Luglio 10, 2006

Uno strano morso ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo

Copertina_Uno_strano_morso.jpg
“Uno strano morso ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo”: questo il titolo del romanzo d’esordio di Massimo Roscia. Il volume, edito da Edizioni della Meridiana di Firenze è distribuito dal 20 luglio in tutte le librerie d’Italia e si è aggiudicato il terzo premio del Concorso letterario internazionale Mario Soldati.


Quarantatre anni, venditore di manuali della fortuna, cinico, dissacrante, pigro, abitudinario, accanito fumatore, umorale, ansioso, a tratti nevrotico, esempio vivente di assoluta diseducazione alimentare. La sua esistenza sarà completamente stravolta quando conoscerà Franco Brenda, un grigio ed anonimo travet ministeriale. Dopo improbabili apparizioni di maialini al forno e cosciotti di agnello vivi, incontri fortuiti, indagini e pedinamenti degni del migliore investigatore privato, equivoci, sorprese e pranzi pantagruelici, scoprirà una nuova terapia, la fagoterapia o terapia del cibo, una cura rivoluzionaria, basata sul consumo equilibrato e consapevole di cibo e bevande, capace di giovare non soltanto al corpo, ma anche alla mente.

Vinta la diffidenza iniziale, il protagonista si avvicinerà ai fornelli, inizierà a leggere ricettari e guide gastronomiche, si innamorerà della cucina, apprezzerà finalmente il gusto ed i sapori, scoprirà come la passione per il cibo possa trasformarsi in ossessione. Un esilarante percorso a zigzag tra pietanze, fornelli, ricette, antichi manoscritti di gastronomia e, parallelamente, un’escursione tra ansie, nevrosi ed altri disturbi della psiche. Un viaggio tragicomico in un mondo in cui il cibo diventa centro di tutto.


L’Autore
Massimo Roscia ha trentasei anni e vive con la moglie Alessandra nella campagna frusinate. “Uno strano morso ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo” è il suo romanzo d’esordio.

La Casa Editrice
Edizioni della Meridiana
Via di Scandicci 43a/1
50143 Firenze
tel. 055.7131812 - fax 055/7193550 - email: redazione@edmeridiana.com

La Collana
Tutt’altro - narrativa

ISBN: 88-6007-041-4
Prezzo: € 12,00

Posted by Valentina Ambrosini at 06:21 PM

Ottobre 24, 2005

L'amore goloso


Un libro, anzi due, per sedurre e gustare insieme i più prelibati piaceri della vita. Due manuali di cucina e di alchimia amorosa, che mescolano al meglio i due più grandi bisogni primari: cibo ed eros.
Il volume è a due facce: una destinata a lei (per sedurre lui), l'altra destinata a lui (per sedurre lei). Ma non tutti i lui e le lei sono uguali, perciò sono state individuate diverse tipologie. Per le lei: l'Etnica, la Sportiva, la Pseudo, la Materna, la Competente. Per i lui: il Coatto, il Bello e Dannato, l'Intellettuale di Sinistra, il Mammone, il Principe Azzurro. Sedurre è un'arte e le affinità elettive ero-gastronomiche raccontate dall'Autrice emergono dall'avventura e dal piacere intellettuale e fisico di ideare un menu, scegliere gli ospiti e saperli incantare.
Un libro di ricette d’amore e di cucina, rivoluzionario, beffardo, divertente, ironico, irriverente.
In 34 menu personalizzati, questo libro vi guida attraverso percorsi culinari e attraversamenti dal mondo femminile e maschile.

Roberta Schira
L`AMORE GOLOSO
Ponte alle Grazie

"Due parole sulla seduzione, dando per scontato che non se ne può più di questo termine abusato e inflazionato. I seduttori, se lo sono veramente, manifestano questo modo di essere non solo con la preda selezionata ma sempre e ovunque, con la vecchietta ottantenne, con il cucciolo dei vicini o con un neonato. Loro sono così. I seduttori si riconoscono a pelle, annusandosi e sfiorandosi come i tossici nelle stazioni o i cleptomani al supermercato. Sedurre è un'arte che non ha niente a che vedere con l'aspetto fisico o con l'età. È un modo di essere, un gioco, un incantesimo che lascia sempre a bocca aperta.
Il cibo è il mio secondo grande amore. IL piacere intellettuale e fisico di ideare un menu e individuare gli ospiti, che si concretizza nella manipolazione delle materie, è per me straordinario. li tutto, nel luogo sacro e fumoso della cucina, territorio femminile dove cucinare diventa atto alchemico."

