Gennaio 23, 2005

Identità Golose


A MILANO DUE GIORNI DI ALTA CUCINA
Il 24 e il 25 gennaio 2004 a Palazzo Mezzanotte.

Identità Golose è il primo congresso italiano di cucina d’autore, nato dalla volontà del giornalista Paolo Marchi di dare dignità assoluta alla figura del cuoco e di tutti coloro che attorno a lui contribuiscono a fare della cucina una realtà di estrema, ma non sempre compresa, grandezza.
Diciotto chef si alterneranno sul palco a Palazzo Mezzanotte, in Piazza Affari.

La cucina, ai suoi massimi livelli, è una scienza esatta, è fatica e conoscenza. Come non basta uno schizzo per alzare un ponte o una lingua sciolta per diventare avvocati, così non è sufficiente saper combinare graziosamente tre ingredienti per confezionare una cena con i fiocchi.
“In cucina senza idee non si crea, senza cuore non ci si lega professionalmente a fuochi, forni e fornelli e senza tecnica non si va oltre una valida cucina della mamma.”

I 18 RELATORI
Questi gli chef che hanno accettato l’invito di Marchi e che si alterneranno sul palco per parlare di cucina,del suo passato e, soprattutto, del suo futuro.
Tredici italiani, tre spagnoli, un francese e uno statunitense:
Nadia Santini del Pescatore di Canneto sull’Oglio nel Mantovano,
Massimiliano Alajmo delle Calandre di Rubano nel Padovano,
Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto nel Siracusano,
Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore di Senigallia in provincia di Ancona,
Carlo Cracco di Cracco-Peck a Milano, il siciliano Accursio Craparo della Gazza Ladra a Modica in provincia di Ragusa, Enrico Crippa del Ristorante in Piazza Duomo ad Alba cuore delle Langhe, Pietro Leemann di Joia a Milano, Norbert Niederkofler del St. Hubertus a San Cassiano in Alta Badia (Bolzano), Fulvio Pierangelini del Gambero Rosso a San Vincenzo sulla costa maremmana, Davide Scabin del Combal.zero a Rivoli in provincia di Torino, Ciccio Sultano del Duomo a Ragusa Ibla, Gianfranco Vissani del ristorante omonimo a Baschi in Umbria.
Interverranno inoltre gli spagnoli Ferran Adrià de El Bulli a Rosas in Catalogna, Andoni Luis Aduriz del Mugaritz a Erenteria-Renteria nei Paesi Baschi, Enrique Dacosta de El Poblet a Denia nella regione di Alicante, il francese Jean-Luc Fau, chef, pittore e patron di Gouts et Couleurs a Rodez e lo statunitense Wylie Dufresne di wd-50 a New York.


Ideatore e Curatore Coordinamento e Organizzazione Ufficio Stampa
PAOLO MARCHI NEWTON SRL CINQUESENSI
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20121 Milano 20129 Milano 20124 Milano
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Posted by Valentina Ambrosini at 02:39 PM

Febbraio 15, 2004

Sesso, cibo e cioccolato

Venerdì 20 Febbraio 2004, ore 20.30 al ristorante Al Calmiere di Verona, si terrà una cena dibattito sul tema Sesso, cibo e cioccolato.
Il menù prevede:
- purea di pera aromatizzata al cioccolato con scaglie di grana
- gnocchi di patate al cacao con pomodori pachino e melanzane
- costolette di agnello con salsa al cioccolato e peperoncino
- tortino al cioccolato caldo con banane caramellate in salsa all'arancio.

Saranno presenti Cristina Strocchi (psicologa e sessuologa), Luciano Marcazzan (pres. associazione pasticceri veronesi), Luca Bernardinello (responsabile della Valrhona). Il dibattito sarà moderato da Roberto Vandelli (Attore)

Ristotante Al Calmiere
Piazza San Zeno 10
Verona
tel 0039 045 8030765

Posted by Valentina Ambrosini at 07:01 PM

Ottobre 14, 2003

Il sogno del manager: fare lo chef. Nascono le università del gusto

Tortellini e manuali. Piatti tipici e curve di crescita della produzione ovina. Dalle tavole delle osterie ai piatti dell ’alta cucina , dalle scuole alberghiere alle aule delle facoltà. La gastronomia entra nelle università. Perché, come scriveva più di un secolo fa Pellegrino Artusi, tra fornelli e dispense fioriscono da sempre «la scienza in cucina e l’arte di mangiare bene». Così, mentre Slow Food vara la sua Università di Scienze Gastronomiche nel Cuneese (lezioni dal settembre 2004) e il Gambero Rosso lancia i primi 22 diplomati al Master in comunicazione e giornalismo enogastronomico (costo 6.500 euro), gli atenei di mezza Italia si preparano a far fronte a una nuova ondata di domande di iscrizione per quei corsi che aprono le porte di tante carriere nel favoleggiato mondo dei «gastronauti».

