Settembre 30, 2004

Rio de Janeiro: compleanno alla Roçinha

Carissimi Italians,
è quasi un anno che vi conosco, su diretta indicazione di Beppe Severgnini, dopo aver fatto una visita nella nostra favela della Roçinha a Rio de Janeiro. Oggi festeggio il mio 44° compleanno; ho ricevuto tante telefonate e le canzoncine di auguri dei miei bimbi; ho appena saputo della liberazione delle due Simone; è stata una bellissima giornata di sole; sono felice di essere viva e di esserlo qui in Brasile. In questo ultimo anno con il vostro intervento massiccio siamo riusciti a crescere molto.

L´asilo è in ristrutturazione, come pure la scuolina che abbiamo ampliato; assistiamo piú famiglie e riusciamo a realizzare vari micro-progetti a sostegno dell´infanzia bisognosa. Abbiamo guadagnato tanti nuovi amici, tutti unici, tutti speciali. Le nostre giornate sono impegnative; intense; ma cosí piene di vita che spesso mi domando cosa ho fatto per meritare tanto. Da febbraio la Roçinha é campo di battaglia di guerra tra narcotrafficanti e polizia. Tanta gente di qui é morta. Molti innocenti. Molti giovani. Ho avuto paura, ho temuto per l’incolumitá della gente che amo; per i bambini che passano la notte in strada e non hanno nessuna protezione, nessuna carezza. Perché il loro futuro sia meno incerto, sono sempre piú determinata a continuare i nostri progetti, rimanendo a vivere in questa comunitá povera, martoriata, ma cosí pulsante. È questa estrema volontá di vivere che respiro nei vicoli puzzolenti; come nelle notti di festa danzanti; nella vivacitá di ogni angolo; nella musica a tutto volume; nell´ammasso disordinato e precario della casupole; nella grande dignitá di questo popolo lavoratore e cosí denigrato; nel sorriso dei nostri bimbi che amo con tutto il cuore e che continueró a proteggere insieme a voi Italians di tutto il mondo. La vita puó essere grandiosa, preziosa, mai banale, ed oggi rinnovo insieme a tutti coloro a cui voglio bene un inno ad essa. La tratteró bene questa vita e faró in modo da poter sempre dire "ne é valsa la pena". So di essere particolarmente fortunata, ma questa fortuna ho saputo trattenerla e valorizzarla, superando momenti di sconforto, paura e difficoltá. Continuo ad avere bisogno di tutti voi, di quella bella Italia solidale e umana che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare. In questa data speciale abbraccio tutti i nostri nuovi amici e canto di gioia. Saluti da Barbara e dai bambini della Roçinha.

tratto da http://www.corriere.it/solferino/main_sever.shtml

Posted by Valentina Ambrosini at 06:15 AM

Marzo 04, 2004

Carnevale a Roçinha

Lettera di Barbara Olivi - marzo 2004.
Potete leggere tutte le altre nella sezione "Calore Onesto".

Cari amici,
il Carnevale é finito, e quest’anno non sará tanto facile dimenticarlo. Molti avvenimenti fanno del 2004 un anno iniziato in modo speciale. Innanzitutto abbiamo un'estate tiepida ed estremamente piovosa, troppo. Piove nel Nord in zone dove non pioveva da 12 anni, le dighe si riempiono e si prevede almeno un anno di buona irrigazione, i contadini sorridono! Altri piangono a causa di inondazioni che stanno distruggendo interi villaggi....