"Torta di cipolle tiepida" tratta dalle ricette per conquistare “La Pseudo”.

Sapete cosa penso riguardo ai cibi afrodisiaci: non esistono. Ma io adoro questo piatto e cosa c’è che ti predispone di più alle effusioni che una commovente, lacrimevole torta di cipolle? Si presenta in due versioni: più veloce e più tradizionale.
Quella tradizionale è di una vecchia nonna del savonese, ed è assolutamente da provare. Naturalmente si può realizzare con la pasta sfoglia. Ma io preferisco questa pasta, che va benissimo anche per la mitica torta Pasqualina.
Preparate un impasto con 400 farina, 2 cucchiai d’olio e acqua quanta serve per ottenere una pasta soda. Lavoratela per 10’ e poi tagliatela in tanti pezzi quanti sono le sfoglie che volete usare (almeno 10, altrimenti non cimentatevi neppure!); avvolgetele in una salvietta e lasciatele riposare.
Tagliate a fette 1 kg di cipolle bianche e fatele rosolare in 80 g di burro, con 30 g di funghi secchi ammollati e tritati.
Cuocete per almeno 30’. Intanto, in una terrina, stemperare 2 cucchiai di farina in 1 bicchiere di panna, mescolare ed unire 500 g di ricotta freschissima (se siete a Genova, comprate la prescinseua).
Ritirate le cipolle dal fuoco e unite 100 g di Parmigiano grattugiato e regolate di sale e pepe. Stendete 10 sfoglie con il matterello oppure con la macchina per tirare la sfoglia.
Mettetene 7 una sopra l’altra, spennellandole di olio.
Versate le cipolle e il formaggio e finite con le altre 3 sfoglie, anche loro pennellate. Arrotolare verso l’interno i bordi eccedenti, formando un cordone di cornice alla torta.
Cuocere in forno a 180° per circa 40’. Da mangiare rigorosamente con le mani ed in silenzio.

Posted by Valentina Ambrosini at 11:53 PM

Novembre 01, 2004

Metti i Beatles nella zuppa!

Ippolita Douglas Scotti, piacentina di Vigoleno, insieme all'illustratore Andrea Rauch, ha allestito una raccolta di ricette nel bel libro Metti i Beatles nella zuppa! (edizioni La Biblioteca; pp. 156, 28.50 euro). Si tratta di un volume gastronomico, meravigliosamente illustrato secondo lo stile policromo e pop del famigerato «sottomarino giallo».
In almeno una trentina di brani i Beatles hanno citato cibi e pietanze e questo non è sfuggito all'orecchio appassionato dell'autrice che, proprio da quelle citazioni, è partita per dare un senso al suo fantasioso disegno culinario. Pere, pecorino e miele per cominciare, ascoltando A taste of honey, oppure un po' di mostarda piccante mentre sul piatto gira Mean Mr. Mustard . E per ascoltare Back in the USSR ideale un antipasto a base d'insalata russa e buon vino bianco. Hey Jude naturalmente, si abbina ai carciofi alla giudia. Alla signora Ippolita Douglas Scotti l'idea di questo ricettario è venuta per caso: una mattina qualsiasi, quando ha intravisto uno scarafaggio nella ciotola del suo cane. Il primo pensiero: There's a beatle in my soup! ossia, c'è uno scarafaggio nella mia zuppa.

Da lì parte la ricerca dei sapori, in particolare nel «pentolone» creativo di Paul McCartney. Poco importa se tocca a George Harrison citare una lista di torte in Savoy truffle o se Glass onion fa venire in mente all'autrice un piatto di «cipolline glassate».
Come ben capite gli abbinamenti sono di pura invenzione, qualche volta legittimati solo da un'assonanza. Prendiamo Eleanor Rigby : la donna che raccoglie il riso sul pavimento di una chiesa dove si è appena celebrato un matrimonio, suggerisce alla Douglas Scotti un «Riso solitario», con cipolla carota e sedano. Il gioco è divertente al di là di quelli che sono i risultati gastronomici da inseguire, ascoltando le canzoni ad hoc. Il libro si lascia gustare anche e soprattutto per le illustrazioni colorate e sognanti, persino psichedeliche nei rimandi al progetto visivo di Yellow submarine . I Beatles, John, Paul, George e Ringo, riaffiorano nella memoria di Andrea Rauch e nostra come li aveva ideati l'illustratore tedesco Heinz Edelmann, con abiti coloratissimi, pantaloni a campana e cravattoni colorati. Il viaggio grafico attraversa d'un fiato gli anni Sessanta: è prima di tutto un percorso sentimentale e serve a rileggere l'universo colorato della pop art.