Il boom dell’istruzione per aspiranti gourmet è la prima conseguenza dell’impennata dei fatturati nel settore enogastronomico e della voglia degli italiani di unire passione e professione: in tanti tentano il successo sulle vie del gusto, iscrivendosi magari a Scienze dell’alimentazione anziché a Economia e commercio. Ma attenzione: la corsa alla carriera costruita su cibo e vino di qualità è selettiva.
Nella facoltà gastronomica di Slow Food, a Bra, saranno ammessi solo 60 studenti l’anno (retta da 19 mila euro), per un corso di laurea breve e due bienni di specializzazione. Ben 26 le materie del primo triennio. Due le sedi: oltre alla Residenza sabauda di Pollenzo (Bra), il Palazzo Ducale di Colorno (Parma). Lo stesso edificio che ospiterà, da gennaio, i corsi di Alma, prima Scuola internazionale di cucina italiana. Anche qui, solo 40 gli studenti. Rettore, il grande chef Gualtiero Marchesi. A differenza dell’università di Slow Food, questa scuola di specializzazione si rivolge solo a persone che abbiano già esperienza di almeno 2 anni in campo culinario. Allievi in grado di sostenere l’investimento in tempo (8 ore al giorno per 6 mesi di aule e 5 di stage) e denaro: 11 mila euro di retta più i costi del soggiorno in residence convenzionati (altri 3.600 euro). In cambio avranno docenti del calibro di Annie Feolde, di Enoteca Pinchiorri, o Antonio Santini di Dal Pescatore, laboratori da 007 e una biblioteca tematica con 5 mila volumi. Ogni giorno piovono domande di preiscrizione, entro novembre la selezione.

Addio scuole di cucina per turisti gourmand ? Non proprio. Gli aspiranti laureandi delle nuove discipline hanno altri obiettivi. E altre storie. Molti ripetono il percorso di un nuovo trend professionale che pochi giorni fa ha guadagnato le pagine del New York Times . Negli Usa sono sempre più numerosi gli ex manager e uomini d’affari che, per crisi vocazionale o perché rimasti senza occupazione dopo la crisi che si aperta con gli attentati dell’11 settembre 2001, si inventano un nuovo lavoro nella ristorazione. Ma anche in Italia l’istruzione enogastronomica di livello superiore può «cambiare la vita». Lo testimoniano storie come quella di Fabio, manager che sta lasciando il posto in banca per diventare direttore dell’Enoteca Ferrara a Roma. E Dada Rener: indossatrice convertitasi ai fornelli, gestisce un agriturismo in Umbria. O Francesco Gaudenzi, ragioniere per 10 anni in una ditta aeronautica: con la cassa integrazione si è rifugiato fra gli ulivi, oggi fattura 200 mila euro con 200 quintali l’anno di extravergine.

E le scuole, anche sul modello di quanto sta accadendo in Francia, raccolgono questa voglia di cambiamento, formando nuovi professionisti. A Siena è nato il primo master post laurea «per imparare a comunicare il cibo e il piacere dei suoi sapori». Iniziato nel marzo scorso, durerà 16 mesi. Trenta partecipanti in tutto (retta 4.500 euro). L’Università dei Degustatori di Imperia propone lezioni ad alta specializzazione professionale. Grande spazio ai Laboratori del Gusto «per orientare gli studenti verso i punti di forza dell’offerta turistica enogastronomica» anche nel master di Management nel Turismo Rurale nato a Bari per iniziativa dell’Università di Bari e del Movimento Turismo del Vino: 770 ore di teoria, 1100 di pratica e la possibilità di essere assunti come «enoguide». A Perugia, l’ateneo ha aperto la Scuola Nazionale dell’Alimentazione, ma organizza anche corsi per « gourmand curiosi»: assaggi di scienza e cultura gastronomica che potrebbero convincere altri manager pentiti ad intraprendere gli studi per diventare businessmen della grande industria del gusto.

Posted by Valentina Ambrosini at 08:40 PM

Marzo 05, 2003

14 marzo 2003 - Le zuppe di mago Merlino

L'azienda agricola Tallarini di Gandosso (BG) ha organizzato per venerdì 14 marzo una onesta serata per scoprire l'utilizzo delle erbe.

Dai campi alla tavola: erbe magiche ed officinali miscelate fra loro in un percorso gastronomico, alla scoperta di abbinamenti inusuali, appetitosi e sorprendenti.
Perché non unire la conoscenza e la storia al gusto per il divertimento e la spensieratezza?

La serata fa parte degli eventi 2003 organizzati dall'azienda agricola di Gandosso per riscoprire antiche sensazioni, confrontare gusti diversi, imparare cose nuove, divertirvi ad assaggiare.
Se l'evento è di vostro gusto potete contattare direttamente l'azienda al n. 035/834003.

All'insegna del motto di Galileo Galilei, fatto proprio dal Tallarini,

“per virtù del vino
l’ingegno si fa illustre e chiaro,
l’anima si dilata,
gli spiriti si confortano
e l’allegrezze si moltiplicano"

ho avuto modo di apprezzare alcuni dei loro Valcalepio.
Vi consiglio, in particolare, il Valcalepio rosso San Giovannino 1998 Riserva e il Moscato Passito di Gandosso.


Posted by Valentina Ambrosini at 11:47 AM