Rio é piena di turisti ed io sto cercando di amministrare il lavoro come guida, in questo periodo molto intenso, con le mie attivitá con i bimbi; e le visite di italiani in vacanza! E´venuta in favela per 10 giorni la mia amica Maria Grazia, madrina di Raissa, una delle nostre bimbe. Abbiamo affittato un appartamentino vicino a me; mi sono messa d´accordo con uno dei miei adolescenti che gli facesse da guida e, cosí organizzati, Maria Grazia ha lavorato una settimana come volontaria nel nostro asilo.
La Roçinha ha una scuola di samba che ha partecipato alla sfilata delle scuole piú piccole la notte di sabato con domenica. Eravamo circa 3.000 persone ed il Carnevale é sempre una bella festa comunitaria dove la gente si rilassa e si diverte e le sfilate sono una opportunitá di dimostrare la cultura e l´arte del popolo. Purtroppo peró mentre la gente era distratta e noi eravamo al Sambodromo, un corpo speciale della polizia antistupefacenti ha invaso la nostra favela alle 3 del mattino ed ha iniziato a sparare. La notizia é arrivata anche a noi al Sambodromo, quindi potete immaginare come ci sentivamo tutti noi, lontani dalle nostre case, famiglie ed amici, sapendo del rischio che stavano passando.
La sfilata é avvenuta alle 5 del mattino, ma l´umore non era il piú indicato e non abbiamo avuto successo, proprio perché chi se la sentiva di danzare e cantare quando l´incertezza degli avvenimenti pesava su di noi in modo cosí drammatico ? I nostri autobus speciali sono stati bloccati per varie ore per evitare che anche noi tornando in favela venissimo coinvolti nella sparatoria tra polizia e trafficanti. Lungo la strada principale vedevamo passare macchine e pulmini della polizia militare che si dirigeva verso casa nostra, provate a pensare alla tensione!!!! In realtá é stata propio questa seconda polizia a proteggerci, in quanto sembra che la prima che ha invaso sia collusa con una banda di trafficanti nemici che vogliono prendere il possesso dello spaccio di cocaina nella nostra comunitá. Abbiamo scoperto poi che l´invasione della favela era stata proibita dalle autoritá, risulta quindi che abbiano agito autonomamente. Noi siamo riusciti a tornare a casa solo alle 9,30 del mattino, e c´erano i cadaveri di 3 ragazzi giovani innocenti ammazzati, sul selciato..........
Uno é il nipote di Marcia, la direttrice del nostro asilo. La giornata é continuata senza dormire; piena di tristezza e di incertezza per il futuro, alla ricerca delle persone amiche e dei ragazzini di cui normalmente mi occupo. Questa é la realtá delle favelas, dove agli abitanti viene negato il diritto della cittadinanza; dove la polizia entra e tratta tutti come banditi; dove ad omicidi commessi normalmente non seguono indagini; dove la discriminazione sociale ti segue e ti schiaccia e ti emargina. Questa é la favela che io amo. Che Maria Grazia ha imparato ad amare. Che i miei amici hanno conosciuto e girato come fosse un quartiere normale della cittá, e provate a chiedere loro se sono mai stati disturbati dalla gente del posto, anche i trafficanti li hanno rispettati. Ed erano invece tra coloro che scappavano impauriti il momento in cui la polizia ha invaso la favela la notte di Carnevale, interrompendo un concerto a cui assistevano tutti giovani, ed ha iniziato a sparare per uccidere.
La tristezza del lutto non ci ha ancora abbandonati. Il Segretario della Sicurezza Pubblica, Antony Garotinho, ha annunciato alla televisione che per 2 mesi la polizia non potrá invadere la favela, tempo in cui dovrebbero esserci delle indagini a riguardo di questo massacro, ma intanto nessuno potrá restituire la vita a 3 ragazzini di 13, 15 e 17 anni, che erano in strada a divertirsi la notte di Carnevale. La vita continua, ancora una volta ci rimbocchiamo le maniche e continuiamo, perché non ho convinzione maggiore che quanto stiamo facendo sia valido, cercare cioé di dare ai nostri piccoli innanzitutto affetto, perché un bimbo che riceve amore adesso sará in grado di dare amore quando grande; e poi dare istruzione, cultura, perché solo con la cultura si puó lottare per la propia libertá.
Il Carnevale é finito, la scuola Beija Flor ha vinto la sfilata delle scuole maggiori, mentre la nostra é arrivata terza nella classifica delle scuole piú piccole. Certo per noi sará un Carnevale che non dimenticheremo facilmente.
Il nostro asilo e la scuolina stanno funzionando a pieno ritmo. Grazie a nuove adozioni a distanza che mi sono state comunicate ultimamente, sto riuscendo ad accogliere nuovi bimbi nelle nostre strutture. Inoltre sto organizzando alcuni micro-progetti. Ma questo sará argomento della mia prossima lettera. Intanto mi auguro che questa mia vi trovi tutti in buona salute, e vi penso in pace. Vi accompagnino i sorrisi dei bimbi dai voi protetti ed il nostro cuore riconoscente.

