Agosto 29, 2007

San Pantaleo (VINCI), 9 settembre 2007 - percorso enoteatrale

In occasione della riapertura straordinaria della millenaria Chiesa di San Pantaleone in San Pantaleo di Vinci, domenica 9 settembre 2007 si svolgerà il percorso enoteatrale LA VIA DI CATERINA.

L’iniziativa è inserita nel progetto di riscoperta e valorizzazione del paesaggio materno di Leonardo Da Vinci “Caterina e San Pantaleo”.

La via di Caterina è un cammino teatralizzato nel verde, tra realtà e immaginario, attraverso gli uliveti e le vigne, le viti maritate e i salici purpurei del Labirinto di Leonardo, le case rurali e i mulini, le tracce di passato su antiche strade vicinali e i contastorie, con tappe enogastronomiche a base di prodotti tipici – su tutti, vino e olio del Montalbano, gustosa vetrina di ciò che di meglio offre la produzione agricola del territorio - assaggiati direttamente in podere e sotto al secolare castagno di San Pantaleo.


San Pantaleo è passato alla storia per la presenza di una contadina di nome Caterina, madre di Leonardo Da Vinci, che visse per oltre un trentennio nella parrocchia, precisamente nella località Campo Zeppi, accasata ad Antonio l’Accattabrighe. La storia di questa donna, di cui si ignorano le origini, è uno dei misteri più grandi della vita di Leonardo. Le ultime ricerche scientifiche sulle impronte di Leonardo, promosse da Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo Da Vinci, evidenziano dei caratteri tipici delle popolazioni orientali, che potrebbero essere stati ereditati dalla madre e che farebbero addirittura propendere per la tesi, molto suggestiva, che fosse una “schiava” condotta in Europa. Caterina, come hanno evidenziato illustri studiosi, viene citata negli scritti dal figlio almeno quattro volte: rimasta vedova, raggiungeva Lionardo a Milano, dove peraltro moriva e veniva sepolta.

I partecipanti alla camminata dolce dal borgo di Vinci alla Chiesa di San Pantaleo - percorso semplice, adatto a tutti, grandi e piccini – saranno accompagnati dagli attori della Compagnia teatrale Porte Girevoli alla scoperta della ricca campagna in cui visse Leonardo fanciullo: la partenza è fissata per le ore 16.00 in Piazza Leonardo a Vinci.

All’apice del percorso, dalle ore 17.00 presso la Chiesa di San Pantaleo, l’importante conferenza di presentazione del progetto di promozione culturale SAN PANTALEO E CATERINA, introdotto da Nicola Baronti e arricchito dalla presenza degli studiosi Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo Da Vinci, e il professor Carlo Pedretti, uno dei massimi esperti di Leonardo Da Vinci a livello internazionale. Dedicato a Caterina e alla maternità anche il concerto che vi si terrà. Ritorno a Vinci in navetta.

Nel settembre del 1451 Lisabetta era a Vinci da pochi mesi; nessuno si avvicinava alla sua baracca, nessuno le regalava una parola…la strega, la chiamavano...

Lisabetta la strega e gli altri personaggi accompagneranno i bencamminatori attraverso i luoghi e l’immaginario leonardeschi sulla Via di Caterina, antica strada vicinale, riattivata per valorizzare la ricerca e la sorpresa che presagiscono il cambiamento dei punti di vista. Un bricolage intertestuale la trama di questo percorso, il cui collante è la narrazione itinerante teatralizzata.

Per contrastare un tempo implacabile che tenta di cancellare le tracce della memoria, occorre prestare attenzione al territorio: itinerari storici scomparsi e soggetti smarriti, vaghe e tipiche colture, antichi saperi e gusti buoni, manualità e racconti orali del Montalbano riappaiono a settembre, in un connubio di tradizione e innovazione che è frutto della partecipazione di un’intera comunità, impegnata nella promozione di un nuovo umanesimo dell’essere e dell’abitare.

Raro cade chi ben cammina
Leonardo Da Vinci

Info e prenotazioni percorso:
Associazione culturale TerraFelix – tel. 0571.56029 – info@terrafelix.org www.associazioneculturaleterrafelix.blogspot.com

Posted by Valentina Ambrosini at 10:04 PM

Aprile 27, 2007

Passiti d'Italia - nuova guida di Cucina & Vini

Nuova guida di Cucina & Vini in corso di realizzazione dedicata ai vini prodotti con uve appassite o surmaturate in pianta.

Si tratta di una tipologia di vini specifica del nostro Paese il cui nome è protetto nell’Unione Europea, un mondo ampio e articolato che coinvolge l’Italia intera dalle Alpi a Pantelleria in una tavolozza di prodotti sia secchi che dolci.

Nella tipologia “passiti” rientrano tutti quei vini dolci che siamo abituati a catalogare in questo modo da molti anni, ma anche i vini secchi che si basano sempre sull’appassimento delle uve prima del processo di vinificazione. In particolare ci riferiamo all’Amarone della Valpolicella e allo Sforzato della Valtellina, due rossi vanto della nostra terra quanto i vini dolci da uve appassite, vera tradizione e unicità tutta italiana. In un contesto così importante non sarà trascurata la nicchia dei cosiddetti vini da meditazione, pur non essendo questi ultimi frutto dello stesso metodo produttivo.

La guida rappresenta la naturale evoluzione di Bere dolce, l’unica guida italiana dedicata al mondo dei vini con residuo zuccherino, che alla vigilia della sua settima edizione prende una strada del tutto originale, totalmente in linea con la legislazione europea e mai percorsa nel panorama editoriale.

La sua pubblicazione è prevista per il mese di novembre di quest’anno dopo un periodo di assaggi e selezioni che comincerà a maggio per durare 5 mesi. La guida sarà curata da Francesco D’Agostino.


Cucina & Vini Editrice srl
Via di Tor Cervara, 280 - 00155- Roma
Tel 0622754767 - Fax 0622773876
email: info@cucinaevini.it

Posted by Valentina Ambrosini at 07:27 PM

Novembre 17, 2005

Espressioni di fede

espressioni di fede.jpg


“Ecco il nostro vero stato:
essere incapaci di sapere con certezza.
Ecco la certezza:
essere capaci di conoscere le cose un po’ più in alto.
Ecco l’uomo!”.


Osio Sotto (BG), Chiesa San Filippo Neri
19 novembre – 23 novembre 2005
Esposizione delle opere di don GianCarlo Giassi

Posted by Valentina Ambrosini at 11:11 PM

Febbraio 17, 2005

Teatro delle Ariette. Teatro da mangiare?

Da qualche anno la campagna e soprattutto il cibo stanno diventando protagonisti fissi sui nostri palcoscenici. Ne è una dimostrazione lo spettacolo Teatro da mangiare? messo in scena dal Teatro delle Ariette. Gli spettatori (mai più di una trentina) sono seduti a tavola; gli attori impastano, tagliano, cuociono, raccontano. Le trasformazioni del cibo, cui si assiste dal momento in cui Stefano comincia a impastare uova e farina sul tagliere di legno appoggiato sul tavolo, intonano un inno ai cambiamenti, profondi e no, avvenuti in ognuno di noi.

Il Teatro delle Ariette, associazione culturale che produce, studia, organizza e promuove teatro nasce nel 1996 ed ha portato il teatro nelle case, nei forni, negli ospedali, nelle scuole, per le strade, nelle piazze, persino nei campi e in mezzo alle campagne. Due dei suoi soci fondatori dal 1989 sono coltivatori diretti: Paola Berselli e Stefano Pasquini. Il nome dell'associazione deriva dal nome del podere dove ha sede: Le Ariette (Castello di Serravalle in provincia di Bologna).

Gli ultimi due spettacoli prodotti dal Teatro delle Ariette, Teatro da mangiare? e Teatro di terra, affrontano i temi autobiografici del rapporto dell'uomo con gli alimenti, con gli animali, con gli altri uomini e con la terra, ne accettano le contraddizioni, interrogano il passato e il futuro cercando nell'attimo presente una condivisione profonda tra attori e spettatori, cittadini e contadini, uomini, bestie, fiori, frutti e foglie.
In questi spettacoli, oltre ai pensieri e ai sentimenti, si maneggiano mattarelli, farina, acqua, coltelli e piatti, formaggi, carote, uova, galline, musica, suoni di attrezzi, si parla di amore, di gioia, di vita e di morte e intanto si mangia e si parla di 35 grammi di seme, di 14.000 carote, di un'azienda agricola grande come quattro campi da calcio, di produttività del frumento tenero e del suo prezzo sul mercato, del percorso del grano da chicco - seme a farina-pane. Questi spettacoli hanno girato l'Italia, sono stati in Germania e in Francia. Piccoli spettacoli per pochi spettatori alla volta, fatti e impastati di cose semplici, elementari, quelle cose semplici che sono la vita di tutti i giorni, come l'acqua, come il pane.


Le ricette di Teatro da mangiare?


Tagliatelle al pesto di noci, nocciole e rosmarino.
Per 6 persone. Per le tagliatelle: 600 g di farina (eventualmente semintegrale), 6 uova.
Per il pesto: 40 g di noci, 40 g di nocciole (o mandorle), sale integrale di Trapani, 1 spicchio di aglio pelato e tritato fine, 1 cucchiaio di rosmarino secco tritato leggermente, 70 g di olio extravergine di oliva, 30 g di Parmigiano Reggiano grattugiato, acqua di cottura della pasta.

Le mode gastronomiche ci hanno imposto via via negli anni petti d'anatra al balsamico, rucola come se piovesse, taglieri di formaggi. Quando nell'89 Paola e Stefano aprirono l'agriturismo delle Ariette, era il momento del pesto. Orgogliosamente autarchici, i due studiarono un pesto fattibile con i prodotti dell'orto e del frutteto. Per brevità, noci e nocciole si possono ridurre in polvere nel food processor; ma pestandole a mano nel mortaio si ottiene un risultato più piacevolmente oleoso. Il tutto si amalgama (manualmente o con il food processor) con un pizzico di sale, l'aglio tritato, il rosmarino secco. Paola avverte: non usate quello fresco, dà un retrogusto amaro sgradevole. Basta lasciar essiccare in casa il rosmarino per qualche giorno. A questo punto avete un amalgama piuttosto compatto; diluite con l'olio e il Parmigiano, otterrete una crema densa da allungare, giusto un attimo prima di servire, con 2-3 mestolini dell'acqua di cottura delle tagliatelle. Mentre Paola prepara il pesto, Stefano impasta. Setaccia leggermente il tritello assieme alla semola, ottenendo una farina semintegrale che dà alle tagliatelle una superficie ruvida, cui il pesto aderisce con più gusto. Tra parentesi, Stefano è uno dei pochi a conoscere la differenza (leggi progressiva raffinazione) tra crusca, tritello, semola e fior di farina - cose che succedono se in seguito a una crisi professional-esistenziale ti metti a coltivare il grano, e lo porti al mulino a macinare. Le proporzioni della pasta sono immutabili, per una come per cento persone: si calcolano 100 g di farina e 1 uovo a testa, e si moltiplica per il numero dei commensali. Niente acqua, dice Stefano. Il che presuppone olio di gomito. All'inizio l'uovo si attacca alla forchetta, e poi alle mani, finché a furia di impastare glutine e proteine si fondono in una massa elastica, morbida. Le tagliatelle si lavorano sul tagliere di legno, e non sul piano di marmo, per una questione di temperatura. Ad avere olio di gomito, e Stefano ce l'ha, si tira la pasta con il matterello in un rettangolo sottile, senza bisogno della macchina per tirare i fogli. Si arrotola la pasta, la si taglia con un coltellino affilato, e si scompigliano le tagliatelle, gesto che Stefano, compiaciuto della risoluzione inferta alla dicotomia iniziale di farina e uova, compie con somma soddisfazione. Le tagliatelle, cotte in acqua bollente salata in un batter d'occhio e condite con il pesto a crudo, si servono subito, e segnano il momento più bello dello spettacolo come della cena. Non c'è niente che impressioni gli invitati come pasta e pane fatti in casa. Errori da evitare: distrarsi durante la cottura (la pasta fresca ha tempi brevi) e non tenere da parte l'acqua di cottura necessaria per allungare il pesto.


