stampa
PAOLO MARCHI NEWTON SRL CINQUESENSI
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Posted by Valentina Ambrosini at 02:39 PM

Gennaio 22, 2005

Associazione Osterie Italiane

Lunedì 6 dicembre 2004, si è costituita l’Associazione Osterie Italiane, A.O.I. (C.F. 92007850) con atto ufficiale e relativo Statuto.

Lo scopo è quello di diffondere la cultura dell’Osteria, difenderne le qualità, la storia, approfondire le tradizioni, gli usi e i costumi legati ad essa.

Promotore dell’idea è il Presidente, enologo, Walter Perotti, oste nato in una osteria nonché artista e scrittore.

Punto fermo dell’Associazione è quello di sviluppare concretamente la
conoscenza dell’Osteria attraverso antichi sapori, leggende, ricercarne la
tipicità valorizzandola in ogni libera forma di espressione artistica al
fine di salvaguardare il patrimonio esistente tramandato dai nostri “vecchi”
quindi incoraggiare e sostenere gli operatori del settore.

Per contattare l’Associazione:

A.O.I. Associazione Osterie Italiane
Via XXV Aprile 5
26020 Formigara (CR)
telef. 0374-78078

Walter Perotti 347-5736987
Antonio Catellani 340-6829281

e-mail:osteria13hotmail.com
www.wjukebox.com

Posted by Valentina Ambrosini at 09:44 PM

Gennaio 10, 2005

L’ultimo Grisham in salsa bolognese

Politica, spionaggio e cucina: in America esce «The broker», un giallo ambientato in Italia.
L’ultimo giallo di John Grisham riserva due sorprese al lettore: non è ambientato negli studi legali e nelle aule dei tribunali come quasi tutti i suoi 17 gialli precedenti, ma nel mondo della politica e dello spionaggio; e a volte pare un pretesto, osserva il New York Times , per un panegirico della cucina e dell’arte italiane.

Grisham dichiara che la trasgressione è intenzionale: The broker (Il mediatore), pubblicato dalla Doubleday, gli è stato suggerito, spiega, dagli scandali della Cia, e la scelta di Bologna come centro d’azione è dovuta alla sua passione per l’Italia. «Adoro tutto ciò che è italiano» scrive Grisham in un’annotazione al libro. «Nel soggiorno in Italia per preparare il libro sono ingrassato di cinque chili». Forse per questo, uno degli ordini dato dalla Cia al protagonista di The broker è «non incominciare a ingrassare». Dalle prime recensioni americane, il diciottesimo giallo di Grisham è riuscito più come un diario culinario e artistico dell’Italia che come una spy story . Il New York Times intitola: «Un giallo servito coi tortellini nell’assolata Italia», e commenta che «l’autore era pronto a un idillio italiano e ne ha voluto rendere partecipe» il lettore. Il giornale rimprovera a Grisham «di distinguere come da stereotipo tra gli italiani felici, sensuali, ricchi di storia, e gli americani frettolosi, tesi e villani». Ma le pagine più belle, sostiene, riguardano l’italianizzazione del protagonista, Joel Backman, rinato come Marco Lazzeri, «che impara ad assaporare la bellezza e la gioia di vivere dell’Italia, a bere l’espresso e a mangiare il tramezzino di prosciutto e formaggio, a distinguere tra tortellini e tortelloni, a chiedere: dov’è suo marito ?». In realtà il libro è un avvincente anche se, per colpa delle divagazioni italiane, lento giallo spionistico.
La trama è brillante. Joel Backman, un lobbista condannato al carcere per corruzione, viene liberato dalla Cia e usato come esca. Backman aveva cercato di fornire a un servizio segreto straniero il software per seguire il più potente satellite spia del mondo. Liberandolo e dandogli una falsa identità a Bologna la Cia spera che i suoi ex clienti lo trovino e lo eliminino. Poiché la Cia segue Backman passo dopo passo, scoprirebbe chi sono, e coglierebbe due piccioni con una fava: si sbarazzerebbe di Backman, un ingombro, e neutralizzerebbe il nemico. Ma Backman si rende conto di essere uno specchietto per allodole. Riuscirà a sottrarsi agli assassini e a svelare chi si nasconde dietro il mistero del software, una grossa sorpresa.
Per Alan Dershowitz, il celebre giurista di Harvard, The broker non è solo un ritratto italiano e un giallo ma è anche la storia di una redenzione: «Il protagonista è un antieroe che ritrova se stesso».
Dershowitz rinfaccia però a Grisham un errore: il presidente che, dopo la sconfitta elettorale, ordina all’improvviso alla Cia di liberare Backman ricorda Bush. «È un uomo che non legge nulla» scrive l’autore. «Non giornali e non libri, non rapporti e non testi di legge, non trattati. Un uomo che non riesce a leggere i propri discorsi». Bush è stato rieletto, rileva Dershowitz, e sta riformando la Cia.


Posted by Valentina Ambrosini at 11:06 PM