Posted by Valentina Ambrosini at 06:30 AM

Gennaio 04, 2004

Cuccioli di uomo

..... che periodo follemente intenso e positivo.
Non sono riuscita a scrivere gli auguri prima, ma vi trasmettiamo adesso il
nostro desiderio che l´anno nuovo possa essere per ognuno di voi, fonte di
vera felicitá. Io ed i miei bambini, cosí come i miei collaboratori, stiamo
benone e rimettendoci in sesto dopo la maratona di fine anno.
Io e Julio, mio compagno ma anche iper-valido braccio destro, sinistro,
gambe e angelo protettore, siamo stati occupati come non mai a pensare;
comprare; confezionare; ricevere; dividere; e finalmente distribuire e
consegnare oltre 350 regali per bambini........ se penso che sono piccola
piccola cosí; e che tutto questo é cominciato casualmente;

che senza il vostro aiuto sarei ancora sola con i miei sogni; ebbene, penso che sia un risultato soddisfacente. Soprattutto ripensando a tutte le faccine
sorridenti dei bimbi quando ricevevano peluche; pacchetti; bambole;
giocattolini..... e tutto questo tramite il vostro aiuto e la mia
intermediazione. É stato entusiasticamente estenuante. È giá stato
largamente ripagato da baci; abbracci; allegria; gocce di piccola grande
felicitá. E la mia ? Il mio loculo di 15 metri quadri risplende di luce e
gioia riflessa. È un palazzo lussuoso dove rivivo le emozioni di queste
giornate cosí intense e cosí vive. Abbiamo fatto le feste di Natale, dove
sono intervenuti come Babbo in borghese tanti amici come voi con doni e
commozione (soprattutto loro).
Ho visitato molte famiglie bisognose portando cibo; vestitini; calore umano.


Ieri ho fatto un giro con 5 donne italiane. Ho ritenuto che fossero forti
abbastanza per conoscere la 'mia favela'. E cosí le ho caricate di pacchetti
con donazioni e le ho portate a visitare alcune delle mie famiglie, portando
quanto ancora non ero riuscita a distribuire. Abbiamo fatto vicoli dove si
passa a malapena ed il sole non arriva mai; dove non esiste circolazione di
aria; bisogna scendere gradini alti come le tue gambe e sdrucciolevoli per
la pioggia. Abbiamo abbracciato bambini denutriti, che ci guardavano con
occhioni sgranati. Le loro storie sono tristi, ma la loro voglia di vivere
immensa e il mio desiderio é di continuare ad esserci per loro, per vederli
crescere come adulti sani e cittadini riconosciuti. Siamo passate nel
quartiere dove vivono la maggioranza dei miei bambini, arroccato sulle
pendenze quasi verticali della montagna. Quando piove, i vicoli si
trasformano in torrenti di acque luride e fangose che invadono le povere
case, ed io penso sempre a loro, ai piccoli che vivono nell´umiditá costante
e nella precarietá delle loro abitazioni.

Non possiamo salvare il mondo; né forse tutti loro; ma sicuramente né io; né
Julio; tantomeno voi, stiamo perdendo il nostro tempo. Credo che la
solidarietá non dovrebbe fermarsi mai, fa bene soprattutto a noi, e poi fa
bene anche ai nostri pulcini.

Il tour con le mie nuove amiche é finito tra le lacrime. Le ho viste andare
via visibilmente commosse. Queste lacrime sono lacrime buone, fanno bene al
cuore. Da quando vivo in favela non ho mai piú pianto per me stessa.