Dove potrete vedere gli spettacoli:

Febbraio: dal 18 al 27 Festival Escena Oberta di Valencia, Spagna
Marzo: 11-12-13 Castiglioncello
4-5-6-18-19-20 Castello di Serravalle (BO)

www.teatrodelleariette.it

Le Ariette
via Rio Marzatore n°.2781
40050 Castello di Serravalle
Bologna Italia
telefono/fax +390516704373
e.mail info@teatrodelleariette.it

Posted by Valentina Ambrosini at 11:33 PM

Febbraio 08, 2005

Il Teatro del Sale

dalla nostra corrispondente da Firenze, Chiara Ronchetti.

A volte fortuna vuole che ci si ritrovi a lavorare con persone simpatiche nel senso letterale della parola, con persone cioè con cui si entra immediatamente in empatia.
E’ proprio grazie ad una di queste persone che oggi, 8 febbraio, ho scoperto il Teatro del Sale, un luogo di cui mi avevano già parlato in molti, qui a Firenze, come di uno spazio "speciale", uno spazio che valeva la pena visitare.
Oggi il senso di quella specialità mi è finalmente chiaro e vorrei fosse un po' chiaro anche a voi, dopo aver letto queste mie note.

Innanzitutto, per accedere a quello che viene chiamato per esteso "Circo-lo creativo d'intrattenimento culturale Sant'Ambrogio Teatro del Sale Cibreo città aperta", occorre sottoscrivere una tessera e accettare le strane clausole di uno statuto che parla di "ricerca della qualità della vita".
In effetti, dopo aver varcato un ampio ingresso, ci si trova dinanzi ad una sorta di antico emporio che propone la vendita di pochi alimenti essenziali: la pasta, l’olio, i vini toscani.
Superato l’emporio, un salotto con poltrone di pelle che invitano alla sosta e alla conversazione.
Superato il salotto, quasi inseguendo un profumo antico di cose familiari, appare un piccolo teatro elegante in cui dominano il rosso delle sedie e il legno del pavimento, del palco e del soffitto.
Sulla destra, su di un tavolo imponente, il profumo antico che stavo inseguendo.
Più oltre, una grande cucina luminosa separata da me solo da un vetro.
Verso stupita in un piatto elegante qualche cucchiaio di polenta alla cannella e della ricotta deliziosa e faccio per seguire il mio compagno d’avventura verso due sedie poste proprio davanti al palco.
Non appena seduti, una gran voce dietro di noi annuncia delle orecchiette al cavolfiore.
Seguiamo quasi ipnotizzati tutti gli altri commensali, compreso un famoso cantante rock italiano, per andare anche noi ad assaggiare.
Dietro il vetro della cucina scopro l'omone da cui proveniva la gran voce, i capelli e la barba bianchi, che ci propone anche un’omelette al formaggio.
Torniamo al posto con il piatto colmo. Le orecchiette sono ottime. L’omelette ancor di più.
La gran voce dell'omone tuoneggia ancora: "State snobbando il risotto al pomodoro fresco e questo è un grave errore!". Allora non possiamo far altro
che alzarci di nuovo, sempre insieme agli altri, promettendoci però con uno
sguardo che sarà l’ultima volta.
Terminato il pranzo, un cartoncino ci invita "a sparecchiare da noi".
Obbediamo contenti e abbandoniamo il teatro, non prima di aver assaggiato
ancora due piccoli rombi di cioccolato che incontriamo su di un tavolo
antico, accanto alle caraffe di thè e caffè, quasi sull’uscio del "circo-lo"
(sì, con il trattino!).

www.teatrodelsale.com

Posted by Valentina Ambrosini at 11:52 PM

Gennaio 10, 2005

L’ultimo Grisham in salsa bolognese

Politica, spionaggio e cucina: in America esce «The broker», un giallo ambientato in Italia.
L’ultimo giallo di John Grisham riserva due sorprese al lettore: non è ambientato negli studi legali e nelle aule dei tribunali come quasi tutti i suoi 17 gialli precedenti, ma nel mondo della politica e dello spionaggio; e a volte pare un pretesto, osserva il New York Times , per un panegirico della cucina e dell’arte italiane.

Grisham dichiara che la trasgressione è intenzionale: The broker (Il mediatore), pubblicato dalla Doubleday, gli è stato suggerito, spiega, dagli scandali della Cia, e la scelta di Bologna come centro d’azione è dovuta alla sua passione per l’Italia. «Adoro tutto ciò che è italiano» scrive Grisham in un’annotazione al libro. «Nel soggiorno in Italia per preparare il libro sono ingrassato di cinque chili». Forse per questo, uno degli ordini dato dalla Cia al protagonista di The broker è «non incominciare a ingrassare». Dalle prime recensioni americane, il diciottesimo giallo di Grisham è riuscito più come un diario culinario e artistico dell’Italia che come una spy story . Il New York Times intitola: «Un giallo servito coi tortellini nell’assolata Italia», e commenta che «l’autore era pronto a un idillio italiano e ne ha voluto rendere partecipe» il lettore. Il giornale rimprovera a Grisham «di distinguere come da stereotipo tra gli italiani felici, sensuali, ricchi di storia, e gli americani frettolosi, tesi e villani». Ma le pagine più belle, sostiene, riguardano l’italianizzazione del protagonista, Joel Backman, rinato come Marco Lazzeri, «che impara ad assaporare la bellezza e la gioia di vivere dell’Italia, a bere l’espresso e a mangiare il tramezzino di prosciutto e formaggio, a distinguere tra tortellini e tortelloni, a chiedere: dov’è suo marito ?». In realtà il libro è un avvincente anche se, per colpa delle divagazioni italiane, lento giallo spionistico.
La trama è brillante. Joel Backman, un lobbista condannato al carcere per corruzione, viene liberato dalla Cia e usato come esca. Backman aveva cercato di fornire a un servizio segreto straniero il software per seguire il più potente satellite spia del mondo. Liberandolo e dandogli una falsa identità a Bologna la Cia spera che i suoi ex clienti lo trovino e lo eliminino. Poiché la Cia segue Backman passo dopo passo, scoprirebbe chi sono, e coglierebbe due piccioni con una fava: si sbarazzerebbe di Backman, un ingombro, e neutralizzerebbe il nemico. Ma Backman si rende conto di essere uno specchietto per allodole. Riuscirà a sottrarsi agli assassini e a svelare chi si nasconde dietro il mistero del software, una grossa sorpresa.
Per Alan Dershowitz, il celebre giurista di Harvard, The broker non è solo un ritratto italiano e un giallo ma è anche la storia di una redenzione: «Il protagonista è un antieroe che ritrova se stesso».
Dershowitz rinfaccia però a Grisham un errore: il presidente che, dopo la sconfitta elettorale, ordina all’improvviso alla Cia di liberare Backman ricorda Bush. «È un uomo che non legge nulla» scrive l’autore. «Non giornali e non libri, non rapporti e non testi di legge, non trattati. Un uomo che non riesce a leggere i propri discorsi». Bush è stato rieletto, rileva Dershowitz, e sta riformando la Cia.


Posted by Valentina Ambrosini at 11:06 PM

Dicembre 15, 2004

Fagioli e champagne per un gourmet chiamato Hitchcock

Cinema e cibo, accoppiata vincente. Se sono già in libreria volumi coi piatti preferiti di Don Camillo e le ricette sudiste di Rossella O’Hara di Via col vento , ecco tre volumi per le tavolate natalizie cinefile. Ricette da fiaba di Ira L. Meyer (Disney Libri, pagine 240, 18) sono 101 ricette di un grande chef, uno dei più famosi d’America, ispirate ai film cult di casa Disney, a cura di Marcello Garofalo che introduce la materia, dai piatti indiani di Pocahontas alla tempura della Sirenetta. A tavola con Fellini (Idea Libri, pagine 144, 18), scritto dalla sorella Maddalena, recentemente scomparsa, è un album di ricordi e ricette romagnole, parte dell’amarcord del maestro, che a tavola amava assaggiare un po’ tutto, senza esagerare.

E ricordate Hitchcock, il re del thriller? Era un maniaco del cibo: «L’uomo non ha bisogno solo di delitti ma anche di pasti abbondanti». Figlio di un padre droghiere, amava la tavola come i film, spesso li mescolava: per cinquant’anni si fece spedire a Hollywood le sogliole di Dover, il sidro da Saint Moritz, il soufflé d’aragosta da Parigi, contrattava i cuochi nei contratti. Salvatore Gelsi, di Ciak , cine sociologo esperto del ramo, offre A tavola con Hitchcock . Film e ricette di un grande gourmet (edizioni Tre Lune, pagine 144, 14) divertimento intelligente sull’autore gourmet col problema di dimagrire 50 chili per volta, avendo superato i 130: in Prigionieri dell’oceano si mostra in foto prima e dopo la dieta. L’analisi comparata di film e ricette - usate e suggerite - aiuta a calcolare il peso specifico del cibo nei suoi intrighi e spiega che la paura magari è legata alla carne fredda. Nella «cibografia» calcoliamo i piatti più gettonati nei suoi capolavori: vincono bistecche, champagne, whisky, cioccolato e brandy. Con le dovute eccezioni: Stewart e Doris Day mangiano con le mani a Marrakech, Cary Grant porta a Joan Fontaine un luminoso bicchiere di latte forse avvelenato in Sospetto , Janet Leigh si fa l’ultima cena con un sandwich in Psycho . Patologia: in Frenzy il cibo fu vera ossessione, memorabile la cenetta a casa dell’ispettore. Del resto il grande Hitch aveva confidato a Truffaut che gli sarebbe piaciuto fare un intero film sul cibo, dalla nascita alla morte come rifiuto. Nei suoi film si mangia molto in treno, si recapitano cene chic a chi guarda dalla Finestra sul cortile , si beve champagne in Notorius e un esame dello stomaco della vittima mette in forse l’alibi di Io confesso . Ma odiava le uova, sir Alfred: in Caccia al ladro , la mamma di Grace Kelly spegne nel tuorlo una sigaretta. Ma come si mangiava in casa Hitchcock? Lo ricorda Alida Valli che recitò nel Caso Paradine : «Cucinava lui stesso il roast beef e il pudding, ma ci usava anche da pazienti assaggiatori di invenzioni immangiabili, spaghetti scotti annegati nella tomato sauce, fagioli messicani, piatti esotici». Ma guai a rifiutare o a lasciare nel piatto: i menù erano scritti su fogli a forma di bara.


Fonte: Corriere della Sera

Posted by Valentina Ambrosini at 09:00 PM

Ottobre 03, 2004

Franciacorta in bianco

Dall’8 al 10 ottobre 2004 Castegnato (Bs) diventa la capitale del formaggio.