Posted by Valentina Ambrosini at 11:17 PM

Agosto 04, 2004

La gallina bollita e farcita di Cambio Vita


Prepari la farcitura con del prosciutto crudo, il fegato della gallina, della mollica di pane, tre uova, dello scalogno, aglio e prezzemolo.
Con questo riempi la gallina. Poi pela delle carote, delle rape e delle cipolle e aggiungi qualche chiodo di garofano.
Immergi la gallina nell’acqua bollente con del petto di vitello e un bell’osso. Togli la schiuma, aggiungi le verdure e un gambo di sedano. Quindi lascia cuocere per due ore e mezza.

La vita è preziosa, non bisogna sciuparla. Si ha bisogno di amore come le verdure hanno bisogno di acqua. Per riconoscere quella buona (di donna) non chiederle di calzare una scarpetta di vetro, ma di muovere le orecchie. Le orecchie rigide fanno le donne frigide.

Si cambia la propria vita con un colpo di testa o dopo lunga riflessione. Molti sono coloro che accarezzano questo sogno. Pochi osano varcare la soglia. A qualsiasi età della vita, ogni essere umano ha il diritto di rilanciare i dadi.
Perché non tu?

Tratto da Cambio Vita di Lorraine Fouchet. Garzanti editore

Posted by Valentina Ambrosini at 02:13 PM

Luglio 13, 2004

Le torte di Pompeo: il lato dolce di Tangentopoli

La ricetta Foresta Nera è dedicata al dottor Antonio Di Pietro: «senza rancore», e anche agli amici dei tempi duri: «non dimentico delle frittelle di mele cucinate in cella». Quella della Torta di pere e frangipane viene ribattezzata La sublime in onore dell'amico Silvano Larini che così la definì al primo assaggio. Libro curioso quello di Pompeo Locatelli, I dolci e gli amari di Pompeo (Baldini Castoldi Dalai, 364 pp., 17,60 ) oggi sessantaquattrenne: trent'anni da consulente d'affari scanditi da quindici ricette di dolci.

Gli anni dell'infanzia trascorsa nella pasticceria paterna in via Piero della Francesca, le prime pratiche da dottore commercialista a fine anni Sessanta, il decollo e la scalata dei due decenni successivi, il coinvolgimento in Tangentopoli. Locatelli si racconta con scrittura naive e prolissa caratterizzata da una dose massiccia di fierezza da «esponente della classe dirigente», e non importa se ci sarà qualcuno che lo accuserà di presunzione e di egocentrismo («Non escludo che possa avere ragione») - in un vortice di operazioni finanziarie, di incontri con imprenditori, politici, faccendieri vari, di riflessioni.
L'avvocato Corso Bovio firma la prefazione del libro (i cui incassi saranno devoluti in beneficenza) definendolo un «manuale di vita e di saggezza professionale» e consigliandone la lettura ai praticanti commercialisti. Ma più che il racconto, irresistibili sono le annotazioni alle ricette. Ecco la Brisée con crema di cioccolato Vittoria dedicata al «Cavaliere e all'Ingegnere irriducibili protagonisti della nostra più recente storia patria», la Frolla con crema al limone tutta per Marina di Savoia con la quale si sfida in cucina «ogni estate, in quel di Cavallo». La Crostata con marmellata di fragole è eletta da Locatelli a simbolo di «com'è arduo non finire con le dita nella marmellata» mentre è la Meringata a dare corpo ai suoi «sogni imprenditoriali e gli anni dell'euforia e della sbronza: quando la panna, forse troppo disinvoltamente montata, m'è schizzata in faccia».

Gloria Pozzi - Corriere della Sera

Posted by Valentina Ambrosini at 06:39 AM

Ottobre 06, 2003

La cucina, il fondo, il bosco, le rive della Marteniga.

“Perché insisto ostinatamente con mia madre, quasi facendole violenza, nel ricordarle i dolori della sua vita? Forse per riscattarmi del passato. . . .
Ero uscita dalla guerra finalmente capace di formulare pensieri e giudizi miei, con conoscenze mai possedute, con incrollabile fiducia in me stessa, nella mia futura capacità di vivere e di comprendere il mondo.