Anche oggi é stata una giornata molto intensa, anche se bagnata da una
pioggia fitta ed incessante. Sono le 22,30 e merito il riposo del giusto.
Anche oggi, sempre grazie a voi che mi aiutate, ho fatto la mia parte.
Sono felice e serena; troppe cose da fare, ma troveró il modo di fare tutto,
soprattutto per la fiducia che riponete in me e la responsabilitá che mi
sono accollata, senza che nessuno me lo chiedesse.

Spero di potervi scrivere di nuovo presto con le nostre storie. Intanto
avete il mio cuore e quello di tanti bimbi che sono un poco piú amati;
vestiti e nutriti con la vostra solidarietá, indispensabile affinché la
nostra piccola associazione continui ad essere presente nella favela
Roçinha, la mia nuova casa. Un abbraccio a tutti voi. Barbara Olivi e
tanti, tanti cuccioli di uomo.

Leggi le altre lettere nella sezione CALORE ONESTO

Posted by Valentina Ambrosini at 04:41 PM

Dicembre 17, 2003

Asta per la favela Roçinha, fonte di oneste sensazioni

Tutto nasce da un articolo di Beppe Severgnini pubblicato sul Corriere della Sera (lo trovate nel post del 5 novembre).
Ne è nata una corrispondenza con Barbara Olivi e una onesta serata con asta che si svolgerà questa sera.
Se non avete capito nulla leggete il ordine:
- onesto articolo del 5 novembre;
- onesto articolo del 7 novembre
- corriposndenza che segue.

Buon divertimento e tanti onesti semplici piaceri :-)

Email spedita a Barbara Olivi il 16 dicembre 2003
Barbara,
mentre tu stai facendo cose bellissime per i bimbi, io sto organizzando una asta a casa mia.
Ho parlato delle tue attività ad amici e colleghi di lavoro. Li ho invitati a casa mia giovedì prossimo per una cena di Natale.
Ti penseremo, perchè oltre alla cena ho organizzato una piccola asta per i tuoi bambini.
Ho detto agli amici di non spendere soldi per regali di Natale, ma di portare ben impacchettati degli oggetti che si vuole riciclare.
E' un gioco. I doni di riciclo vengono messi in asta e aggiudicati all'acquirente che offre di più.
Il ricavato verrà versato alla tua associazione.

La cosa simpatica è che qualche collega mi chiama anticipandomi cosa metterà nei pacchi di regalo. C'è chi non vede l'ora di rifilare a qualcun altro una Sfinge in plastica, delle cravatte con pupazzetti inimmaginabili e cose di questo genere.
Ci divertiremo e rivivremo, credo, l'allegria delle cose semplici di cui sanno godere i bambini.

Ti auguro tanta serenità e auguro ai bimbi tanta felicità e affetto.

Valentina Ambrosini

Email di risposta di Barbara Olivi
Grazie Valentina et amici, vi auguro una divertente serata di amicizia e di serenitá, assaporando piaceri semplici. Io sono scappata per 3 giorni e mi sto godendo il mio uomo e qualche attimo di intima serenitá in una localitá di villeggiatura a nord di Rio. Ieri siamo arrivati in pulman; trovato una pensioncina a portata del mio ridotto portafoglio; poi finalmente una camminata mano nella mano senza meta; respirando la maresia del mare; e soprattutto una profonda felicitá che sentivo sgorgarmi dalle viscere, davanti ad un tramonto emozionante.
La vita é propio bella; sono fortunata ad avere trovato un equilibrio (almeno per il momento); tanto amore e gratificazione in quello che faccio.
Ed in questo c´entri anche tu Valentina ed i tuoi amici della serata-pacco.
Non so se merito veramenti tutti questi riconoscimenti, ma con sicurezza i miei bimbi sí. E cosí vi giungano da parte loro tanti abbracci, che ancora una volta godró io al posto vostro. Sono esserini che meritano la serata che gli volete dedicare, io sono solo un'umile tramite, anche se ho l´onore di stargli cosí vicina.
Faremo la festicciola della scuolina sabato pomeriggio; mentre per l´asilo sará il giorno 23 perché aspettiamo l´arrivo di Babbo Natale, mio fratello.
Ogni bimbo dell´asilo ha ricevuto dall´Italia un vestitino nuovo ed abbiamo preparato, tra arrivati e comprati nuovi, quasi 200 regali.