Franciacorta in Bianco è nata con l’obiettivo di sostenere e riscoprire i prodotti lattiero-caseari di nicchia e di grande qualità, diffondendone l’importanza e la ricchezza delle proprietà organolettiche e nutrizionali e sensibilizzando un pubblico sempre più vasto di appassionati che ogni anno non manca di visitare la rassegna, contribuendo in tal modo alla tutela e alla crescita del patrimonio caseario nazionale.

Tra i prodotti in esposizione, tra le altre novità, si potranno trovare anche due rarità della produzione casearia: la Spressa di Roncone con il suo aroma alla nocciola e lo storico Piacentinu Ennese le cui origini risalgono all’859, entrambi prodotti in attesa del riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta.

L’edizione 2004 di Franciacorta in Bianco si rivolgerà non solo a produttori ed esperti, ma anche a tutti coloro che fanno un uso quotidiano di prodotti caseari.
Quest’anno, infatti, tra gli obiettivi della manifestazione (sostenere e riscoprire i prodotti lattiero-caseari di nicchia e di grande qualità diffondendone l’importanza e la ricchezza delle proprietà nutrizionali) si inserisce anche quello di sensibilizzare il pubblico di consumatori creando momenti di “incontro” con i prodotti caseari e di “conoscenza” delle loro proprietà organolettiche.

In particolare per i bambini sono state programmate (nella mattinata di sabato 9 ottobre) lezioni didattiche (Le ore del formaggio) e visite in alcune cascine della zona a cura di esperti del settore caseario, che condurranno i piccoli visitatori attraverso tutte le fasi della lavorazione e della trasformazione del latte, materia prima di cui impareranno a conoscere l’origine e l’utilizzo.

Per tutti i visitatori, saranno numerosi gli appuntamenti e gli eventi collaterali.
Nella zona attrezzata all’interno dell’area espositiva si svolgeranno degustazioni didattiche e sensoriali presentate dalle delegazioni bresciane dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi e dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vini. Formaggi e vini saranno presentati anche in abbinamento ad altri prodotti del territorio bresciano quali il vino della Franciacorta, l’olio del Sebino, le marmellate e i salumi locali, con lezioni tenute dai produttori presenti alla rassegna.

PROGRAMMA CONVEGNI ED EVENTI

VENERDÌ 8 OTTOBRE

Ore 18.30: Inaugurazione della rassegna
Giuseppe Orizio, sindaco del Comune di Castegnato
Claudio Andreoli, assessore alle Attività Produttive del Comune di Castegnato
Alberto Cavalli, presidente della Provincia di Brescia
Mariastella Gelmini, assessore all’Agricoltura della Provincia di Brescia
Riccardo Minini, assessore al Turismo della Provincia di Brescia
Mario Scotti, assessore Commercio, Fiere e Mercati della Regione Lombardia
Viviana Beccalossi, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia

Apertura degli spazi espositivi dalle ore 20.00 alle ore 23.00

ore 20.30: Spettacolo: Di humana formaggiata. Ovvero piccole divagazioni storiche e non sul formaggio
Regia di Tonino Bianchi con la partecipazione di Piero Barchi e del maestro Claudio Severgnini

ore 21.30: Buffet su invito


SABATO 9 OTTOBRE

Apertura degli spazi espositivi dalle ore 10.00 alle ore 22.00

Ore 10.00 Convegno: I prodotti lattiero caseari: rintracciabilità, qualità e sicurezza alimentare
Intervengono:
Mariastella Gelmini, Assessore all’Agricoltura della Provincia di Brescia
Francesco Ferrari, Federazione Provinciale Coltivatori Diretti
Fausto Cavalli, Associazione Provinciale Allevatori di Brescia
Paolo Daminelli e Guido Finazzi, dipartimento alimenti e sicurezza alimentare dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia
Paolo Machiavelli, Centrale del Latte di Brescia
Gigi Prestini e Giuseppe Ziliani, Caseificio Gervasina di S.Gervasio (BS)
Walter Castelberg, Ufficio per l’Economia ed il Turismo dei Grigioni
Giulio Battisti, Unione Provinciale Consumatori

Modera:

Ezio Lodetti, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia


Ore 15.00 Convegno: Dalla riconquista delle proprie malghe al marchio di tutela
Franco Nicoli Cristiani, assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Lombardia
Laura Zanetti, presidente Libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai
Pietro Nervi, docente di Economia Politica Montana e Forestale della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Trento
Oswald Tonner, malghese di Malga Montalon (Lagorai TN) e docente presso la Scuola di Agricoltura di Ora (BZ)

a seguire degustazione dei formaggi d’Alpe dei Logorai

Ore 17.00 Convegno: Latte crudo a colazione
Francesca Granata, tecnologo alimentare
Paolo Baronchelli, Azienda Agricola Baronchelli
a seguire degustazione comparata latte crudo e latte pastorizzato

Ore 18.30 Convegno: Squacquerone … una novità antica
Gianni Romani, tecnologo alimentare
Donato Miccolis, consulente marketing e vendite
a seguire degustazione dello Squacquerone
del Caseificio Comellini di Castel San Pietro Terme (BO)

Ore 21.00 Emozioni in tavola, musiche e parole con
Andrea Cassarà, medaglia d’oro e di bronzo alle Olimpiadi di Atene
Elisabetta Staffieri, esperta nutrizionista
Igino Massari, maestro pasticcere
Cinzia Dall’Aera, assessore all’Agricoltura della Provincia Regionale di Enna
Charlie Cinelli, cantautore dialettale
conducono le gemelle Laura e Silvia Squizzato


DOMENICA 10 OTTOBRE

Apertura degli spazi espositivi dalle ore 10.00 alle ore 20.00

Ore 10.00 Convegno: Un progetto a sostegno dei piccoli caseifici a latte crudo
attuato in tre Comunità Montane
Giulio Loglio, assessore all’Ecologia del Comune di Casazza (BG)
Claudio Cagioni, direttore dell’Associazione Provinciale Allevatori di Bergamo
Angelo Casali, titolare di un caseificio posto in zona montana
a seguire degustazione di formaggi del Monte Bronzone

Ore 11.30 Premiazione del Settimo Concorso Nazionale di Assaggio del Formaggio,
in collaborazione con l’O.N.A.F.

Ore 18.00 Convegno: Mieli e mostarde: cosa ne pensano i crü caseari
Intervengono:
Germano Morina, ristoratore - L’Ostu dij Baloss di Saluzzo (CN)
Giorgio Audifreddi, produttore di formaggi caprini di Cuneo
Ilaria Casadei, Camera di Commercio di Cremona
Modera:
Stefano Mariotti, giornalista
a seguire degustazione comparata

Per informazioni, è possibile contattare la Segreteria Organizzativa (tel. 0302146835/837 – email ragioneria@comunecastegnato.org).

Posted by Valentina Ambrosini at 10:45 AM

Settembre 29, 2004

Fiera del Riso a Isola della Scala (VR)

Dal 13 settembre al 3 ottobre 2004 ad Isola di Scala si tiene la famosissima Fiera del Riso, dove è possibile, tra l’altro, assaporare un favoloso ed unico risotto all’Isolana.

Il Risotto all’Isolana altro non è che il piatto con il quale si festeggiavano le grandi occasioni di carattere pubblico e privato. Era sempre il capo famiglia che lo cucinava con i criteri e le attenzioni tramandate di generazione in generazione. La ricetta tradizionale è stata poi rielaborata e dopo anni di scontri a colpi di cucchiaio, nel 1985 è stata riconosciuta, con atto ufficiale, l’unica autentica ricetta.

La Fiera del Riso, nasce nel 1966 dalla "garzega", tradizione contadina che festeggiava l'annuale fine raccolto, per diventare ai tempi nostri una rassegna gastronomica che in una ventina di giorni, in uno spazio di 5000 mq con 6500 posti a sedere, 20 stand gastronomici e 130 espositori è in grado di offrire più di 200.000 risotti.

La fiera è coronata da fantasiose iniziative, quali sfilate legate alla tradizione ed al folklore, mostre, convegni, arte, cultura e sport.

Gli orari di apertura degli stand gastronomici sono i seguenti: da lunedì a sabato dalle 12.00 alle 14.00 e dalle 18.30 alle 24.00 - domenica dalle 12.00 alle 24.00.
Al sito http://www.fieradelriso.it troverete il programma completo della manifestazione.

Dove si trova
Isola della Scala si trova a 20 km da Verona, in direzione sud.

Come raggiungere Isola della Scala
Autostrada A4 - uscita Verona Sud: seguire le indicazioni per Modena - Statale 12 (18 km dal casello)
Autostrada A22 del Brennero - uscita Nogarole Rocca: seguire le indicazioni per Isola della Scala (8 km dal casello)
Aeroporto "Valerio Catullo" di Villafranca (VR) (15 km dallo scalo veronese)
FS Stazione di Isola della Scala: linea Verona-Bologna


Ricetta del Riso all’Isolana

Ingredienti
- 1Kg. di Riso Vialone Nano
- 2 litri di ottimo brodo
- 200 g. di vitello magro
- 200 g. di lombata di maiale
- 150 g. di burro
- 140 g. di formaggio grana
Pepe, sale, cannella e rosmarino (quanto basta).
Preparazione
Tagliare la carne a dadini, condire con sale e pepe macinato fresco, lasciare riposare per un'ora.
Fondere il burro, mettere un rametto di rosmarino, rosolare bene la carne.
Cuocere a fuoco lento fino a completa cottura della carne quindi togliere il rosmarino.
Fare bollire il brodo, aggiungere il riso mondato, cuocere per 20 minuti a fuoco lento, il riso dovrà assorbire tutto il brodo.
Condire quindi il riso con il condimento fatto in precedenza.
Completare il risotto all'isolana con formaggio profumato di cannella.

Posted by Valentina Ambrosini at 10:40 PM

Agosto 05, 2004

I disegni di don Giancarlo Giassi


Erve, piccolo comune sopra Calolziocorte, ospita in questi giorni sino a domenica 8 agosto la mostra dei disegni di don Giancarlo Giassi.
Le opere sono esposte al palazzo comunale dalle ore 21 di ogni sera e raccolgono sia acquarelli che disegni con gessetti, oltre che due quadri olio su tela.
Testimonianza di fede e di amore per la vita.
Il paese è molto accogliente e vale la pena fare una passeggiata a piedi tra le case che ricordano il nostro passato.
In queste serate, tra l'altro, si tiene la festa della polenta e si possono assaggiare dei favolosi calamari. Davvero favolosi.

Posted by Valentina Ambrosini at 01:17 AM

Luglio 07, 2004

A FELINA DAL 23 AL 25 LUGLIO: Show Festival

“…la festa dei sapori, dei prodotti migliori della nostra terra, la buona musica, le tradizioni forti che insieme fanno emergere il carattere più vero del paese…un festival che vuol far vivere insieme suoni e sapori, arte e tradizione, gioco, e socialità in una tre giorni tutta da scoprire…”
La manifestazione si svolgerà nei giorni 23/24/25 luglio 2004 a Felina, frazione di Castelnovo né Monti.

Saranno presenti:
- stand enogastronomici dell’Appennino e delle Cittaslow e stand dell’artigianato artistico;
- ristoranti allestiti per l’occasione: ospite di quest’anno la Città di Positano con i suoi sapori, le ceramiche e la tradizione delle stoffe.