Non capivo che la guerra per lei era stata un’altra cosa: la sua distruzione come donna. A mia madre non importava di chi fosse la colpa della perdita dei suoi figli, importava solo la tragica realtà che non esistessero più.
Adesso posso tentare un ricupero affettivo di quel tempo, farmi perdonare il momentaneo distacco dai suoi sentimenti di allora, e lei può meglio comprendere quel mio atteggiamento. Dopo quindici anni la vita ha avuto il sopravvento anche su di lei, altri fatti sono venuti a darmi ragione di quel che tentavo di spiegarle quando il suo cuore non poteva capire.
Questo ricordare il tempo m’appare, qualche volta, ancora una crudeltà che potrebbe rinnovarle sofferenze sopite. Ma vedo che lei mi segue, fin dove può, ascoltandomi volentieri, aggrappandosi ai ricordi nel tentativo di interpretare i fatti della sua vita e di quella, brevissima, dei figli.
La sua partecipazione credo sia influenzata anche dal luogo dove si susseguono i nostri colloqui: la cucina, il fondo, il bosco, le rive della Marteniga, ambienti ai quali mi sento quasi incorporata come parte dell’insieme e quindi anche delle fatiche, del sudore, degli antichi progetti suoi.
. . .
Se fosse stata ancora in vita, molti anni più tardi, le sarebbe certamente piaciuto il mio nuovo mestiere che m’ha spinta ad ogni curiosità del mondo e delle cose.”

Tratto da “La casa sulla Marteniga” di Tina Merlin.

Posted by Valentina Ambrosini at 10:16 PM

Gennaio 09, 2003

I piaceri della vita

Corriere della Sera - 8 gennaio 2003, pagina 34

Una pagina intera, in bianco e nero, con il titolo "Si può avere di più".
Mi fermo a leggerla, perchè i caratteri usati, le interlinee e l'esposizione mi fanno pensare si tratti di un appello ai cittadini per qualche motivo importante.

Scopro invece che si tratta della promozione di un nuovo mensile che si chiama "I piaceri della vita" e il testo che leggo non è l'appello alla cittadinanza per aderire a qualche forma di associativismo perbenista, ma la presentazione dei contenuti della rivista.

Riporto testualmente quanto pubblicato sul Corriere della Sera.
Il carattere maiuscolo è voluto, perchè così appare sul quotidiano.

C'E' SEMPRE UN VINO MIGLIORE,
UN RISTORANTE CHE
VI FA MANGIARE MEGLIO,
UN ALBERGO PIU' ACCOGLIENTE,
UN CENTRO FITNESS
CHE MIGLIORI LA QUALITA' DELLA VITA,
UN'AGENZIA DI VIAGGI CHE PREPARA
CON CURA I VOSTRI SPOSTAMENTI.
QUELLO DI TROVARLI E' UNA
DELLE MISSIONI PIU' NOBILI DELL'UOMO.
I PIACERI DELLA VITA NASCE
PER AIUTARVI IN QUESTA RICERCA.
VIAGGIARE, ASCOLTARE, MUOVERSI.
TUTTI QUESTI PIACERI
VENGONO ESPLORATI NELLE VARIE
SEZIONI DELLA RIVISTA
CON RIGORE SCENTIFICO
E CON INESAUSTA CURIOSITA'


Presto vi darò il mio parere sulla rivista :-)

Posted by Valentina Ambrosini at 10:39 AM

Dicembre 04, 2002

La cucina: tempio ufficiale dell'edonismo postmoderno

La cucina come la cambusa di una nave corsara. Sguatteri, lavapiatti e aiuto cuochi come efferati bucanieri.

Parola di un artista del cibo che ha conquistato New York. Con un passato maledetto e un futuro da scrittore.

Si tratta di Anthony Bourdain, chef e scrittore di New York autore di Kitchen confidential. Avventure gastronomiche a New York (Feltrinelli Traveller editore). In libreria dal 29 novembre 2002.

Un inno al cibo, la dichiarazione che non serve a nutrirsi ma a dare piacere. Perchè il corpo non è un sacrario, ma un parco giochi. E qualche volta puoi provare i brividi di un piatto degno di ottovolante :-)

Posted by Valentina Ambrosini at 03:50 PM