Mi ritempro il fisico e la mente un poco provati, poi ritorno nella mia Roçinha per godere delle festicciole di Natale e della gioia di vedere i nostri bimbi, una volta tanto, almeno un poco coccolati.

Ed anche di questo, della bella solidarietá italiana, vi ringrazio di tutto cuore. Un abbraccio. Barbarella la vita é bella.

Posted by Valentina Ambrosini at 11:16 PM

Novembre 07, 2003

C'è qualcosa da mettere nel piatto a quei bambini

Dalla favela Roçinha di Rio de Janeiro "a cidade maravilhosa ".

Gentile Valentina, scusa se scrivo dopo una settimana, ma puoi immaginare cosa non é successo, decine e decine di messaggi meravigliosi.
Onestamente non so cosa ho fatto per meritare tutti i complimenti che sto ricevendo in conseguenza al bel articolo del Corriere (lo potete leggere all'articolo che ho riportato in data 5 novembre)l
In realtá la mia scelta é sempre stata per me cosí normale e spontanea che mi stupisco del clamore che puó suscitare. Amo i miei bimbi e la mia vita cosí come é, quindi come puoi vedere é molto semplice.

Dalla favela Roçinha di Rio de Janeiro "a cidade maravilhosa ".

Gentile Valentina, scusa se scrivo dopo una settimana, ma puoi immaginare cosa non é successo, decine e decine di messaggi meravigliosi.
Onestamente non so cosa ho fatto per meritare tutti i complimenti che sto ricevendo in conseguenza al bel articolo del Corriere.
In realtá la mia scelta é sempre stata per me cosí normale e spontanea che mi stupisco del clamore che puó suscitare. Amo i miei bimbi e la mia vita cosí come é, quindi come puoi vedere é molto semplice.
Non riesco purtroppo a scrivere molto perché é un momento speciale. Ma forse basta sapere che mi state regalando delle giornate molto emozionanti e che ho pianto molte volte, insieme a qualcuno di voi, leggendo tutti i messaggi. Sto raccontando ai bimbi quello che sta succedendo e sto giá pensando che il prossimo Natale sará una bella festa per loro.
Con Beppe Severgnini abbiamo visitato l´asilo e poi siamo andati a trovare Cheyenne che ha la varicella e quindi era rimasta a casa. L´abbiamo trovata nella sua baracca di legno costruita a palafitta, senza bagno né acqua, seduta sul vasino, tutta vergognosa. Cheyenne é bellissima, ha due anni ed una faccia da furbetta. Non parla mai, ma quando lo fa é per raccontare le botte che prende la sua giovane mamma dal babbo...... la vostra amicizia é preziosa per questi bambini che soffrono non tanto la fame, ma l´abbandono affettivo; la mancanza di educazione; la violenza quotidiana.
Il giorno dopo, con l´aiuto economico di Beppe S. , tra le altre cose, ho portato una cesta basica (cioé alimenti basilari, nutrienti e non deperibili) ed articoli di igiene, alla mamma di Cheyenne e la sua gioia é la ricompensa migliore a qualsiasi sforzo che possiamo fare.
Ho un asilo molto povero con 30 bambini carenti che ospitiamo gratuitamente per potergli dare quanto a casa non ricevono: cibo; una doccia; giochi; un ambiente pulito; ci prendiamo cura delle tante infezioni che hanno, per mancanza di igiene e di cura da parte dei genitori; ma soprattutto ricevono coccole; amore; abbracci e strapazzi affettuosi per come sono belli. E saranno ancora piú sani e belli con l´aiuto che riusciró ad organizzare con il tuo aiuto e di altri amici.
Ho anche una scuola materna con 45 bambini dai 2 ai 6 anni, ai quali cerchiamo di trasmettere l´amore per la cultura attraverso sinergie di attivitá ludiche, sportive, artistiche, affinché lo studio diventi una passione ed un diritto e non una cosa imposta. E´ l´unica speranza che hanno per un futuro migliore, ma noi cerchiamo di aiutarli a costruirla.
Se pensi ancora di volergli fare un regalo di Natale, ti mando i dati del nostro conto corrente.
Un grazie di cuore ed un forte abbraccio. Barbara Olivi ed i suoi pulcini.
Associazione "Il sorriso dei miei bimbi"
COOPERBANCA - Ag. A - REGGIO EMILIA -
c/c 16646 / 82
ABI 05024
CAB 12803