Sabato 24 luglio alle ore 10.30 inoltre si potrà assistere alla presentazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food.

Posted by Valentina Ambrosini at 11:10 PM

Maggio 18, 2004

Festival delle Cittaslow

La manifestazione si svolgerà nei giorni 23 - 24 - 25 luglio 2004 nella frazione di Felina, Comune di Castelnovo ne' Monti (RE).
La gastronomia sarà premiata dai ristoranti del Festival e del paese, dalle stuzzichinerie, dai Laboratori del Gusto di Slow Food e ancora una volta le Cittaslow saranno le protagoniste dell’evento con i loro prodotti in mostra nella “Strada delle Cittaslow”, il percorso enogastronomico nella via principale del paese. Ospite di quest’anno la Cittaslow di Positano, che allestirà un caratteristico ristorante in una via del paese.

Per tre giorni saranno proposti spettacoli e musica di ogni genere, stand di esposizione e vendita di prodotti enogastronomici tipici, prodotti dell’artigianato artistico, mostre d’arte, della tradizione locale e di curiosità, spazi riservati alle numerose associazioni di volontariato, spazi e giochi per i bambini che saranno tra i protagonisti della festa.
Gli spettacoli musicali e folcloristici si svolgeranno in punti prestabiliti del paese dal mattino a sera, mentre gli stands saranno aperti dalle ore 19 di venerdì 23 luglio alle ore 22.00 di domenica 25 luglio, momento di chiusura.
La manifestazione, promossa dall’Amm.ne Comunale, nella scorsa edizione ha visto la partecipazione di oltre 15.000 persone, e anche quest’anno avrà il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Reggio Emilia e della Comunità Montana dell’Appennino Reggiano.


Per maggiori informazioni si prega contattare:
Laura Amadei
MOOD Eventi & Comunicazione
Via Bezzecca 4 - 43100 PARMA
Via S. Marco 25 - 29100 PIACENZA
tel 0521 250493 fax 0521 924032
amadei@studiomood.it

Posted by Valentina Ambrosini at 07:02 AM

Maggio 09, 2004

Istanbul

Prossimamente ... un reportage culinario da Istanbul, Alitalia permettendo!
Potrete leggere la ricetta orginale del Doener Kebab e del Sis Kebab.

Posted by Valentina Ambrosini at 07:37 PM

Marzo 27, 2004

Festa delle CAMELIE a Locarno (24-28 marzo 2004)

Dal 24 marzo 2004 al 28 marzo 2004 “Camelie a Locarno”. Un’esposizione per il grande pubblico e gli amanti delle Camelie. Un modo di rendere omaggio a questo affascinante fiore simbolo, che nella regione del Lago Maggiore ha trovato il suo habitat ideale. Oltre 300 varietà esposte, fantasiosi allestimenti curati da giardinieri professionisti, momenti musicali folcloristici e classici e suggestive cerimonie d’Ikebana e del té vi porteranno in un mondo di sogni primaverili. Festeggiate con noi la camelia e la primavera a Locarno, sul Lago Maggiore!

Immaginate di trovarvi in un cortile fiorito, sovrastato da una creazione artistica che, formando una traiettoria a spire adornate di camelie e di petali di fiori, gravitando verso il basso in movimenti dolci e oscillanti, lasci scorgere una miriade di colori e di corolle che si libreranno nell’aria… al suono di una musica antica …

…E poi immaginate di entrare in un giardino acquatico dedicato alla camelia, con al centro una fontana grande sei metri per sei cosparsa di petali galleggianti che cambia colore alla luce del giorno….
E’ con questa coreografia unica e suggestiva (realizzata da Peter Carol, il cortile, e dall’architetto paesaggista Andrea Branca, il giardino) che la Festa delle Camelie di Locarno, incentrata quest’anno sul tema “Camelie e Musica”, accoglierà per l’ottavo anno consecutivo i suoi appassionati visitatori, un piccolo esercito di curiosi e amanti del fiore più romantico che, anche quest’anno, si daranno appuntamento nel caratteristico palazzo della Società Elettrica Sopracenerina, in Piazza Grande, a Locarno. Sinfonie eseguite dal vivo li accompagneranno durante il percorso botanico, ravvivando il teatro della manifestazione per tutte e cinque le giornate.
Quella svizzera è la più importante rassegna europea dedicata alla camelia, ed è organizzata sotto il patrocinio della Società Svizzera della Camelia e dell’Ente Turistico Lago Maggiore. La Festa, che ha lo scopo di rilanciare la coltivazione della camelia e di valorizzare un patrimonio botanico di grande pregio presente nella Regione, assume quest’anno una valenza particolare dopo la designazione della città di Locarno, da parte dell’International Camelia Society, ad ospitare il Congresso Mondiale della Camelia del 2005.
Per cinque giorni (periodo e date, 24-28 marzo, sono dettati dal ritmo biologico della pianta) oltre trecento varietà di camelie saranno osservate, analizzate, studiate e fotografate dai tanti appassionati provenienti da tutta Europa. Per non ridurre la Festa ad una rassegna soltanto estetica, anche quest’anno gli organizzatori hanno deciso di seguire un approccio molto scientifico che prevede conferenze e giornate di studio. Questo permetterà agli studiosi di rendere la grande kermesse locarnese il luogo privilegiato di incontro e di scambio con colleghi di altri paesi e ai neofiti di muovere i primi passi alla scoperta dell’affascinante e sorprendente mondo della camelia. Verrà anche indetto un concorso per premiare la camelia più bella.
A corollario della Festa delle Camelie segnaliamo ancora le ormai classiche cerimonie di ikebana e del thé, giusto per non dimenticare il legame della camelia con il Giappone, e i Concerti delle Camelie, appuntamenti di musica classica nelle serate di giovedì e sabato, mentre il venerdì si esibirà una star locale, Marco Zappa. Per i bambini è previsto, il mercoledì di apertura della Festa, uno spettacolo della compagnia Teatro Tascabile e Giullari di Gulliver intitolata “La storia del vento tramontano”.
La mostra rimarrà aperta nei seguenti orari: mercoledì 11,15-19; giovedì 10-21; venerdì 10-19; sabato 10-19; domenica 10-19. Costo del biglietto: adulti Fr. 8.-, giornaliera Fr. 10.-pensionati Fr. 6.-, gruppi sconto del 20% (numero minimo 10 persone).
Previste anche alcune offerte speciali. La più interessante prevede l’ entrata alla rassegna a Locarno, la trasferta con un battello della Navigazione del Lago Maggiore e la visita alle Isole di Brissago ad un costo di Fr. 21. e il 50% di riduzione sul biglietto della funicolare Locarno-Madonna del Sasso-Orselina, da cui si potranno ammirare molte piante in fiore.
Info: Ente Turistico Lago Maggiore, tel. +41 91 791 00 91, telefax +41 91 785 19 41
www.maggiore.ch e-mail buongiorno@maggiore.ch
Ufficio Stampa per l’Italia: 349/511.08.51 locarnocamelie@virgilio.it

CURIOSITA’

LOCARNO, LA CALIFORNIA SVIZZERA

Il clima particolarmente favorevole di Locarno – posizionata nella regione della Svizzera con il maggior numero di ore di insolazione: ben 2164 l’anno, contro le 1994 di Lugano e le 1693 di Zurigo e con una temperatura media annuale che risulta la più alta in assoluto, 11,7°C – insieme con l’alta umidità dell’aria e l’acidità del terreno ha consentito lo sviluppo rigoglioso di una flora spontanea ed ornamentale unica e rara.
Non tutti sanno che in questa regione, a metà montagna e di fronte a Locarno, nel Gambarogno, c’è il parco botanico Eisenhut, che si estende su una superficie di 17mila metri quadrati in una posizione impareggiabile: vi crescono, tra le moltissime specie di magnolie, rododendri, peonie e glicini, almeno 600 varietà diverse di camelie. Una di queste porta un nome ticinese: è la varietà di “Camelia japonica Ascona”, registrata sulle Isole di Brissago qualche decennio fa. Si tratta di una varietà particolarmente rustica e resistente al freddo, con una crescita molto vigorosa. La foglia è chiara e presenta una forma particolare, la fioritura è prolungata e il fiore semidoppio di colore rosso.

STORIA DI UNA FESTA DI POPOLO

La Festa delle Camelie è stata per molti anni una corale festa di popolo, con cortei fioriti e spettacoli coreografici e musicali. Interrotta a causa della guerra, la manifestazione, rinata con il nome di Festa dei Fiori, raggiunse negli anni ’60 un notevole successo internazionale, grazie anche all’Eurovisione che per anni trasmise in diretta il corteo fiorito. Concluso con la Festa dei Fiori un ciclo, la camelia non fu del tutto dimenticata.
Dal 1997 il filo del discorso è stato ripreso dall’Ente Turistico Svizzero, affiancato nel ’99 dalla neocostituita Società Svizzera della Camelia. Nasceva così la mostra internazionale “Camelie a Locarno”, cresciuta di anno in anno con la presentazione di sempre nuove varietà di camelie (oltre 300 quelle esposte l’anno scorso) e di un programma collaterale sempre più ricco.
La manifestazione si avvale della collaborazione di vivaisti, giardinieri e fioristi locarnesi e può contare sul sostegno del Servizio Parchi e Giardini della Città di Locarno.

La mostra del 2004 ci riporterà idealmente al passato. Parlando di camelie a Locarno è infatti impossibile non rievocare la lunga tradizione di feste che la città ha dedicato al suo fiore simbolo. Tradizione iniziata con la “Festa delle Camelie”, che fu proposta per la prima volta nel 1924 ad un pubblico eterogeneo, accorso numeroso ad ammirare il grandioso spettacolo musicale e coreografico allestito per l’occasione in Piazza Grande. Il magico fiore divenne da allora il protagonista di quella che doveva diventare una delle proposte più amate dal pubblico.

La prima edizione della“Festa delle Camelie” ebbe luogo il 18-19 e 20 marzo 1924. Il tempo giocò alla festa un bruttissimo tiro, rimanendo imbronciato fino alla fine. Fu comunque un gran successo quello che quasi 80 anni fa coronò la prima di molte edizioni. L’evento prevedeva grandiosi spettacoli di popolo in piazza (con cori, balli e rappresentazioni in chiave coreografica e musicale di racconti di stampo fiabesco messi in musica da valenti artisti: in più occasioni ci si avvalse infatti della collaborazione di compositori di fama e musicisti della Scala di Milano), cui facevano da corollario oltre a cortei con carri fioriti, anche battaglie di fiori e grandi balli nei più importanti alberghi della città. La fama della festa locarnese oltrepassò ben presto i confini nazionali al punto che persino grandi giornali come la Neue Zürcher Zeitung, Il Corriere della Sera, il New York Herald avevano un loro corrispondente a Locarno…

Le manifestazioni si susseguirono ad anni alterni, e si arrestarono quando nel settembre 1939 scoppiò il secondo conflitto mondiale. Vi fu poi un silenzio che durò una decina di anni e che si interruppe nella seconda metà degli Anni ‘50, allorché alcuni volonterosi locarnesi decisero di far rivivere, modernizzandola, quella che fu la “Festa delle Camelie”, denominandola “Festa dei Fiori”.
Questa più di qualsiasi altra manifestazione contribuì (attraverso le dirette in Eurovisione del corteo in cui sfilavano carri fioriti e allegorici, majorettes, bande musicali e gruppi in costume tradizionale) a far conoscere in Europa il nome di Locarno. Oramai logora nella sua formula, la festa venne però definitivamente interrotta negli anni ’80, in seguito a problemi finanziari e a violenti polemiche scatenate contro “il kitsch e le false rappresentazioni di un Ticino rurale ad uso dei turisti” giudicati indegni della cultura di un Paese che nel frattempo stava rapidamente cambiando…

Ma la camelia non fu per questo dimenticata. Dopo diversi anni, le celebrazioni ripresero sotto altra forma su invito dell’Ente turistico locale, interessato a riproporre la camelia quale fiore-emblema di Locarno. Dalla modesta rassegna scientifico–botanica iniziale si sviluppò così un evento più articolato, affiancando alla mostra dei fiori recisi una serie di eventi collaterali: era così nata Camelie a Locarno, di cui nel 2004 si festeggerà l’edizione numero 8.

Posted by Valentina Ambrosini at 07:48 AM

Gennaio 12, 2004

NOTE DI CUCINA

TEATRO Out Off (Milano) - 13 gennaio 2004 – 15 febbraio 2004

Due uomini cucinano intorno a un tavolo, hanno tutto il necessario per preparare i loro piatti preferiti. Intanto, una ragazza, che ha una relazione con uno di loro, assiste alle schermaglie dei due amici, che cercano di superarsi nell’arte culinaria. Cucinano e nel frattempo discutono degli argomenti più disparati. Si cucinano tutto quello che vedono, ciò che li circonda. Mettono tutto nel loro pentolone e mischiano parole e dolore. Infatti, oltre agli ingredienti dei piatti, cucinano anche gli ingredienti che costituiscono la loro vita: frustrazioni, insuccessi, sconfitte. Le loro esternazioni individuali diventano dei racconti fantastici, irresistibilmente comici, che gli permettono una fuga dalla realtà contingente, ma non appena tornano a parlare del loro privato s’impantanano.

NOTE DI CUCINA
di Rodrigo Garcia
regia Lorenzo Loris
con Elena Callegari, Lorenzo Loris, Mario Sala
interventi visivi di Dimitris Statiris

TEATRO Out Off

Via Duprè, 4
20155 Milano
(Milano)
Tel. 0239262282
Fax 0239215239

Posted by Valentina Ambrosini at 10:30 PM

Dicembre 07, 2003

5 Terre: lo Sciacchetrà sposa il gorgonzola Santi

L'8 dicembre 2003 si celebra un sublime matrimonio di gusto tra il famoso vino bianco Sciacchetrà DOC e il Gorgonzola Santi DOP.

Vino bianco raro e da meditazione, il Cinqueterre Sciacchetrà è un ottimo accompagnamento per dolci semplici e tradizionali, ma altrettanto particolare con un ottimo formaggio erborinato di lunga stagionatura come Il Gorgonzola Santi Gran Sapore DOP, formaggio di alta qualità dal sapore deciso e dalla struttura consistente.

L’unione verrà ufficializzata alla presenza del Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre e dell’Azienda Santi & C. e per l’occasione sarà possibile degustare assaggi dei due prodotti e visitare gli stand enogastronomici allestiti nelle piazze e nelle vie di Riomaggiore.

E sempre nella stessa giornata, un altro evento richiama da ormai molti anni numerosi turisti e visitatori nella zona delle Cinque Terre: l’inaugurazione del presepe luminoso più grande del mondo. Entrato a far parte del Guinness dei Primati, il suggestivo presepe è allestito sulla collina di Manarola ed è animato da statuine a grandezza umana fatte con materiale di riciclo e lumini colorati disposti lungo le sagome.

Iniziato molti anni fa dal signor Mario Andreoli, ferroviere in pensione, diventa ogni anno sempre più grande e suggestivo per uno spettacolo che ricrea perfettamente le atmosfere magiche del Natale.


LO SCIACCHETRA’
Lo Sciacchetrà è' un vino dolce, o meglio amabile, con un particolare equilibrio di note dolci e salate; il suo nome deriva dal dialetto ligure ed indica lo schiacciare l'uva (sciac) ed il togliere le vinacce durante la fermentazione (tra).
E’ prodotto da uve selezionate di Bosco, Albarola e Vermentino, le stesse uve utilizzate per la produzione del bianco secco, lasciate per lungo tempo ad appassire sui graticci. L' appassimento avviene all' ombra, al riparo quindi dall' azione diretta dei raggi solari, affinché si ottenga la concentrazione degli zuccheri senza pregiudicare l' equilibrio complessivo del vino.
Lo Sciacchetrà e' un prodotto esclusivo nella zona delle Cinque Terre e nasce da vitigni coltivati su terreni difficili, quasi a picco sul mare; per ottenere una sola bottiglia di questo prezioso vino ambrato e ricco di bouquet sono necessari 18-20 kg di uva. Il disciplinare della DOC prevede un invecchiamento minimo di 12 mesi (durante i quali il vino e' sottoposto a diversi travasi in piccole botti) ed una gradazione alcolica minima di 17°.
Per la tipologia “Riserva” l’invecchiamento minimo è di 3 anni.
Si presenta alla vista di colore oro antico con piacevoli riflessi ambrati, limpido e di esuberante consistenza. Al naso di presenta molto intenso e persistente, con decisi sentori di fichi, arancia candita e albicocca matura. In bocca offre una struttura molto complessa, con evidenti sensazioni dolci, mai stucchevoli.

Vino raro e da meditazione, il Cinqueterre Sciacchetrà è un ottimo accompagnamento per dolci semplici e tradizionali, ma altrettanto particolare con un ottimo formaggio erborinato di lunga stagionatura come Il Gorgonzola Santi Gran Sapore DOP, formaggio di alta qualità dal sapore deciso e dalla struttura consistente, ottenute anche grazie ad una accurata stagionatura di oltre 90 giorni.


GORGONZOLA SANTI “GRAN SAPORE”

La Santi & C. SpA produce Gorgonzola DOP di alta qualità da quattro generazioni e dal 1898 perfeziona le proprie tecniche produttive facendo tesoro della propria esperienza passata.
Per ottenere un Gorgonzola di alta qualità la ditta SANTI & C. raccoglie il latte giornalmente dalla stalla e nel giro di poche ore passa dallo stoccaggio in appositi tanks refrigerati, alla pastorizzazione ed alla caseificazione. Tutto ciò sotto il controllo costante dei biologi che operano presso il laboratorio interno all’Azienda.
Rigoroso è infatti il controllo di qualità eseguito oltre che dagli organi competenti, da un laboratorio interno tra i più attrezzati e funzionali del settore caseario, che esegue monitoraggi costanti, con esami specifici, durante tutte le fasi di lavorazione, di stagionatura e di confezionamento per la vendita, sia sul formaggio che sugli ambienti che vengono utilizzati.
Tutte le fasi della caseificazione vengono eseguite manualmente, permettendo di trattare il latte in modo dolce, senza traumi e mantenerne così intatte le qualità originarie, grazie anche al particolare sistema di pastorizzazione.
Trascorre circa un'ora perché la cagliata si rassodi al punto giusto, poi entra negli stampi. Dopo averle ribaltate più volte, le forme passano nelle celle frigorifere e in seguito vengono avvolte nelle tradizionali persianelle.
La stagionatura viene effettuata tutta su scalene di acciaio ed è particolarmente prolungata (da un minimo di 90 giorni fino a 120) per favorire la morbidezza, la digeribilità e la tipica dolcezza del Gorgonzola Santi Gran Sapore. La sua particolare crosta grigia, inoltre, impedisce la formazione di odore impregnante e sgradevole.

Il risultato finale è quindi una cremosità ed una scioglievolezza uniche, che unite al tipico aroma gradevole, fanno del Gorgonzola DOP Santi il più apprezzato dai palati più esigenti e dagli olfatti più delicati.


Contact:

Laura Amadei
MOOD Eventi & Comunicazione
Via Bezzecca 4 - 43100 PARMA
Via S. Marco 25 - 2910 PIACENZA
tel 0521 250493 fax 0521 924032

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Posted by Valentina Ambrosini at 11:05 PM

Ottobre 28, 2003

Fasulin de l’öc cun le cudeghe

Pizzighettone (CR)
31 ottobre 2003 (dalle 17 alle 24)
1-2 novembre 2003 (dalle 10 alle 23)

Un antico piatto tipico pizzighettonese della solennità dei Defunti, cucinato e servito il 2 novembre nelle osterie del paese.

Una tradizione che si era persa nel tempo e che ora viene riproposta all’interno dell’imponente cerchia muraria, caratterizzata da ampie casematte intercomunicanti, un tempo alloggi per la guarnigione austriaca ed ora sedi per expo e manifestazioni o, come per questa occasione, trasformate in una grande osteria con panche e tavoloni in legno dove degustare, come un tempo, il piatto tipico, servito in fumanti scodelle.
Per la preparazione della ricetta DOC si utilizzano gli ingredienti e le dosi tramandate: cotenne morbide di maiale, salamele di pasta fresca, carni di manzo e di maiale, verdure di stagione, olio d’oliva e brodo di carne.
Come dolce tipico una ricetta proposta in esclusiva per la festa: la “Torta dei morti”, a base di farina bianca e gialla, mandorle tritate, burro, strutto, uova e zucchero.
Non mancherà il buon vino e altri prodotti tipici locali, tra i quali salame nostrano, gorgonzola, polenta abbrustolita con Raspatura: soffici nuvole di Grana Padano raschiata con una lama da una mezza forma di grana tenero.
Durante i giorni della festa sarà possibile effettuare visite delle Mura e dei Musei, con accompagnatori turistici del Gruppo Volontari Mura.

Ufficio informazione:
Gruppo Volontari Mura
Casamatta “Sala Bernocchi” – Piazza d’Armi
Pizzighettone (CR)
Tel. 0372-730333
Gvm.pizzighettone@virgilio.it
www.gvmpizzighettone.it

Posted by Valentina Ambrosini at 11:39 PM

Ottobre 12, 2003

Ci sono cose che per capirle, bisogna assaggiarle. Viaggio nelle Langhe e nel mondo dei tartufi.


Dal 4 ottobre al 9 novembre 2003 ad Alba è organizzata la fiera nazionale del tartufo bianco d’Alba.
Parto inconsapevole di quello che mi può attendere.
Inconsapevole dei paesaggi morbidi delle Langhe, della corposità dei vini e della inebriante estasi indotta dal profumo del tartufo che mi accompagna per tutto il viaggio di rientro.
Il prezzo dei tartufi al mercato, nel cortile della Maddalena ad Alba, è davvero da capogiro. Ne prendo uno piccolo e munita di apposito affetta tartufi, mi reco nell’annesso punto di assaggio dove sopra un piatto fumante di taglioni al burro affetto il mio “tuber magnatum Pico”.
Un bicchiere di Barolo, una passeggiata nel centro di Alba alla ricerca del Brus e dei Coppi di Alba (dolcetti tipici di nocciole e miele a forma di coppi, da abbinare anche a formaggi stagionati – così mi consiglia la pasticcera) e poi su e giù per i colli a scoprire Grinzane Cavour, Castiglione Falletto e Barolo.