Posted by Valentina Ambrosini at 06:36 AM

Novembre 05, 2003

Cosa metto nel piatto a questi bambini?

Gli italiani nel mondo fanno tante cose. Cose buone e meno buone, utili e inutili, razionali e surreali. Accomunate, quasi sempre, da una caratteristica: sono cose sorprendenti. E' come se ci fosse, nel profondo del carattere nazionale, un deposito di eccentricità pronto a uscire. E quando avviene l'eruzione, è uno spettacolo. Può sembrare un esordio insolito, vista la storia che intendo raccontare.

Sto viaggiando in Brasile, e lunedì ho trascorso la mattina nella favela della Roçinha, la più grande tra le ottocento di Rio de Janeiro. Nulla di particolarmente esotico, né coraggioso. Le favelas sono ormai materiale letterario e cinematografico: andate a vedervi "Cidade de Deus", ambientato qui vicino. E gli stranieri costituiscono una polizza di assicurazione: i narcotrafficanti che le controllano sanno che, finché siamo in giro, la polizia non spara (be', non dovrebbe). Con queste certezze in testa ho chiesto a un taxista perplesso di portarmi da Ipanema fino all'imbocco della Roçinha, che passa per essere la più vasta favela del Sudamerica: un'immensa colata di casupole e baracche, che scende dalla montagna verso il mare, e ospita duecentomila persone. Avevo appuntamento con un numero di cellulare, perché con Barbara Olivi non avevo parlato. L'aveva chiamata Rocco Cotroneo, corrispondente del "Corriere" in Sudamerica, chiedendo se poteva dedicarmi una mattina. Barbara ha detto sì. E non l'ha detto come l'avrei detto io se fossi stato al suo posto: con sufficienza sospettosa. No: ha accettato con gioia. E questo, devo dire, ha cominciato a preoccuparmi. Barbara Olivi è un'energica bionda reggiana, e di mestiere faceva l'agente immobiliare a San Donato Milanese. Un giorno s'è stancata, ed è venuta in Brasile: fin qui, tutto regolare. Da queste parti gli stranieri cercano svolte, catarsi, rifugio, oblio, ripartenze. Il luogo è morbido e magico, e offre familiarità esotica (la lingua e i ricordi sono europei, le novità americane), insieme a "una gestione teutonica del piacere" (cito Cotroneo). Se questo Paese dovesse tassare le crisi esistenziali dei nuovi arrivati, risolverebbe il problema del debito estero. La cosa strana è accaduta più avanti. Barbara Olivi ha conosciuto la favela ed ha deciso di restarci. Ha imparato a scalare le strade invase dai rifiuti, dove i gatti fuggono davanti ai topi. Ha evitato di far domande sui narcogovernanti locali, e sui loro deliri a base di armi donne samba e cocaina. Ha preferito aiutare le giovani mamme con sette figli e nessun marito, e per farlo ha messo in piedi un asilo schiacciato contro la montagna. I suoi bambini hanno due sole ricchezze: la vita e l'Atlantico sullo sfondo. Ci arrampichiamo verso quella povera umanità perpendicolare dentro un fetore che Barbara ormai non sente più. Parla della violenza sulle donne, del "vicolo degli sconvolti", dove la droga si compra e si consuma sul posto, come la pizza. Racconta di ragazzi morti per overdose di trielina e mi presenta adolescenti che hanno negli occhi la data di scadenza. Parla senza disperazione: anzi, sorridendo. Matta? Non credo: serena, come tutti gli uomini e le donne che sanno di non cambiare il mondo, ma credono di poterlo migliorare. Magari pochissimo. Ma è meglio di niente. E' curioso: il territorio delle favelas, dove i cattolici battono in ritirata di fronte alle aggressive chiese evangeliche, riconquistato da un'immobiliarista nata a Reggio Emilia. Un tipo di cui la gente si fida, forse perché non è un ministro, non è una delegazione, non è un'organizzazione non governativa. E' solo un'italiana bionda con un cellulare vecchio modello e un indirizzo email (barbaraolivi@hotmail.com). Una donna che ogni giorno deve pensare, prima che allo stato del mondo o al futuro del Brasile: cosa metto nel piatto a questi bambini? Come li lavo, li vesto e cerco di fargli dimenticare quello che vedono in casa? Morale? Nessuna. Dico solo questo. E' possibile, considerata la bellezza di questo Paese, che "Deus é Brasileiro", come dice il titolo d'un altro film. E' probabile, pensando alla Roçinha, che il diavolo abbia la stessa nazionalità. Ma è sicuro che sul posto s'aggirano angeli italiani. Uno faceva l'agente immobiliare a San Donato Milanese, e non molla.
Corriere della Sera - 30 ottobre 2003
Quell'angelo italiano nei vicoli della favela. Beppe Severgnini