La serata passata a chiacchierare con Rita, nata a Castiglione e trasferita a Barolo, a raccogliere i ricordi del suo passato, qualche ricetta (il brasato al barolo e i peperoni ripieni) e qualche modo di dire (“ti hanno piumata, vero” per dire che mi hanno fatto pagare troppo).
Conosciuta per caso, camminando di fronte a casa sua e assaporando un buonissimo profumo di brasato. Sono rimasti solo 600 abitanti a Barolo. Non un medico o una farmacia. Solo un tabaccaio, un vigile e tante enoteche.
Le enoteche vanno bene per i turisti, però, in prevalenza americani e tedeschi. Così Rita si rattrista di dover andare ad Alba o a La Morra per comprare un paio di calze.
E poi mi dice, qui il vino gli ha preso alla testa a tutti. Di buono ce ne è poco, non è più come una volta.
Poco prima ero stata a Castiglione Falletto, una fortezza trecentesca, regno del Barolo.
Nella cantina comunale (che non è la cantina sociale) degusto un barolo notevole e la ragazza che è in cantina mi illustra la mappa del territorio, con evidenziato in colori diversi le aree coltivate a Nebbiolo da Barolo, Barbera, Dolcetto, Freisa, Grignolino, Pinot nero e Chardonnay.
Inutile dire che in quel patchwork di mappali prevaleva il colore rosso del Nebbiolo da Barbera.

E’ stagione di zucche. Nel tragitto tra Magliano e Motta, in direzione Asti, all’esterno di molte abitazione ci sono delle bellissime zucche in vendita, appoggiate su tavolini artigianali. C’è qualcuno che vuole distinguersi, consapevole che il dare nell’occhio può creare qualche complicazione. Riempie un’area di 10 mq. con una cinquantina di zucche arancio grandi ognuna quanto tre palloni e recinta l’area con una rete metallica verde alta circa due metri. Benvenuti nel mondo del tartufo


Per meglio assaporarne l’aroma, il tartufo dovrebbe essere consumato il più presto possibile.
Esistono però alcuni accorgimenti che consento di mantenerne l’aroma. Occorre avvolgere ogni tartufo in fazzoletti di panno o di carta assorbente che andrà cambiata ogni giorno. Conservare in un frigorifero in un contenitore lasciato aperto per consentire al tartufo di respirare.
Il tartufo viene servito crudo, affettato in sottili lame, su cibi caldi e sughi leggeri. Ideale sulla fonduta, con i tajarin ed il risotto alla piemontese, sulla carne cruda all’albese, o semplicemente sull’uovo al tegamino o al paletto.

Posted by Valentina Ambrosini at 09:03 PM

Aprile 04, 2003

Due ruote per la gola

Il piacere di una gita in bicicletta, sostando in ristoranti gourmand, visitando castelli, borghi antichi, cantine di vini e dormendo, a scelta, in alberghi a 4 e 5 stelle o in piccoli hotel di charme.
Il tutto senza il peso dei bagagli.
Lo propone Bicyclette Gourmande, un tour operator francese che studia e organizza itinerari in bici su misura (a partire da 2 persone) con o senza guida.

Si pedala seguendo il proprio ritmo da soli o in gruppo, sempre con informazioni sul percorso e le visite. L'organizzazione garantisce il trasferimento dei bagagli in albergo, ogni giorno, su un’auto che accompagna il tour.
Chi è stanco può rientrare in albergo sull’auto in appoggio.
Il servizio comprende l’accoglienza alla stazione o all’aeroporto e, su richiesta, una bicicletta da turismo equipaggiata con casco, marsupio e borraccia.
Fra i tanti itinerari proposti (Alsazia, Normandia, Provenza, Svizzera e Italia) si può scegliere la settimana in Borgogna, lungo sentieri facili che attraversano colline e vigneti, con percorsi di circa 45 km al giorno e visite a uno dei produttori di vino più famosi al mondo. Tappe a Beaune, Meursault, Pommard. Pertenza da Dijon, arrivo a Màcon.

Il tour di una settimana costa 1.790 euro, un week end lungo 595 euro.

La Bicyclette Gourmande, 12 rue de Pfaffenheim, Gueberschihr

tel. 0033-89.49.28.67

Posted by Valentina Ambrosini at 11:32 AM

Marzo 28, 2003

Garden of Eden

A New York ci sono 4 negozi alimentari denominati Garden of Eden che meritano davvero una visita.
Ho scoperto per caso uno di questi negozi, ma la vetrina e il primo sguardo all’interno non mi hanno lasciata indifferente. Immaginatevi dei banchi con la frutta fresca ben esposta, con la verdura bella e profumata, con le olive in salamoia nelle vasche, con la frutta secca di ogni specie sia sfusa che confezionata. Sembra un mercato con le primizie.

Poi c’è la gastronomia dove si trovano per di più prodotti italiani. E ci vedi le persone, con una strana calma, a leggere le etichette, a guardare i barattoli, a scoprire la bellezza di certa frutta e verdura … insomma un Eden.

Mi ha intenerita questa lettera pubblicata su Slow Food e mi ha riportato alla mente la visita al negozio Garden of Eden. Ci sono tornata la seconda volta a comprare le lattine della Campbell. Ne cercavo una grande, grande da mettere in cucina :-)

Ecco qui la bellissima lettera di Nikki Rose che vive a Creta, dove è cuoca e giornalista enogastronomica e si occupa in particolare di stili alimentari a rischio di estinzione

Stati Uniti - 27/03/2003

Sono tornata da poco a Washington D.C., la mia città natale, dopo un soggiorno in montagna durato tre anni. Non sono stata sulle Blue Ridge, negli Appalachi, ma sul massiccio di Rodopi, in Grecia. Ho notato che nel corso della mia assenza si sono consolidate molte mode nuove, come quella di sorseggiare caffé camminando per strada. La pausa pranzo è stata ridotta a una manciata di minuti, e a mezzogiorno i quartieri amministrativi si riempiono di folle di impiegati intenti a consumare hot dogs, tranci di pizza, o panini imbottiti dai ripieni fantasiosi. I livelli di stress sembrano ingigantiti a dismisura, e tutti paiono affannarsi, che ne siano costretti oppure no. Pranzare in un ristorante decente è ormai quasi come mangiare in una catena di fast food: un’esperienza ingodibile per il semplice fatto che tutti sembrano obbligati a pulire il piatto in 12 minuti al massimo. Mi sono sentita a disagio per essermi adattata ai ritmi dei pasti greci, che consistono nel trascorrere due o tre ore chiacchierando e sbocconcellando lentamente piccole porzioni di cibo. Certo, il mio lavoro era sempre stressante, ma tutto il resto no. Quando vivevo a Washington, nessuno mi avrebbe definito una persona “normale”, ma ora che ci ero tornato mi rendevo conto di essere irrimediabilmente tagliato fuori dai riti sociali. Come mai? Socializzare in modo conviviale era diventata forse un’attività illegale? Provai un senso di sollievo scoprendo che i miei amici e i miei familiari, ogni volta che ne avevano l’occasione, partecipavano a cene la cui lentezza rasentava l’illegalità.

In quello che era stato il mio vecchio quartiere, avevano finalmente aperto un nuovo supermercato di lusso, che era diventato IL Supermercato. Si trattava di un grande salto di qualità, dal momento che per decenni avevamo patito la sventura di trovarci in una zona gastronomicamente morta situata poco a nord del distretto finanziario. Per chi ha provato il bisogno di sottoporsi a una cura psicoanalitica specialistica immediatamente dopo aver fatto acquisti obbligati nell’unico supermercato aperto, gestito da persone apparentemente gentili che si trasformavano in mostri non appena qualcuno avesse varcato la soglia, e dove lo spettacolo di frutta e verdura in putrefazione faceva quasi piangere, IL Supermercato gastronomico appariva come il segno di una salvezza a lungo attesa.

Ci misi piede per la prima volta in compagnia di un mio amico cuoco di New York: eravamo pieni di aspettative. IL comparto frutta e verdura offriva uno spettacolo meraviglioso: un brillante arcobaleno di verdure fresche toccava il soffitto. Sospesi su ogni prodotto, c’erano cartelli con la dicitura “convenzionale” e “biologico” che parevano illazioni sulla qualità dei prodotti in attesa di giudizio. Tarassaco biologico ... incredibile, soprattutto per uno come me che dedica un giorno intero alla raccolta e alla preparazione delle erbette selvatiche. Mi sono data alla pazza gioia: porri, tarassaco, rucola, bietole, rapanelli, un po’ di questo e un po’ di quello. Poi, rimasi colpita dal prezzo delle carote biologiche. Il mio amico di New York non è uno che si impressiona molto facilmente, ma vedendomi boccheggiare davanti al prezzo delle carote, e sentendomi sbottare che 12 dollari al chilo era un prezzo un po’ eccessivo, arrossì come un pomodoro idroponico.

Circondato da un piccolo pubblico, iniziai a dar voce alle mie idee sull’insostenibilità dell’agricoltura ... Ora so perché la gente non ha più tempo di cucinare: bisogna lavorare il doppio per potersi permettere verdure biologiche. Lo so che produrre alimenti biologici in un mondo infestato da tossine è cosa assai ardua, ma alcuni di quei prezzi erano davvero eccessivi, e indubbiamente al di sopra delle possibilità economiche della gente comune, come me. Avviai il dibattito sull’enorme differenza tra i miseri guadagni dei produttori di biologico e gli enormi profitti lucrati dal Supermercato. Il mio amico iniziò a guardarsi nervosamente le spalle, o perché prevedeva uno scontro con qualcuno della sicurezza, o semplicemente per individuare una via di fuga.

Nel posto dove abbiamo scelto di vivere, il mio compagno e io comperiamo l’olio d’oliva più paradisiaco del mondo direttamente dal produttore, ovvero direttamente dal rubinetto dell’oleificio del paese. Dobbiamo prendere un appuntamento, cioé dobbiamo far sapere al produttore che gli faremo visita, sperare che ci sia, fermarci a cena, salutare i bambini e riempire il cassone dell’autocarro con quella delizia liquida che costa tre dollari al litro. Al Supermercato, fui colpito dalla eccezionale selezione di oli d’oliva proposti. Speravo anche che i clienti lo comprassero, perché so che chi coltiva le olive merita ogni centesimo guadagnato in quella valuta debole. E poi, fa bene alla salute, come dicono tutti eccetto i portavoce delle industrie di olio di semi di arachidi e di prodotti caseari.

Io e il mio amico ci attardammo dunque qualche minuto nella sezione dedicata alla fonte della giovinezza per vedere quali fossero le etichette alla moda, quelle che sparivano subito. I clienti si fermavano ed esaminavano attentamente prezzi e bottiglie. C’era chi si faceva incantare da mezzo litro di prodigio commerciale francese sotto forma di attraenti bottigliette a 18 dollari l’una. Ma la maggior parte dei clienti si limitava a guardare il comparto: confusi, davano un’occhiata e se ne andavano. Il prodotto venduto con l’etichetta del negozio, descritto semplicemente come olio d’oliva extra vergine italiano spremuto a freddo, aveva un prezzo ragionevole. Era esaurito! Fantastico! Evviva! Complimenti al Supermercato, che ha reso accessibile al popolo l’olio d’oliva extra vergine spremuto a freddo! Quantità enormi di olio di oliva sfuso di tipo “robusto” proveniente dalla Grecia vengono spedite in Italia, dove vengono miscelate con l’olio extravergine italiano, più leggero, e imbottigliate e etichettate come prodotto italiano. Ma in fondo, non è meglio così? Dopotutto in questo modo aiutiamo gli agricoltori di due Paesi con un solo prodotto!

Posted by Valentina Ambrosini at 11:15 AM

Febbraio 28, 2003

Festa delle camelie: Locarno 26 - 30 marzo 2003

La camelia arriva dal Giappone, ma a Locarno ha trovato clima ideale e terreno dove metter radici. Tanto che nel parco botanico Eisenhut ne crescono 600 varietà diverse e una è stata registrata con un nome ticinese, Camelia japonica Ascona.
Proprio da questo giardino provengono molte delle 300 specie presentate in piazza Grande dal 26 al 30 marzo.

E' un'occasione per acquistare piante, ascoltare i consigli degli esperti e avvicinarsi alla cultura della patria delle camelie.
Si potrà assistere a conferenze sul feng shui, concerti di musica giapponese, lezioni di ikebana.
Da non perdere la cerimonia del tè, che ha un legame stretto con la regina della festa: la bevanda più amata dai giapponesi e dagli inglesi si ricava infatti da una varietà di camelia.

Quando: dal 26 al 30 marzo 2003
Dove: in piazza Grande, Locarno
Contact: tel. 0041.917.910.091; www.camellia.ch
Orari: 10-19; mer. 15-19;gio 10-21
Ingresso: 8 franchi svizzeri

Posted by Valentina Ambrosini at 02:08 PM

Febbraio 25, 2003

Pantelleria - viaggio nell'isola del gusto

Il tour operator Nexum, con la supervisione di Slow Food, organizza un viaggio alla scoperta del patrimonio enogastronomico di Pantelleria.
Nei sette giorni del tour (la partenza è prevista ogni sabato e domenica, dal prossimo 19 aprile, con volo charter dai principali aeroporti del Nord Italia) si potrà entrare direttamente in contatto con il patrimonio enogastronomico dell’isola più meridionale d’Italia accompagnati dai protagonisti di questa cultura.

Si potrà cenare ed effettuare degustazioni in compagnia dei produttori di vino, accolti direttamente nelle loro foresterie e nei loro dammusi, scoprire come nasce il passito, sapere perché solo i capperi panteschi hanno quell’inimitabile gusto che li contraddistingue nel mondo, vivere serate fra piatti serviti nella cornice di giardini arabi o cullati dal suono delle onde del mare. Nel pacchetto di viaggio non mancano inoltre momenti di relax e più spiccatamente naturalistici, che prevedono la conoscenza delle bellezze pantesche, fra cui le saune naturali, i fanghi termali del celebre “specchio di Venere”, un giro in barca lungo l’intero periplo dell’isola e una gita archeologica alla scoperta dell’antichissima civiltà dei Sesi.

Il riferimento per le prenotazioni o per ricevere informazioni è la sede centrale Nexum (tel. 030 2808863 – e-mail: info@nexumblu.it - http://www.nexumblu.com).

QUALCHE CONSIGLIO PRATICO

Il mezzo migliore per visitare l’isola è la macchina. La potete affittare direttamente all’aeroporto. Si tratta di piccole utilitarie con le quali potrete raggiungere tutte le calette dell’isola.
Oltre all’abbigliamento da mare è utile portare delle scarpe comode per affrontare delle piccole escursioni che vi permetteranno di visitare tratti incontaminati di costa.

Per una sistemazione davvero speciale rivolgetevi al Club Levante. I dammusi del club sono situati a Cala Levante, uno dei luoghi più noti dell'isola dove il maestoso Arco dell'Elefante fa bella mostra di sé. I 12 dammusi che ospitano le camere sono sparsi sulla collina che degrada dolcemente fino al mare e circondati da una meravigliosa vegetazione mediterranea e dai verdissimi vigneti di zibibbo. Dalla panoramica piscina si possono ammirare le bianche cupole dei dammusi ed una vista mare impareggiabile.

Club Levante - Contrada Cala Levante, 11 - Pantelleria (tp)
Tel. +39 0923 915582 - Fax +39 02 8690912

Dammuso del Club Levante
Piscina del Club Levante

Per far felici anche le vostre papille gustative cenate dalla Cicci. E’ un piccolissimo ristorante a conduzione sua (della Cicci) dove verrete deliziati dalla grazia, quasi da ballerina, che la Cicci userà per presentarvi i suoi piatti. Semplici ma gustosi e unici.
Chiedete nel centro di Pantelleria dove si trova la Cicci e tutti vi sapranno indicare il locale appena sopra la scalinata.
Non dimenticatevi di prenotare … io non ho il numero di telefono perchè lasciavo dei bigliettini nella porta di ingresso del locale per ricordarle che la sera saremmo stati da lei :-)

L'INTERO PROGRAMMA DEL TOUR VIAGGIO NELL’ISOLA DEL GUSTO
1° giorno
Partenza nel primo pomeriggio, dai principali aeroporti del Nord Italia con volo charter ITC. Trasferimento dall’aeroporto all’hotel, assegnalazione delle camere e conoscenza dello staff degli accompagnatori durante un aperitivo pantesco di benvenuto. Trasferimento in pulmino nella località Khamma per la cena presso la foresteria di Salvatore Murana. Si cenerà in compagnia del famoso produttore di Passito di Pantelleria, che ha ricevuto i “tre bicchieri”. Un primo approccio alla cultura pantesca e a quella enologica dell’isola guidati da un personaggio d’eccezione.

2°giorno
Giro completo dell’isola con Tonino, da oltre vent’anni “raccontatore”della cultura pantesca. Il giro sarà effettuato con pulmini e prevederà varie tappe alla scoperta della storia e delle bellezze naturali dell’isola. La Gita dura l’intera giornata e prevede il pranzo presso la foresteria di Tonino, accolti direttamente dalla sua famiglia, che provvede a cucinare secondo le tradizioni tipiche pantesche.

3°giorno
Mattinata a disposizione per attività individuali libere. Nel pomeriggio trasferimento in località Monastero per la visita all’azienda agricola Valenza, una delle più rinomate dell’isola,anche per la posizione in cui è situata: un cratere spento dedicato alla coltivazione dell’uva. Con la guida di Salvatore Valenza si conoscerà l’intero percorso produttivo del passito. Si visiterà la cantina e si effettuerà anche un approfondimento sulla cultura del passito, con degustazioni. Alla sera cena nella corte della foresteria.

4°giorno
Mattina e primo pomeriggio a disposizione. Nel tardo pomeriggio trasferimento nella località Scauri per la cena nel noto ristorante sul mare “La Vela”, con menu di pesce, incluso il famoso “cous cous” realizzato secondo la tipica ricetta pantesca.

5°giorno
Gita in mare con imbarcazione riservata, guidati nuovamente da Tonino. Possibilità di effettuare bagni in acque cristalline e calette raggiungibili solo via mare (la gita in barca è sempre soggetta alle condizioni atmosferiche, il giorno indicato potrebbe variare). Nel tardo pomeriggio rientro in albergo e quindi trasferimento in località Cittadella per la cena nel ristorante “La Favarotta”, dove si potranno gustare specialità tipiche come “il coniglio alla pantesca”.

6°giorno
Mattinata a disposizione. Pomeriggio trasferimento in località La Chiesa per la visita guidata alla cantina “La Nuova Agricoltura” secondo momento d’approfondimento enologico del tour dedicato ad alcuni del più importanti aspetti produttivi e che prevede degustazioni a tema. In serata cena pantesca al ristorante “La Pergola”.

7°giorno
In mattinata visita e degustazioni nel caseificio dove si produce la tipica ”tumma” tipico formaggio pantesco. Ci si trasferirà poi al famoso forno “Terremoto” per conoscere la cultura del pane di Pantelleria. Quindi si visiterà il laboratorio gastronomico “La Nicchia” con la presentazione dei metodi di coltivazione, raccolta e lavorazione del cappero di Pantelleria. Trasferimento in Hotel. In serata trasferimento al noto ristorante “La Nicchia”, dove il patron Gianni Busta guiderà i partecipanti in un percorso enogastronomico ricco di gustose sorprese. La cena si svolgerà nel meraviglioso “giardino arabo” all’interno del ristorante.

8° giorno
Dopo la prima colazione in Hotel, trasferimento in aeroporto, operazioni d’imbarco e viaggio di ritorno.

Calendario partenze:
19 aprile € 1.390.-
26 aprile € 1.390.-
03 maggio € 1.390.-
10 maggio € 1.390.-
17 maggio € 1.390.-
24 maggio € 1.390.-
31 maggio € 1.390.-
07 giugno € 1.490.-
14 giugno € 1.490.-
21 giugno € 1.490.-
28 giugno € 1.490.-
05 luglio € 1.490.-
12 luglio € 1.490.-
06 settembre € 1.490.-
13 settembre € 1.390.-
20 settembre € 1.390.-
27 settembre € 1.390.-
04 ottobre € 1.390.-
11 ottobre € 1.390.-
18 ottobre € 1.390.-

Le quote comprendono viaggio aereo A/R, soggiorno in Hotel cat. 3*, in camera doppia con bagno o doccia e servizi privati, con trattamento di pernottamento e prima collazione, trasferimenti e visite come indicato, degustazione e cene.
Le quote non comprendono gli extra personali e tutto quanto non indicato alla voce “comprendono”.


Posted by Valentina Ambrosini at 11:42 AM

Febbraio 20, 2003

Le tele stampate a mano della bottega Pascucci

Esiste in Romagna una tipica forma di artigianato: quella delle tele stampate a mano.
A Gambettola, capitale di questa originale produzione, la bottega dei Pascucci – la più antica e suggestiva della zona – riapre ogni mattina i battenti per continuare da generazione in generazione un mestiere le cui origini si fanno risalire al 1700, quando i contadini già ricoprivano il bestiame con drappi recanti il medaglione stampato raffigurante S. Antonio Abate.

La tecnica di lavorazione come gli arnesi adoperati sono gli stessi da sempre. Sugli stampi, tutti intagliati a mano e disposti negli scaffali ricolmi, viene applicata una pasta colorante a base minerale: dal blu al verde, fino all’inconfondibile ruggine che si ricava facendo precipitare in soluzione di ossido di ferro che viene impastato con farina bianca e aceto di vino – ne sentirete l’odore acre entrando nella bottega – il tutto secondo pesi e proporzioni gelosamente custodite dai capifamiglia.

Segue la stampatura che esprime l’estro dell’artigiano nel comporre sulle tele i disegni richiesti. Dopo l’asciugatura, preferibilmente al sole, si passa al viraggio e fissaggio dei colori, in grandi mastelli di legno con soluzioni a base di acido solforico e di soda caustica: le tinte acquistano così il loro caratteristico aspetto cromatico e una garantita indelebilità al bucato (anche alla candeggina!).

Ultimo atto, la stiratura che avveniva una volta per mezzo del mangano, una sorta di primitiva pressa del XVIII sec. Mossa manualmente e che correva su rulli sui quali era stata avvolta precedentemente la tela.

Le tele sono oggi prodotte anche su misura per essere destinate a tovaglie, copriletti, tende, biancheria da cucina e . . . contenitori di teglie per la piada :-)

E’ bello scoprire che la tradizione è capace di evolversi nel rispetto del ricordo. E’ bello scoprire come Dario Fo e Tonino Guerra interpretano la loro arte con le tele stampate, è bello scoprire le bavagliette salva goccia da apporre sulle bottiglie del vino . . . tutto da Pascucci.