Vi sto scrivendo dalla mia favelina stranamente silenziosa

E’ un tranquillo lunedì sera e vi sto scrivendo dalla mia favelina stranamente silenziosa. Da quando giovedì 30 ottobre è apparso l'articolo sulla mia attività a Roçinha, ho avuto a che fare con quell´Italia che tutti vorrebbero conoscere. L´Italia che non ha dimenticato la povertà di una volta, ancora presente nei ricordi dei nostri genitori; l´Italia generosa e attenta verso le sofferenze dei bambini; un'Italia solidale che sa ancora commuoversi. Con i vostri messaggi mi avete addossato ancora più responsabilitá, quella di non deludervi. E ce la metterò tutta, perché adesso capisco che non rappresento solo me stessa e la realizzazione dei miei desideri; ma porto con me le gioie e i dolori; sogni repressi e frustazioni; la voglia di esserci di tante, tante persone che mi assomigliano. Non sono ancora in grado di rispondere a tutti coloro che mi hanno scritto, ma ogni parola che ho ricevuto mi si è stampata nel cuore che ho cercato di dilatare al massimo per accogliere e rispettare ogni essere umano che immagino dietro a ogni singolo messaggio. Risponderò personalmente a tutti, questa è la mia promessa.
Ma ancora più grande è l´impegno che rinnovo con questi bimbi che allietano la mia esistenza e soddisfano il mio amore. E aspettano che una «tia» bionda o verde, aliena che sia, li prenda in braccio per dargli quella carezza che non hanno mai ricevuto; o li accolga in un asilo che per povero che sia è per me l'asilo più bello del mondo. Amo l´Italia e la mia incredibile famiglia; ma amo questo Brasile tormentato e la mia vita in favela, dove vedo sorgere ogni giorno, da una vita fatta di violenza e di mancanze, il sorriso dei miei/nostri bellissimi bambini. Come vorrei che li conosceste anche voi! Me ne prenderò cura ancora di più, se possibile, e vi scriverò le loro storie, così come voi mi avete scritto le vostre. Mi avete fatto pensare ancora di più alla fortuna incredibile che ho di essere qua; di essere viva; di essere felice; di essere appassionata per quello che faccio, giorno dopo giorno: se solo avessi giornate di 48 ore quante altre cose potrei fare.
Come il nostro bellissimo Cristo che domina Rio dall´alto del Corcovado, anch´io vi accolgo a braccia aperte e vi mando il canto di allegria che questa meravigliosa avventura chiamata vita risveglia in me in ogni momento.

Barbara Olivi, barbaraolivi@hotmail.com

Posted by Valentina Ambrosini at 11:33 PM