SUGGERIMENTI PRATICI PER VISITARE LA BOTTEGA

Se volete fare una visita alla bottega ricordatevi però di pranzare prima … a Gambettola c’è un solo ristorante (e il sabato a mezzogiorno è chiuso!) … oppure ricordatevi di portare farina, crusca, strutto, acqua, sale e bicarbonato per farvi una piada sulla stufa a legna dei Pascucci. Le teglie ce le metteranno loro e i tavoli non mancano:-)
Chiedete anche di visitare il laboratorio e vedrete le tele appena stampate tese ad asciugare … non dimenticate poi di dare un’occhiata alle fotografie appese sulle porte interne del laboratorio … c’è un Lucio Dalla con capelli (e non cappelli) in visita dai Pascucci!

Posted by Valentina Ambrosini at 11:23 AM

Febbraio 16, 2003

Neve a New York


In una Sesta strada imbiancata, con i grattacieli come pareti rocciose, alla ricerca di un taxi, a New York.

Una grande ondata di freddo ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti proprio in questi giorni!

Ma quanto è bella NY :-)


Posted by Valentina Ambrosini at 01:04 PM

Febbraio 09, 2003

25 – 28 febbraio 2003: SAGRA DEL CANNOLO SICILIANO

cannoli.jpg


La Sagra del cannolo siciliano di Piana degli Albanesi ritorna, dopo dieci anni di assenza, per allietare il Carnevale con i golosissimi cannoli.

La cialda, chiamata “shkorca” è semplicemente costituita da farina, marsala, strutto e sale.
Il cuore è costituito di ricotta zuccherata passata al setaccio e arricchita di gocce di cioccolato e canditi.

L’appuntamento è a Piana degli Albanesi (PA), in piazza Vittorio Emanuele, dove assieme a canti e danze potrete degustare (gratuitamente) cannoli e sfinci (piccoli dolci dalla pasta morbida ripieni di ricotta).

SAGRA DEL CANNOLO SICILIANO
25-28 FEBBRAIO 2003-02-09 PIANA DEGLI ALBANESI (PA)
TEL. 3280.242.000

Posted by Valentina Ambrosini at 12:00 PM

Febbraio 07, 2003

7-17 febbraio 2003: settimana dell'olio

olio.jpg

Un filo d'olio unisce il destino di città lontane e diverse come Siena, Roma, Milano e una regione come la Puglia: saranno infatti loro i teatri della settima edizione della Settimana Nazionale dell'Olio, un evento pensato per promuovere l'olio e i suoi derivati, prodotti di un'eccellenza tutta italiana. La settimana è organizzata dall'Enoteca Italiana e dall'Associazione nazionale Città dell'olio con il contributo del Ministero delle Politiche agricole e forestale.

Decine gli appuntamenti: convegni, degustazioni, tavole rotonde con gli olii del Mediterraneo grandi protagonisti. Da Siena prendono il via venerdì 7 le iniziative ufficiali, ma tanti altri appuntamenti si terranno in tutta la penisola dalla prossima settimana, a partire dalla Puglia, la regione protagonista, fino a Roma (con Degustiolio), e Milano.

In occasione della Settimana verrà poi attribuita l'Ampolla d'oro, premio destinato a personalità che hanno in qualche modo legato il loro nome a quello dell'olio di oliva: in questa seconda edizione il riconoscimento andrà a Rita Levi Montalcini per i suoi meriti scientifici, ed a Osvaldo Bevilacqua, popolare giornalista della tramissione Rai Sereno-Variabile. Una settimana lunga, quella dell'olio: 11 giorni, dal 7 al 17 febbraio, in cui si potrà conoscere ed imparare ad amare, l'olio italiano immersi nei luoghi più belli e profumati della penisola.

VII^ Settimana Nazionale dell'Olio
Organizzata dall'Enoteca Italiana e dall'Associazione nazionale Città dell'Olio
con il contributo del Ministero delle Politiche agricole e forestali
Siena 7-16 Febbraio
Roma 14-15 Febbraio
Milano 16 Febbraio
Informazioni
Segreteria Enoteca Italiana
tel. 0577.228811

CALENDARIO DETTAGLIATO DEGLI EVENTI


Venerdì 7 febbraio
Ore 16.00 – Amministrazione Provinciale di Siena
Palazzo del Governo – Piazza Duomo,9:
Incontro degli Assessori all' Agricoltura delle Regioni italiane
Ore 17.30 Inaugurazione
Palazzo del Governo
Amministrazione Provinciale di Siena – Sala Consiliare
Piazza Duomo,9
Ore 20.00 Cena di Gala – Park Hotel Siena (riservata agli ospiti)
Sole e Terra della Puglia
in collaborazione con Regione Puglia

Sabato 8 febbraio
Sala Convegni Camera di Commercio Piazza Matteotti, 30 - Siena
Ore 9.30 VI GIORNATA INTERNAZIONALE
"La futura OCM e l’armonizzazione della normativa internazionale sull’olio di oliva"
In collaborazione con Consiglio Oleicolo Internazionale e Unione Europea
con il patrocinio della Federazione Euromediterranea delle Municipalità Olivicole
Ore 15.30 Incontro Panel Test
Enoteca Italiana - Fortezza Medicea - Siena
Dalle ore 10.00 alle ore 12.30
Impariamo a degustare l' Olio
Mini corso di degustazione (su prenotazione: tel. 0577/329109)
Dalle ore 15.00 alle ore 19.00
Gli extravergine di Degustolio: degustazione libera
Ore 16.00 – "L’ olivo , luce vegetale di salute e bellezza
Conversazione su miti, leggende e proprietà curative e cosmetiche dell’ olivo,
antico simbolo di rigenerazione fisica e spirituale" A cura della Naturopata Wanda Benati
Ore 20.00 "Il Salotto degli Oli: La Toscana" (riservata agli ospiti)
Enoteca Italiana Dall’ 8 al 16 febbraio
"Amore e Olio"
mostra di disegni a cura di Associazione di Idee Gog & Magog Marche
dedicata alla costituenda Associazione di produttrici di olio extravergine di oliva "Pandolea"

Domenica 9 febbraio
Enoteca Italiana - Fortezza Medicea - Siena
Dalle ore 15.00 alle ore 19.00 -
Gli extravergine di Degustolio: degustazione libera
Dalle ore 15.30 alle ore 18.00
Impariamo a degustare l' Olio
Mini corso di degustazione (su prenotazione: 0577/329109)
Ore 16.00 – "L’olivo , luce vegetale di salute e bellezza"
Conversazione su miti, leggende e proprietà curative e cosmetiche dell’olivo,
antico simbolo di rigenerazione fisica e spirituale" A cura della Naturopata Wanda Benati

Martedì 11 febbraio
Enoteca Italiana- Fortezza Medicea - Siena
Ore 17.00
Presentazione degli oli DOP Terre di Siena
a cura del Consorzio di Tutela
Presentazione degli oli DOP Chianti Classico
a cura del Consorzio di Tutela
Ore 21.30 "Sublimolio": piccoli assaggi e degustazione guidata
In collaborazione con il Ristorante "Gallo Nero" - Siena
(su prenotazione: tel.0577/288497)

Giovedì 13 febbraio
Enoteca Italiana - Fortezza Medicea
Ore 20.30 "Sublimolio" : piccoli assaggi e degustazione guidata
Il Comune di Leivi –(Genova) presenta l’olio extravergine della Riviera di Levante Selezione "Premio Leivi"
(su prenotazione: tel.0577/288497)

Venerdì 14 febbraio
Enoteca Italiana – Fortezza Medicea
Ore 17.30 Presentazione del libro "L’Amore Imperfetto"
di Maria Teresa Santalucia Scibona – prefazione di Neuro Bonifazi – edizioni Helicon
Ore 21.30 "Olio e Musica Innamorati"
Concerto in collaborazione con Siena Jazz (ingresso libero)

Sabato 15 febbraio
Giornata della Regione Puglia
Enoteca Italiana - Fortezza Medicea - Siena
Dalle ore 15.30 alle ore 18.00
Impariamo a degustare l' Olio
Mini corso di degustazione (su prenotazione: tel.0577/329109)
Dalle ore 15.00 alle ore 19.00 -
Gli extravergine di Degustolio: degustazione libera
Ore 21.30 "Sublimolio": Piccoli assaggi e degustazione guidata: oli e sapori di Puglia
(su prenotazione: tel.0577/288497)

Domenica 16 febbraio
Enoteca Italiana – Fortezza Medicea - Siena
Dalle ore 10.00 alle ore 12.30
Impariamo a degustare l' Olio
Mini corso di degustazione (su prenotazione: tel. 0577/329109)
Dalle ore 15.000 alle ore 19.00 -
Gli extravergine di Degustolio: degustazione libera

Posted by Valentina Ambrosini at 06:52 PM

Gennaio 22, 2003

Amo i fari

Il faro dell'isola di Sant'Andrea

Amo così tanto i fari che sto ricamando a punto croce una striscia di tela Aida con tanti fari colorati. La applicherò alle tende del bagno :-)

Ma, a proposito di fari ... qualcuno sa che fine ha fatto o farà l'Isola di Sant'Andrea (Gallipoli) che l'Agenzia del demanio ha inserito nell'elenco dei "beni disponibili" (ossia pronti per essere venduti) fissandone il prezzo a circa cinquanta mila euro!

Dagli organi di stampa si è appreso che, con la concreta offerta di circa 700 milioni di vecchie lire all’ultima delle gare d’asta indette, un gruppo imprenditoriale si avvia ad acquisire questo bene prezioso, senza alcuna garanzia circa il suo utilizzo ed il rispetto delle sue valenze: allo stato solo l’esercizio del diritto di prelazione da parte della P.A. può impedirlo.

Purtroppo riesco a trovare poche informazioni aggiornate:-( ... ed un faro è in pericolo!

Posted by Valentina Ambrosini at 01:01 PM

Gennaio 20, 2003

Nuovi piaceri in arrivo



Sarò qui dal 31 Gennaio al 2 Febbraio, nuovi piaceri della vita in arrivo, vi terrò informati :-).


A proposito, qualcuno conosce il posto raffigurato nell'immagine?






Posted by Admin at 02:45 PM

Novembre 22, 2002

Acetaia Malpighi

L'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è un prodotto artigianale, tipico, con una storia di secoli, ma nonostante questo la sua produzione è limitata e la sua conoscenza da parte dei consumatori è estremamente limitata.

Vi guiderò alla scoperta dell'onesto piacere dell'agro, proponendovi la visita di un'acetaia e del ristorante che propone i sorprendenti utilizzi di un "liquido" i cui strumenti di produzione (le piccole botti chiamate "vaselli") venivano tramandate di generazione in generazione, costituendo la "dote" per le fanciulle da sposare :-)

L'acetaia Malpighi

L'acetaia Malpighi Ristorante

Se andrete a Modena scoprirete che ci sono dei cioccolatini con un ripieno di aceto balsamico tradizionale di Modena :-), scoprirete il processo di invecchiamento dell'aceto (si tratta di decenni) e imparerete il significato della terminologia tipica della produzione (batteria, botticella regina, rincalzare, ...).

Insomma passando dal grappolo alla bottiglia, scoprirete il percorso storico e gustativo di questo nettare. Vi innamorerete della forza della tradizione, lasciandovi tentare dal piacere dell'agro.

Posted by Valentina Ambrosini at 11:31 AM

Novembre 01, 2002

Favignana

Cala Rossa

Posted by Valentina Ambrosini at 02:12 PM